La più grande ricerca globale sulle molestie online di cui sono vittime le bambine e le ragazze, Free To Be Online, conferma che quasi il 60% delle intervistate ha subito questa forma di violenza e che le molestie possono iniziare già a partire dagli otto anni di età.
I risultati dello studio, basato su testimonianze, sondaggi e interviste approfondite realizzate su un campione di oltre 14.000 ragazze di età compresa tra i 15 ei 25 anni provenienti da 22 paesi, rivelano che gli utenti dei social media – ed in particolare le ragazze – sono regolarmente esposti a questa forma di violenza, che include la ricezione di messaggi espliciti, immagini pornografiche, cyberbullismo, minacce di violenza fisica e sessuale, commenti razzisti e anti-LGTBIQ +, umiliazioni e attacchi basati sull’aspetto fisico di chi le subisce.
Plan International ha realizzato questo studio non solo per mettere in evidenza come la violenza online influisce sulla loro vita quotidiana, ma anche per comprendere meglio il punto di vista delle ragazze e sapere che cambiamenti vorrebbero vedere sulle piattaforme digitali per sentirsi libere e sicure nel tempo che trascorrono in rete.
CATHY, 20 ANNI, UGANDA

Da tre anni, Cathy usa regolarmente i social media, soprattutto Facebook. Li usa principalmente per comunicare con i suoi amici ma, da quando ha creato i suoi profili, ha dovuto fare i conti con le molestie: “Un giorno un ragazzo mi ha inviato un messaggio in privato. Io ho risposto e lui mi ha inviato foto in cui era nudo. Sono rimasta scioccata!”
Secondo Cathy è urgente che le molestie e la violenza online vengano riconosciuti come un problema serio. “Le persone non conoscono gli effetti negativi delle molestie online. Molti non sanno che possono causare depressione, problemi di autostima e di autolesionismo.”
Cathy fa parte del programma di Plan International Champions of Change (Campioni del Cambiamento) ed usa questa piattaforma per parlare con altre ragazze su come migliorare la propria autostima ed imparare a sentirsi più sicure di sè.
Per quanto riguarda le società dei social media, Cathy considera che: “Dovrebbero vietare gli account falsi per evitare che le persone pubblichino foto a sfondo sessuale. Inoltre, a suo avviso, quando una ragazza espone denuncia, questi profili ed i rispettivi contenuti dovrebbero essere bloccati immediatamente”.
MELANNY, 16 ANNI, PERÙ
Ultimamente Melanny ha notato un aumento dei casi di molestie sui social network e dice che molte delle sue amiche sono state vittime di aggressioni online. Sebbene conosca casi che riguardano anche ragazzi, pensa che le ragazze siano le più vulnerabili, ed anche le più esposte, rispetto a questa forma di violenza.
Crede che la soluzione sia educare i giovani riguardo un uso adeguato dei social network e sostenerli nel caso in cui insorgano problemi. Nella misura in cui sempre più persone avranno tutte le informazioni necessarie, sapranno anche come avanzare richieste formali alle società dei social media per creare meccanismi di denuncia efficaci che consentano alle ragazze di sentirsi libere e al sicuro sulle loro piattaforme.
KIRTI, 19 ANNI, INDIA

Kirti da anni è attivista e partecipa ai programmi di Plan International per rendere le strade di Delhi più sicure per le ragazze. Nonostante Kirti conosca bene gli strumenti per affrontare le molestie negli spazi pubblici, quando usa i social media si sente impotente: “Quasi tutte utilizziamo gli smartphone e le applicazioni online. Le molestie online sono un problema serio”.
Quello che ha imparato dalla sua esperienza di attivismo è la necessità di affrontare la violenza e di creare reti di sostegno per le vittime: “Le ragazze non dovrebbero aver paura degli abusi. Piuttosto dovrebbero imparare di più sulle impostazioni che riguardano la privacy e sapere come agire nel caso in cui siano vittime di molestie…perchè tutte insieme possiamo porre fine al problema”.
