Supportare le scuole materne e primarie in Sud Sudan

Supportare le scuole materne e primarie in Sud Sudan

Il progetto aveva come obiettivo il miglioramento della qualità e dell’accesso all’istruzione per tutti i bambini nelle regioni interessate del Sud Sudan. Le principali attività si sono concentrate sul rafforzamento delle conoscenze e delle capacità degli insegnanti della scuola primaria e materna, dei genitori assistenti degli insegnanti e degli ispettori scolastici delle autorità locali. 

Dove

Il progetto è stato realizzato in tre regioni del paese: Central Equatoria, Lagos e Jonglei rispettivamente nelle provincie di Yei, Awerial e Rumbik North, Pibor e Verteth

Durata

Il progetto è durato 12 mesi.
È iniziato a gennaio 2019 ed è terminato a gennaio 2020.

Obiettivi e risultati principali

Il progetto mirava a migliorare la qualità dell’istruzione nell’area interessata coinvolgendo bambini, giovani, insegnanti, autorità locali e comunità locale. L’azione ha consentito a bambini e giovani, dai 0 ai 18 anni, non iscritti a scuola, di avere un accesso equo a un’istruzione di base, inclusiva e di qualità. L’intervento realizzato da Plan International è stato implementato in 46 scuole primarie e materne che accoglievano bambini parte delle comunità di rifugiati, sfollati interni, rimpatriati e comunità ospitante.


Risultati principali:

1. Migliorata la qualità dell’istruzione e delle attività didattiche per la prima infanzia.
2. Rafforzate le conoscenze delle Autorità locali e dei docenti sulla qualità dell’istruzione e su una efficace gestione della scuola.

I beneficiari del progetto

Beneficiari indiretti: 58.063 bambini, di età compresa tra 0 e 18 anni, di cui:

• 27.006 bambini di scuola materna 
• 31.057 alunni di scuola primaria 

Beneficiari diretti: 576 persone di cui:

  • 110 insegnanti di scuola materna 
  • 141 insegnanti di scuola primaria 
  • 278 genitori assistenti degli insegnanti
  • 47 ispettori scolastici 

Perché iL SUD SUDAN?

Cinque anni di conflitto hanno costretto quasi 4,2 milioni di persone a fuggire dalle loro case all’interno e al di fuori del paese. Molte regioni, nonostante la diminuzione dell’intensità degli scontri, anni dopo il suo inizio continuano a subire gli impatti del conflitto. La città di Yei è stata, in particolar modo, testimone di un enorme afflusso di sfollati interni, tra cui moltissime donne e bambini. L’insicurezza rimane tutt’oggi uno dei maggiori problemi nei villaggi colpiti dalla guerra ed i servizi disponibili, compresa l’educazione, sono insufficienti.

L’UNICEF stima che, dall’inizio del conflitto in Sudan del Sud, nel dicembre 2013, 1,8 milioni di bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni hanno bisogno di servizi adeguati di istruzione ma, nella realtà, le scuole sono troppo affollate ed i genitori incapaci di rispondere ai bisogni educativi dei bambini.  

Nel caso delle ragazze, il tasso di coinvolgimento nelle piattaforme di partecipazione politica è ancora più basso e le possibilità di trovare un lavoro degno sono estremamente ridotte. Le donne e le ragazze hanno uno status secondario in tutte le sfere della vita familiare, comunitaria e nazionale (gli uomini occupano il 69% delle posizioni del governo e sono sovra rappresentati nei ministeri chiave legati alle donne come Agricoltura e istruzione).


Ruolo di Plan International

Plan International si è occupato dell’implementazione diretta delle attività previste dal progetto il quale è stato sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e dell’UNICEF.