Un sondaggio globale rivela che nove ragazze su dieci soffrono di ansia a causa della pandemia di COVID-19

Un sondaggio globale rivela che nove ragazze su dieci soffrono di ansia a causa della pandemia di COVID-19

Un sondaggio realizzato da Plan International in 14 paesi su un campione di oltre 7.000 ragazze rivela che nove ragazze su dieci (88%) sperimentano livelli di ansia alti o medi a causa della pandemia di COVID-19.

Per le ragazze intervistate, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, le paure più diffuse riguardano la propria salute (33%) e il benessere della loro famiglia (40%). Quasi un terzo di loro (26%) ha manifestato preoccupazione per la perdita di reddito familiare a causa della pandemia.

“Vite interrotte: L’impatto del COVID-19 sulla vita di bambine e ragazze” è lo studio più esteso incentrato sugli effetti negativi che la pandemia di COVID-19 ha sulle ragazze di 14 paesi tra cui Spagna, India, Ghana, Brasile e Stati Uniti.

La ricerca mette in luce le complesse sfide che le ragazze devono affrontare, che vanno dalla mancanza d’accesso all’istruzione, alle difficoltà incontrate per le restrizioni sulla libertà di movimento.

  • Il 62% delle intervistate ha dichiarato di soffrire a causa dell’impossibilità di andare a scuola o all’università.
  • Oltre la metà (58%) delle ragazze avverte gli effetti negativi di non poter uscire di casa regolarmente.
  • Il 58% ha evidenziato fra le conseguenze negative della pandemia il fatto di non poter passar tempo e socializzare con gli amici.

Anne-Birgitte Albrectsen, CEO di Plan International, ha dichiarato: “Il sondaggio è un campanello d’allarme per i governi affinchè riconoscano che le emergenze sanitarie hanno un impatto diverso in funzione delle fasce d’età e del sesso e che, in concreto per le ragazze, le conseguenze a lungo termine saranno potenzialmente devastanti. L’obbligo di stare a casa non solo colpisce la loro salute mentale ma le espone maggiormente al rischio di subire violenza di genere. Inoltre, a causa delle norme sociali patriarcali, le ragazze si vedono obbligate ad assumere la stragrande maggioranza delle faccende domestiche, pertanto la minaccia di dover abbandonare gli studi é reale.

“Questo è particolarmente vero nei paesi in via di sviluppo dove le ragazze rischiano di perdere il diritto all’istruzione”.

Il rapporto è stato lanciato il 23 settembre tramite un dialogo intergenerazionale virtuale tra un gruppo di ragazze e leader mondiali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dialogo durante il quale le partecipanti hanno avuto l’opportunità di delineare le loro richieste riguardo la risposta dei governi al COVID-19.

Come parte dello studio, Plan International ha anche condotto interviste in Mozambico, Ghana, Brasile e Nicaragua.

 “I miei amici mi hanno suggerito alcuni siti web per continuare con gli studi…ho provato ma non ho visto nessun risultato e, tra l’altro, la mia connessione a internet non è buona.  Sono molto scoraggiata e non credo di essere l’unica a sentirsi così” – ha dichiarato Deborah, 18 anni, brasiliana, la quale sta seriamente pensando di abbandonare gli studi a causa della pandemia.

Emma, ​​14 anni, del Ghana, ha detto: “La mia principale preoccupazione è evitare il contagio. Non mi piace stare a casa tutto il giorno perché in famiglia sono l’unica ad occuparmi delle faccende domestiche.”

La pandemia ha causato una crisi economica globale con un aumento dilagante della povertà soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione. La crisi ha messo a dura prova milioni di famiglie e costretto migliaia di bambine e ragazze ad accettare lavori mal pagati nel settore informare dell’economia.

Per Deolinda, 19 anni, del Mozambico, il lockdown e non il virus ha avuto il maggiore impatto sulla sua vita: “Ci è stato detto che per evitare di contagiarci dobbiamo stare a casa e non andare a scuola o al lavoro. Ma questo rende tutto più difficile perchè per mantenere la mia famiglia faccio affidamento su lavoretti saltuari.”

Isobel Fergus, Responsabile della Ricerca, ha dichiarato: “Durante la pandemia, le ragazze e le giovani donne stanno assumendo il maggiore carico economico, lavorativo ed emotivo. Sono esposte a rischi maggiori e sono costrette a lavorare di più”.

“Le ragazze hanno parlato delle tensioni che vivono in casa, della solitudine che sperimentano, delle difficoltà per continuare a studiare, della loro voglia di uscire e passar tempo con i loro amici. Tutti questi aspetti sono componenti fondamentali dello sviluppo accademico, sociale e psicologico degli adolescenti: cruciali per la loro salute, il loro benessere e per gettare le basi per il loro futuro”.

“Sarà molto difficile recuperare questi mesi e il divario digitale, in particolare nei paesi a basso reddito,  implica che le ragazze abbiano maggiori difficoltà ad accedere ai materiali educativi ed anche ai servizi di assistenza psicologica o di salute. I progressi nell’ambito dell’istruzione e della salute per cui abbiamo lottato così duramente negli ultimi decenni stanno andando in fumo”.

La risposta di Plan International all’emergenza COVID-19 copre più di 50 paesi. L’organizzazione chiede alle autorità globali, regionali e nazionali di garantire che i piani di risposta al COVID-19 tengano conto delle sfide uniche affrontate dalle ragazze a causa della loro età e sesso.

“Le strategie nazionali devono prendere in considerazione la parità di genere ed assicurarsi che gli aiuti raggiungano i collettivi più vulnerabili della società, in particolare le ragazze e le giovani donne. I governi devono anche garantire la continuità dell’apprendimento durante la chiusura delle scuole e dare priorità a un ritorno sicuro a scuola”, ha affermato Jorgen Haldorsen, Direttore di Emergenze di Plan International.

Per leggere lo studio (in inglese) fai clic qui.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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