Un gruppo di giovani attiviste partecipa a un ciclo di dialoghi con Facebook per affrontare gli abusi online

Un gruppo di giovani attiviste partecipa a un ciclo di dialoghi con Facebook per affrontare gli abusi online

Come parte degli sforzi in corso per contrastare la violenza di genere online, Facebook ha invitato un gruppo di giovani attiviste a condividere le loro idee per realizzare campagne di sensibilizzazione su come segnalare gli abusi di cui sono vittime.

Quest’iniziativa è stata realizzata dopo che la società – che possiede anche le piattaforme Instagram e WhatsApp – ha completato un ciclo di dialoghi con 15 ragazze e giovani donne di tutto il mondo, in seguito al lancio della campagna #FreeToBeOnline dell’ONG Plan International.

L’anno scorso, un importante sondaggio condotto da Plan International su 14.000 ragazze di età compresa tra 15 e 25 anni in 22 paesi, ha rilevato che oltre la metà delle intervistate era stata molestata online e che una su cinque aveva abbandonato o ridotto significativamente l’uso delle reti sociali a causa di questi episodi di violenza.

Le piattaforme continueranno inoltre a migliorare i sistema di moderazione dei contenuti, per limitare le occasioni in cui ragazze e le giovani donne subiscono abusi, che vanno dalle minacce fisiche, al cyberstalking, alle foto pornografiche indesiderate – sui social.

L’organizzazione ha anche assunto l’impegno di assumere personale altamente qualificato dando priorità a gruppi di persone sottorappresentate, comprese le giovani donne, per fornire input strategici su prodotti, politiche, programmi e pratiche in uso.

Assumere giovani donne affinché di occupino della politica dei contenuti e di moderare è stata una delle priorità espresse dalle ragazze durante le sessioni con i rappresentanti delle reti sociali.

Dopo le sessioni, una delle giovani leader è stata invitata da Facebook a fornire input continui su strumenti, risorse e politiche che supportano la sicurezza delle donne. Questa ragazza rappresenterà la sua comunità e la sua rete di giovani attiviste e continuerà a difendere il diritto alla sicurezza online.

Ayumi, 17 anni, dal Giappone, che ha preso parte ai dialoghi, ha dichiarato: “Ho cercato di non farmi troppe illusioni prima che iniziasse il ciclo di dialoghi perché queste sono grandi aziende e non ero sicura di quale sarebbe potuto essere il risultato. Ma dopo aver partecipato posso affermare che è stato un vero e proprio dialogo, che mi hanno ascoltata e che la conversazione è stata molto utile.  

“Se noi ragazze continuiamo ad esprimere il nostro desiderio e la necessità di cambiare il sistema, poco a poco ci riusciremo.

“Sono molto contenta del fatto di essere riuscita a lavorare insieme a loro con l’obiettivo comune di rendere le piattaforme online più sicure e cercare soluzioni tangibili. Spero vedere presto il risultato delle modifiche che verranno realizzate. Ma so anche che è solo l’inizio di un lungo percorso e che bisognerà esplorare diversi modi per rendere il mondo online più sicuro per le ragazze.

“I social media svolgono un ruolo essenziale nella nostra vita. Spero che le piattaforme di social media continuino a collaborare ini iniziative del genere e a trasformarsi affinché tutti possano sentirsi felici e sicuri quando le usano”.

Cindy Southworth, Responsabile Globale della Sicurezza delle Donne a Facebook, ha dichiarato: “Ascoltare da un gruppo eterogeneo di giovani donne su come i problemi di sicurezza e gli abusi di genere si manifestano in diversi contesti e paesi ci aiuterà a definire il nostro impatto. Ci impegniamo a continuare il nostro lavoro per creare un luogo sicuro in cui le giovani donne e ragazze possano sentirsi libere di esprimersi”.

I dialoghi hanno costituito anche l’opportunità per le reti sociali di condividere le iniziative già intraprese per contrastare gli abusi online e discutere idee, soluzioni e priorità.

Plan International supporterà anche ragazze e giovani donne nella creazione di una nuovo programma di formazione sulla violenza di genere.

Sarah Carson, Responsabile delle Campagne di Plan International, ha dichiarato: “La violenza online è grave, provoca danni reali e mette a tacere le voci delle ragazze. Le ragazze devono sapere che quando vengono abusate, perseguitate e minacciate online, possono denunciarlo sulla piattaforma di social media. Devono poter contare con la certeza che saranno ascoltate e che verrà intrapresa un’azione contro gli autori del delitto.

“Siamo molto lieti di aver propiziato l’organizzazione di questi dialoghi e di continuare a rafforzare l’approccio delle piattaforme alla sicurezza online di donne e ragazze in tutto il mondo”.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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