UN ANNO DI PANDEMIA: LAVORIAMO SENZA SOSTA PER TUTELARE I DIRITTI DEI BAMBINI

UN ANNO DI PANDEMIA: LAVORIAMO SENZA SOSTA PER TUTELARE I DIRITTI DEI BAMBINI

L’11 marzo 2020 il mondo è cambiato. Dopo diverse settimane di incertezza e informazioni contraddittorie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato la crisi sanitaria del coronavirus come una pandemia. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, ha mostrato quel giorno la sua “profonda preoccupazione sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità del virus, come per l’inerzia mostrata dai governi”.

In un anno, la pandemia e le misure adottate per mitigare la diffusione del COVID-19, come l’interruzione di attività non essenziali e l’imposizione di lockdown, hanno causato il caos a livello globale e hanno trasformato il modo in cui lavoriamo, interagiamo, passiamo il nostro tempo libero e persino studiamo. Quasi 1,5 miliardi di studenti a livello globale sono stati colpiti dagli effetti negativi della chiusura delle scuole.

IL NOSTRO APPROCCIO: PROTEGGERE LE BAMBINE E I BAMBINI PIÙ VULNERABILI

I team di Plan International hanno sfidato le difficoltà derivanti dalla pandemia per raggiungere circa 72 milioni di persone in tutto il mondo, offrendo supporto attraverso trasferimenti di denaro; distribuzione di beni alimentari, kit per l’igiene e per l’istruzione; campagne di sensibilizzazione e promozione dell’igiene; creazione di spazi sicuri per i bambini; installazione di stazioni per il lavaggio delle mani; orientamento a padri, madri e tutori; assistenza psicosociale ai bambini più vulnerabili, e sostegno técnico ai governi e alle autorità sanitarie ed educative nei 75 paesi in cui operiamo.

Fin dall’inizio ci siamo concentrati sulla mitigazione degli effetti secondari della pandemia al fine di evitare conseguenze irreparabili di lungo termine sull’istruzione, sui diritti umani, sul benessere e sullo sviluppo dei bambini e le loro famiglie.

GIRLS IN CRISIS

“Adesso che non possiamo andare a scuola passiamo molto più tempo a casa. Alle bambine, alle ragazze e alle donne viene sempre chiesto di fare i lavori domestici e, se non li facciamo, ci puniscono”, dice Lixiana, 17 anni, dal Nicaragua.

La pandemia ha messo a repentaglio i progressi compiuti negli ultimi decenni nella difesa dei diritti delle bambine e adolescenti. Prima della pandemia, a causa della disuguaglianza e della discriminazione, 130 milioni di bambine in tutto il mondo non andavano a scuola e quest’anno, 11 milioni in più rischiano di non tornare mai più a scuola a causa della crisi, che colpisce soprattutto i minori che appartengono a famiglie con livelli socioeconomici inferiori.

Di fronte alla riduzione significativa del reddito o alla perdita del lavoro, migliaia di famiglie non possono permettersi di pagare i costi legati all’istruzione pertanto è proprio sulle figlie che ricade la responsabilità della casa e dei lavori domestici. Questa situazione le espone a molteplici pericoli come violenza e abusi dentro e fuori casa, matrimoni precoci, mutilazioni genitali femminili, mancanza di accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e gravidanze adolescenti indesiderate.

Per questo, dallo scoppio dell’emergenza COVID-19, abbiamo lavorato senza sosta per evitare che la pandemia causasse una battuta d’arresto per i diritti dei bambini nella situazioni più vulnerabili, sostenendo direttamente 20 milioni di persone – soprattutto bambine e ragazze – in 52 paesi.

A casa non ho un tavolo per studiare ei miei genitori non hanno tempo per spiegarmi le lezioni come fanno a scuola“, spiega Fahad, 12 anni, una dei 10.600 beneficiari che hanno ricevuto materiali educativi nella distribuzione realizzata da Plan International nei campi profughi di Rhino e Bidibidi in Uganda.

Abbiamo anche sostenuto l’istruzione a distanza in 50 paesi offrendo lezioni virtuali e distribuendo materiali didattici, come radio, libri, quaderni e matite, in modo che le bambine e i bambini possano continuare a studiare da casa. In Sierra Leone, dove la maggior parte delle famiglie non può permettersi una radio, abbiamo distribuito 25.000 radio solari in modo che ragazze e adolescenti potessero seguire le lezioni a distanza.

Queste ed altre iniziative per proteggere i diritti delle bambine e delle ragazze sono state realizzate nell’ambito di Girls In Crisis (Bambine e ragazze in crisi), una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Plan International che ha tre obiettivi:

  1. Rendere visibile la particolare vulnerabilità di bambine e adolescenti in contesti fragili e di crisi;
  2. Difendere i progressi fatti negli ultimi decenni nel campo dell’uguaglianza e delle pari opportunità ed evitare che la pandemia costituisca una grave battuta d’arresto; 
  3. Garantire i loro diritti e sostenere le bambine ed adolescenti in crisi, creando le condizioni affinché possano sviluppare il loro pieno potenziale e godere di una buona qualità di vita.
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