Il 58% di ragazze e adolescenti nel mondo si autocensura, abbandona i social network o ne riduce l’uso a causa delle molestie online

Il 58% di ragazze e adolescenti nel mondo si autocensura, abbandona i social network o ne riduce l’uso a causa delle molestie online

Il bullismo online non solo è una delle forme di violenza più frequenti che ragazze e adolescenti in tutto il mondo sono costrette ad affrontare a causa del loro genere ed età, ma costituisce uno dei principali ostacoli alla loro leadership in un mondo sempre più connesso e digitale. Ciò nonostante, le ragazze sono portate ad accettare l’idea che molestie e abusi facciano parte della loro esperienza sui social network e finiscono per normalizzarla.

Nel mondo, il 58% delle adolescenti cambia il proprio modo di esprimersi, si autocensura, abbandona i social network o ne riduce significativamente l’uso a causa delle molestie subite online, secondo il rapporto Free to be online? Esperienze di molestie online di ragazze e giovani donne, che raccoglie le esperienze di bullismo su Internet di oltre 14.000 ragazze, adolescenti e giovani di 22 paesi.

In occasione della Festa della donna, che quest’anno ha come slogan “Donne leader: per un futuro basato sull’uguaglianza nel mondo del Covid-19”, Plan International ricorda che le molestie online sono una violazione dei diritti delle ragazze e adolescenti, limitano la loro partecipazione civica, sociale ed economica e hanno conseguenze per la salute mentale e fisica, motivo per il quale l’organizzazione reclama sia ai governi che alle imprese misure urgenti a livello nazionale ed europeo per affrontare il problema.

“Non possiamo continuare a tollerare la violenza che le ragazze e adolescenti subiscono ogni giorno su Internet, perché questi abusi frenano la loro partecipazione e la leadership. Le ragazze devono sapere che esistono meccanismi ai quali possono ricorrere quando vengono molestate, minacciate o maltrattate online, contare con la certezza che le loro opinioni saranno ascoltate e che i responsabili andranno incontro a azioni legali. Per tal motivo, è necessario accelerare l’approvazione di un meccanismo europeo di cooperazione con le piattaforme dei social media, in modo che migliorino i loro meccanismi di denuncia e rispondano adeguatamente alla violenza di genere nella sfera digitale”, dichiara Concha López, Presidente di Plan International Italia.

L’organizzazione sottolinea inoltre che queste forme di violenza sono ancora più gravi nel caso di ragazze disabili, appartenenti a minoranze etniche o al collettivo LGBT.

Tutto ciò è ancora più importante perché la pandemia ha contribuito ad aumentare notevolmente la presenza e l’attività online di giovani e bambini. In un contesto in cui la maggioranza dei paesi si vedono costretti ad adottare misure che limitano la circolazione dei cittadini, Internet non solo è uno strumento per mantenere le relazioni interpersonali e intrattenersi nel tempo libero ma è anche il principale canale utilizzato per studiare. Da un anno a questa parte l’accesso ad Internet è una questione fondamentale e, purtroppo, ancora non esistono meccanismi rigorosi ed efficaci per tutelare la sicurezza delle ragazze e delle donne nel mondo digitale.

Proposte e raccomandazioni

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della ONU, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne, Plan International avanza una richiesta ai governi di tutto il mondo di adottare leggi specifiche per la violenza di genere online e garantire così giustizia per le ragazze che ne sono vittime.

Il 44% delle ragazze che hanno partecipato allo studio citato anteriormente ritiene che la principale responsabilità di proteggerle da queste forme di violenza ricada sulle società dei social media, seguite dai governi (18%), da altri utenti (18%) e dalla polizia (13%).

In tal senso, l’organizzazione rivendica l’approvazione e l’applicazione di un codice di condotta europeo contro la violenza di genere online, in linea con gli obiettivi della Strategia per la parità di genere dell’Unione Europea, affinché le società di social media creino meccanismi di denuncia rigorosi, efficaci e di facile accesso che rispondano ai bisogni reali delle ragazze ed adolescenti, promuovano una politica di tolleranza zero contro la violenza e le molestie online, garantiscano la raccolta di dati e la produzione di statistiche trasparenti e chiare che includano i profili degli autori, il loro rapporto con la vittima e il numero di casi denunciati per far sí che i responsabili vengano puniti.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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