Promuovere l’uguaglianza delle ragazze nell’epoca del COVID-19

Promuovere l’uguaglianza delle ragazze nell’epoca del COVID-19

Come vi sentireste se il COVID-19 togliesse per sempre dalla vostra vita – e non solo per 3 o 6 mesi – ogni opportunità? Questo è il rischio reale che corrono milioni di bambine, ragazze e giovani donne in tutto il mondo.

Il COVID-19 non discrimina, ma le società sì. In una pandemia globale, le conseguenze in funzione dell’età e del genere sono nette. Le ragazze, i bambini e giovani più vulnerabili, quando le scuole sono chiuse perdono l’accesso a beni di prima necessità come per esempio i pasti delle mense scolastiche. Mentre la salute dei bambini sembra essere meno colpita dal coronavirus, l’epidemia segnerà profondamente il mondo in cui crescono.

Se le tue prospettive ed opportunità future sono limitate, il COVID-19 aggiunge ulteriori rischi e pericoli alla tua condizione già di per sé molto compromessa. La ricaduta economica avrà un impatto profondo sulle bambine e ragazze che vivono nelle comunità più colpite cosa che si tradurrà in un forte aumento dei lavori domestici non pagati, in milioni di ragazze costrette a sposarsi essendo ancora minorenni, nell’incremento della tratta di persone e della prostituzione come unici mezzi di sopravvivenza di fronte alla povertà estrema ed alla recessione.

Si prevede inoltre che un aumento degli abusi sessuali e delle complicazioni delle gravidanze precoci si sommeranno alla crisi sanitaria causata dal virus. Purtroppo, è evidente che non ci riprenderemo velocemente da questa crisi – se mai ci riprenderemo.

La discriminazione è universale

La discriminazione è universale. Nel Regno Unito, dei 3 milioni di persone attualmente sottopagate per occuparsi di lavori ad alto rischio legati al COVID-19, il 98% sono donne. Nella provincia di Hubei, in Cina, dove l’epidemia è cominciata, gli attivisti registrano un aumento del 200% delle violenze domestiche, con oltre il 90% dei casi legati alle misure di isolamento sociale. Circa il 21% in più di uomini rispetto alle donne ha accesso ad internet, e la percentuale è del 52% in più nei paesi meno sviluppati. Questa disparità di genere diventa ancor più dannosa quando, a causa delle misure di isolamento sociale, le funzioni principali della società sono state trasferite su internet.

Ma non si tratta solo di questo. Come Greta Thunberg ci ha ricordato questa settimana, “la crisi climatica non se ne andrà”, e stiamo già vedendo gli effetti combinati del COVID-19 e del cambiamento climatico. In Zimbabwe – epicentro di una crisi alimentare parzialmente causata dalla siccità – le misure di confinamento si traducono in enormi disparità che porteranno le comunità a morire prima di fame (che per il virus).  Nei campi profughi o in situazioni di conflitto dove il sistema sanitario è precario, ci sono enormi ostacoli nella prevenzione e nel trattamento delle malattie; tutto ciò i bambini ed i giovani particolarmente vulnerabili.

Questo quadro potrebbe essere causa di disperazione, ma per organizzazioni come Plan International è una chiamata all’azione. Dato che le restrizioni alla nostra vita quotidiana e alle nostre attività aumentano, nei settori dello sviluppo e degli aiuti umanitari abbiamo bisogno di essere flessibili e di saper innovare per continuare a fare il nostro lavoro di vitale importanza.

Noi di Plan International prenderemo tutte le misure necessarie per proteggere lo staff e i sostenitori mentre continuiamo a lavorare nelle comunità locali, con i governi e i partner per disseminare informazioni chiave e promuovere l’accesso a strutture mediche e di igiene.

La nostra priorità in contesti di assistenza umanitari è sempre quella di salvare e proteggere le vite di tutti i bambini e ragazzi, dando priorità ai bisogni delle ragazze.

Gli aiuti diminuiscono quando ce n’è più bisogno

Considerato che i principali paesi sostenitori vanno incontro a gravi crisi economiche risultanti dalla pandemia, c’è il rischio che le risorse per gli aiuti umanitari si contraggano proprio quando ce n`è più bisogno. Dobbiamo proteggere ed intensificare i nostri sforzi nei contesti più vulnerabili, ed ascoltare l’invito del Segretario Generale dell’ONU per un cessate il fuoco globale.

La protezione contro violenze di genere, sessuali e domestiche; i matrimoni forzati e la prostituzione; la tratta ed il lavoro infantile devono essere enfatizzati in tutte le politiche legate alla crisi. I diritti di salute sessuale e riproduttiva delle donne e ragazze vanno priorizzati e la fornitura di adeguati sistemi di gestione dell’igiene mestruale – incluso per le operatrici sanitarie, che rappresentano il 70% di tutti gli operatori sanitari nel mondo – devono essere considerati essenziali.

Migliorare l’accesso alla tecnologia per donne e ragazze è una priorità adesso che il lavoro e le funzioni sociali più importanti si sviluppano online. Le piattaforme online possono offrire molte opportunità alle ragazze: “Sto vendendo online prodotti fatti da me, così durante la pandemia posso aiutare mia madre”, ha dichiarato una ragazza di Dakar, in Senegal.

Ora più che mai è il momento di garantire che donne e ragazze siano incluse nel mondo digitale, autorizzate e protette dalla violenza online e dagli abusi.

Ora più che mai dobbiamo ascoltare le ragazze

Infine, bisogna garantire un posto per le ragazze al tavolo delle decisioni. Con il rivelarsi degli effetti a lungo termine della crisi, dobbiamo lavorare a stretto contatto con donne e ragazze per dar voce alle loro opinioni e assicurare che siano una parte attiva nel processo di ricostruzione.

Con la crisi arriva anche l’opportunità di rinnovare, ricostruire e re-immaginare. Nei prossimi mesi, quando gli effetti della crisi saranno più espliciti, approfondirò alcuni degli aspetti citati in questo articolo. Lavorerò con i miei collaboratori e con ragazze e giovani donne di tutto il mondo per far luce sull’impatto del COVID-19 sulle loro vite, e su come dobbiamo rispondere.

Attraverso la piattaforma online Girls Out Loud (Ragazze tirate fuori la voce) di Plan International, una ragazza del Senegal chiede, “Ora che non possiamo uscire, perché non cominciamo a discutere di altri argomenti, come ad esempio il ruolo delle ragazze nella società?”

Ora che inizia un periodo di grandi sfide, la mia speranza è di riuscire a canalizzare l’energia positiva delle ragazze di tutto il mondo che ancora guardano con speranza ad un futuro in cui siano libere ed abbiano le stesse opportunità dei ragazzi di realizzare pienamente le loro ambizioni.

Articolo scritto da Anne-Birgitte Albrectsen, CEO di Plan International

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