Crisi del Sahel: ragazze spinte al limite da violenze e traumi

Crisi del Sahel: ragazze spinte al limite da violenze e traumi

Ricerca di Plan International rivela come la continua violenza in Mali e Burkina Faso sta avendo effetti devastanti sull’istruzione, la sopravvivenza e sicurezza delle ragazze.

L’organizzazione umanitaria per i diritti dei bambini Plan International avverte che un’intera generazione di ragazze nel Sahel è spinta al limite dalla continua violenza ed insicurezza nella regione.

Secondo la nuova ricerca le ragazze adolescenti sono state private dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali in una delle regioni più instabili e povere del mondo. Dalla violenza estrema alla perdita dell’istruzione, della salute, del cibo e dei mezzi di sostentamento, le ragazze stanno soffrendo alcune delle conseguenze più catastrofiche del conflitto, dell’insicurezza alimentare e della migrazione di massa.

La ricerca Adolescenti in Crisi: Voci dal Sahel comprende gruppi di discussione, interviste e dati quantitativi di oltre 800 ragazze adolescenti, che hanno condiviso le loro esperienze e mostrato come le loro vite sono state sconvolte dalla violenza e dall’instabilità e come comportamenti e norme restrittive della famiglia e comunità in cui vivono le hanno lasciate inermi ed in trappola.

“Spesso non puoi fare quello che vuoi, perché non appartieni a te stessa” ha detto Aminata* del Burkina Faso.

Le conclusioni principali della ricerca evidenziano che:

  • Le ragazze adolescenti vivono nella paura e la loro priorità è costruire la pace dato che l’insicurezza dilagante colpisce tutti gli aspetti della loro vita: istruzione, salute, cibo e mezzi di sostentamento.
  • Sia in Burkina Faso che in Mali quasi un terzo delle ragazze intervistate non ha mai frequentato la scuola o l’ha frequentata solo per un anno. Oltre al fatto che molte scuole sono state distrutte o che frequentarle suppone un rischio per la sicurezza, le ragazze spesso abbandonano gli studi perché hanno raggiunto l’età in cui è abituale che stiano a casa per il semplice fatto di non poter frequentare ragazzi.
  • I matrimoni precoci sono diffusi e influenzano negativamente molti aspetti della vita delle ragazze, dalle opportunità di istruzione alla libertà d’azione.  
  • Le ragazze danno priorità alle informazioni riguardanti la salute sessuale e riproduttiva e hanno bisogno di avere accesso a servizi di sostegno psicosociale.
  • I mezzi di sostentamento sono importanti per le ragazze: la maggioranza ha espresso il desiderio di guadagnare, per aiutare la famiglia e per garantire il proprio futuro.

Rotimy Djossaya, Direttore Regionale di Plan International per l’Africa occidentale e centrale, sostiene: “Le ragazze nella regione stanno vivendo una triple tragedia. Conflitto, insicurezza alimentare e vulnerabilità economica contribuiscono in maniera congiunta a creare una situazione catastrofica per le adolescenti, le quali sono attaccate su tutti i fronti.”

“Le ragazze sono già discriminate e sottovalutate a causa delle regole sessiste predominanti. La crisi attuale esacerba questa situazione e le sta spingendo al limite. La nostra ricerca mostra che le ragazze hanno abbandonato la scuola, sono state costrette a contrarre matrimonio precocemente, devono affrontare violenze sessuali ed anche lottare contro la fame. Un’intera generazione di ragazze nel Sahel è in una situazione di estremo rischio.”

Tramite un sondaggio, Plan International ha appurato che in ogni ambito (dal chi dover sposare, alla frequenza scolastica, all’accesso a servizi di salute sessuale e riproduttiva) la vita delle ragazze è controllata in modo oppressivo dai loro padri.

Il conflitto nel Sahel è molto complesso. La situazione d’insicurezza è stata molto inasprita da tensioni di lunga durata tra le comunità e da ripetuti attacchi violenti che hanno coinvolto gruppi armati non statali.

Negli ultimi 12 mesi il numero degli sfollati in Burkina Faso è decuplicato fino ad arrivare a 848.329 persone. In Mali gli sfollati sono più di 239.000. In totale, nei due paesi, 3,7 milioni di persone affrontano una grave insicurezza alimentare.

Ragazze e giovani donne sono particolarmente colpite durante le crisi e le emergenze, a causa di norme sociali deleterie e di una doppia discriminazione, basata sull’età e sul genere.

L’impatto sull’accesso all’istruzione delle ragazze è molto significativo. 2.500 scuole sono state chiuse in Burkina Faso per mancanza di sicurezza e 1.100 scuole in Mali non sono operative (dati prima dell’impatto del COVID-19). In base a quello che dichiarano le ragazze adolescenti, non solo il conflitto, la povertà e l’insicurezza hanno un impatto sulla loro frequenza scolastica ma anche la discriminazione preesistente.

“La gente qui non vuole che andiamo a scuola. Ci obbligano a sposarci alla più tenera età”, spiega Mariam*, 14 anni, del Mali.

Una volta raccolte queste testimonianze, Plan International richiede ai governi e alla comunità internazionale di dare priorità ai negoziati di pace e di aiutare a mettere fine al conflitto.

Le barriere che impediscono l’accesso all’istruzione delle ragazze adolescenti devono essere riconosciute ed eliminate e le scuole, gli insegnanti e gli studenti devono essere protetti. La discriminazione basata sul genere deve essere contrastata, con la mobilizzazione della comunità ed il coinvolgimento dei ragazzi adolescenti e degli uomini in qualità di difensori dei diritti delle ragazze.

La voce delle ragazze deve essere ascoltata, i loro bisogni devono essere la priorità e le loro capacità di leadership vanno sviluppate.


*i nomi sono stati modificati

Note per i redattori:

  • La sintesi del rapporto (in italiano) è disponibile facendo clic qui.
  • L’indagine di Plan International è stata effettuata subito prima della pandemia globale di COVID-19, quindi le conseguenze del Coronavirus non sono comprese nello studio. Tuttavia, se la pandemia evolverà nel Sahel come nel resto dei Paesi, la perdita in termini di istruzione e mezzi di sostentamento, la mancanza di cibo, la pressione sui servizi sanitari, l’aumento della violenza basata sul genere e le restrizioni ai movimenti faranno senza dubbio aumentare i rischi per le ragazze, visto che il virus aumenta le responsabilità di queste ultime e diminuisce ulteriormente le loro opportunità.
  • Nel 2019 i Coordinatori Umanitari Residenti del Burkina Faso, Mali e Niger hanno segnalato che la crisi del Sahel stava ‘toccando livelli mai raggiunti’.
  • Nel 2019 le vittime civili sono aumentate del 7000 per cento in Burkina Faso e del 300 per cento in Mali rispetto all’anno precedente.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org, Telefono:  +39 039 6848701

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