COVID-19: Seria preoccupazione per un alto numero di gravidanze adolescenziali indesiderate in Kenya legate al lockdown

COVID-19: Seria preoccupazione per un alto numero di gravidanze adolescenziali indesiderate in Kenya legate al lockdown

L’organizzazione umanitaria per i diritti dei bambini Plan International avverte che il benessere di migliaia di ragazzine in Kenya potrebbe essere in pericolo, con un numero altissimo di gravidanze adolescenziali indesiderate dall’inizio del lockdown per il COVID-19.

Inchieste dei mezzi di comunicazione con dati del sistema informativo sanitario del governo hanno stabilito che tra gennaio e maggio di quest’anno fino a 4000 ragazze adolescenti nella sola provincia di Machakos, al sud-est della capitale Nairobi, si sarebbero recate in strutture sanitarie per ricevere assistenza prenatale. Si teme che la cifra su tutto il territorio nazionale possa essere di diverse migliaia di gravidanze non volute.

Da quando le misure di confinamento sono state introdotte, con la relativa chiusura delle scuole e le limitazioni alla libertà di movimento, l’accesso a servizi ed informazioni per la salute ed i diritti sessuali e riproduttivi è diventato estremamente arduo per le ragazze e le giovani donne in Kenya. Questa difficoltà si aggiunge alle aspettative culturali riguardo l’astinenza, che già di per sé minano la fiducia delle ragazze sul fatto di cercare informazione e/o servizi di salute sessuale e riproduttiva.

Kate Maina-Vorley, Direttrice Nazionale diPlan International in Kenya, sostiene: “E’ allarmante che tante adolescenti siano rimaste incinta durante il lockdown. Tutto ciò può avere conseguenze permanenti sulla loro salute e sulla loro vita. Siamo molto preoccupati per il loro benessere e per il mancato accesso ai servizi sanitari e di sostegno.”

“La nostra ricerca mostra che la maggioranza delle gravidanze adolescenziali sono indesiderate. Anche prima di questa crisi, le ragazze e le giovani donne avevano difficoltà considerevoli nell’accedere a servizi ed informazioni sanitarie essenziali. Ora, nel mezzo di una pandemia che sta mettendo a dura prova anche i sistemi sanitari più solidi, si corre il rischio che la salute ed i diritti sessuali e riproduttivi siano considerati ancor meno prioritari del solito, con effetti devastanti per donne e ragazze.”

Secondo l’OMS, le complicanze collegate alla gravidanza ed al parto sono già la prima causa di morte a livello globale per le ragazze di età compresa fra i 15 e i 19 anni. Ragazze e giovani madri incinta corrono ancora più rischi durante le emergenze come l’attuale pandemia.

Le epidemie passate indicano chiaramente che vengono spesso tolte risorse ai servizi sanitari di routine, il che riduce ulteriormente l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva ed ai servizi materno-infantili.

“Siamo testimoni di un’emergenza sociale e sanitaria estremamente seria e diffusa per le ragazze, che avrà implicazioni a lungo termine sul loro futuro” dice K. Maina-Vorley.

Secondo una ricerca svolta da Plan International l’anno scorso in nove province del Kenya, le gravidanze adolescenziali indesiderate sono per le ragazze un enorme problema, che ha un impatto devastante sulla loro vita. La ricerca ha evidenziato che:

  • Il 98% delle ragazze incinta non andava a scuola, ed il 59% delle gravidanze delle ragazze di età compresa fra i 15 ed i 19 anni erano indesiderate;
  • È stato riferito un 45% complicanze gravi a seguito di aborto tra le ragazze adolescenti;
  • La violenza sessuale sembra colpire circa un terzo delle ragazze e un sesto dei ragazzi sotto i 18 anni ma la maggioranza delle vittime non parla delle proprie esperienze, non denuncia i fatti e non riceve nessun tipo di assistenza (sanitaria, psicologica, legale, etc.);
  • Oltre la metà (54%) delle ragazze adolescenti sessualmente attive in Kenya non voleva rimanere incinta ed esprime un bisogno insoddisfatto di informazione ed accesso a metodi contraccettivi moderni.

“Mentre il governo continua a garantire che la diffusione del COVID-19 sia ridotta al minimo, da parte nostra ci assicuriamo di mitigare gli effetti negativi della pandemia legati al genere che colpiscono in modo particolare le bambine e le ragazze adolescenti,” afferma K. Maina-Vorley.

“Gli episodi di violenza basata sul genere, i tassi di matrimonio infantile, di mutilazione genitale femminile e di gravidanza adolescenziale sono in costante aumento.

“È fondamentale che il governo garantisca che le limitazioni alla libertà di movimento non limitino anche l’accesso ad informazioni e servizi per la salute sessuale e riproduttiva, oltre che a servizi di protezione e di sostegno psicologico. Il governo ed i principali partner sanitari nel paese dovrebbero prendere in considerazione strumenti di formazione a distanza e online per fornire un’educazione sessuale positiva e sensibile all’età, nonché continuare a sensibilizzare ed incoraggiare le comunità ad abbracciare comportamenti adeguati a favore della salute sessuale e riproduttiva. Dobbiamo garantire che le giovani donne e le ragazze possano uscire di casa e avere accesso a questi servizi sia in persona che attraverso la telemedicina.”

Plan International richiede ai governi di dare priorità e finanziare interamente i servizi di informazione e di assistenza alla salute sessuale e riproduttiva come parte dei loro piani di intervento anti Covid-19, riconoscendo la natura fondamentale e salvavita degli stessi. Plan International richiede inoltre ai governi ed al settore privato di adottare nuove modalità per erogare le informazioni ed i servizi in questione tramite – ad esempio – i social media, la telemedicina, la radio e la formazione a distanza, nonché di limitare gli effetti di ogni interruzione nella distribuzione di contraccettivi e medicine anti HIV.

Plan International sta raccogliendo 100 milioni di euro per proteggere alcuni dei bambini più vulnerabili del pianeta e le loro comunità dagli impatti del COVID-19. L’intervento dell’organizzazione, che copre più di 50 Paesi, si focalizza sull’assistenza ai bambini ed in particolare alle bambine, che sono colpite dalla crisi in modo sproporzionato.

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Note per i redattori:

  • Il Sondaggio Nazionale Kenyano della Demografia e della Salute (KDHS) dell’anno 2014 ha stabilito che circa 1 ragazza su 5 che frequenta la scuola rimane incinta prima di compiere 20 anni e che il tasso nazionale delle gravidanze adolescenziali è del 18%.  
  • Ci sono notevoli ostacoli che impediscono l’accesso e l’utilizzo dei servizi sanitari, tra cui la limitata integrazione dei servizi e la scarsa coordinazione, monitoraggio e gestione degli approvvigionamenti. Lo stigma che colpisce le giovani attive sessualmente e la pressione sociale verso l’astinenza le dissuadono dal cercare informazione ed assistenza nei servizi di salute sessuale e riproduttiva.
  • Il Governo del Kenya ha assunto l’impegno di garantire l’assistenza sanitaria universale e rapidi risultati rispetto alla salute riproduttiva della madre, del neonato, del bambino e dell’adolescente. Benché nel paese si siano registrati miglioramenti di rilievo nelle politiche, linee guida e progetti per la salute ed i diritti sessuali e riproduttivi (SRHR) per migliorare la situazione sanitaria delle ragazze adolescenti, rimangono ancora molti problemi riguardo la copertura sanitaria e continuano ad esserci disuguaglianze nella fornitura dei servizi.
  • Plan International sostiene la formazione e il miglioramento delle capacità degli operatori sanitari delle strutture statali con lo scopo di offrire “servizi a misura dei giovani” in nove province del paese.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org, Telefono: +39 039 6848701

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