COVID-19: La catastrofe invisibile della violenza contro bambine, ragazze e giovani donne raggiunge un punto di non ritorno

COVID-19: La catastrofe invisibile della violenza contro bambine, ragazze e giovani donne raggiunge un punto di non ritorno

Il mondo si trova di fronte ad una catastrofe invisibile: la violenza contro bambine e ragazze sta toccando un punto critico a causa della pandemia del COVID-19, avverte l’organizzazione umanitaria per i diritti dei bambini Plan International.

Quattro miliardi di persone in 90 Paesi del mondo sono attualmente rinchiuse in casa, a seguito dell’isolamento obbligatorio deciso dai loro governi. L’impatto economico e sociale della pandemia, a cui si aggiungono le diffuse misure di contenimento tramite l’isolamento, hanno fatto aumentare sensibilmente il numero di bambine e ragazze nel mondo che subiscono violenza sessuale, fisica, psicologica ed emozionale.

“Le misure di quarantena, sebbene fondamentali per contrastare il COVID-19, stanno esponendo bambine e ragazze ad un grande rischio di violenza ed abuso. In molti casi sono stati sospesi servizi di intervento essenziali e l’accesso ad assistenza telefonica. E’ stato ridotto anche l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva”, ha detto Rosamund Ebdon, Responsabile di Politica Pubblica di Plan International.

Plan International ha avviato una raccolta fondi di 100 milioni di euro per proteggere i bambini più vulnerabili del pianeta e le loro comunità dagli impatti del COVID-19. L’intervento dell’organizzazione coprirà almeno 50 Paesi e si focalizzerà in particolare sull’assistenza alle ragazze, che sono colpite dalla crisi in modo molto maggiore.

“Nella risposta degli Stati contro il COVID-19 sono stati ignorati servizi vitali di supporto a bambine, ragazze e giovani donne. Nei paesi con sistemi assistenzali già fragili, la situazione é ancora peggiore perchè le risorse sono state destinate a contrastare la pandemia. Se i governi, la società civile e le organizzazioni umanitarie non agiscono subito milioni di bambine e ragazze saranno vittime di violenza, con conseguenze che avranno un impatto duraturo sulla loro vita.”

Secondo UN Women, nel mondo 1 donna su 3 ha subito violenza fisica o sessuale da un partner o da altri conoscenti. Plan International basandosi sulla sua esperienza di lotta all’Ebola in Africa occidentale nel 2014 mostra che la violenza su ragazze e giovani donne tende ad intensificarsi durante le emergenze, epidemie incluse. Le ragazze adolescenti hanno inoltre fragilità particolari, legate alla loro e genere. La pandemia del COVID-19 può avere un grave impatto sulla loro alimentazione, istruzione, sicurezza, salute e diritti della sfera sessuale e riproduttiva, nonché sulla loro capacità di diventare cittadine attive, con conseguenze che dureranno per tutta la loro vita.

“Riceviamo denunce di violenze su ragazze compiute da persone che esse conoscono, le stesse con cui sono rinchiuse in casa. Nella maggior parte dei paesi dell’Africa orientale e meridionale dove sono in vigore misure di isolamento obbligatorio abbiamo osservato molti casi di matrimoni di minori, causati dalla perdita del reddito familiare”, ha detto Tinotenda Hondo, Esperta di uguaglianza di genere di Plan International.

La situazione è particolarmente pericolosa per le ragazze adolescenti rifugiate che vivono in zone colpite dai conflitti.

“La chiusura di ambienti sicuri come scuole, centri di formazione e spazi adatti ai bambini avrà non solo un impatto negativo sull’istruzione delle ragazze ma anche sulla loro protezione, con un aumentato rischio di matrimonio precoce, sfruttamento sessuale, gravidanza adolescenziale, lavoro minorile, abbandono e violenza fisica o psicologica”, ha detto Sharon Chikanya, Consulente sul benessere degli adolescenti di Plan International.

Nell’ambito dei suoi interventi sul campo, Plan International opererà per impedire la trasmissione del COVID-19 soprattutto nelle comunità vulnerabili, nei campi profughi e tra le popolazioni sfollate, dove i rischi per bambine, ragazze e giovani donne sono particolarmente elevati.

L’organizzazione fa appello ai governi affinchè i servizi di protezione siano riconosciuti come servizi essenziali e continuino ad essere finanziati adeguatamente per tutto il periodo della lotta all’epidemia. Queste misure devono essere anche volte a garantire l’accesso e la disponibilità di assistenza telefonica, di spazi sicuri, di servizi per la salute ed i diritti della sfera sessuale e riproduttiva, di sostegno psicologico nonché di tutela legale. I servizi devono essere adattati affinchè restino accessibili, anche in remoto.

Nota per i redattori:

Nel mondo, in tutte le società ed economie, i servizi di assistenza telefonica ed alloggio per vittime di violenza domestica segnano livelli di chiamate senza precedenti da parte di ragazze e giovani donne che cercano disperatamente aiuto. Nella provincia di Hubei, in Cina, dove è iniziata l’epidemia, gli attivisti hanno registrato un aumento del 200% delle denunce per violenza domestica, con oltre il 90% dei casi legato alle misure di isolamento sociale.

I servizi di assistenza telefonica per violenza domestica in Paesi come Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Spagna e Argentina hanno tutti segnato un deciso aumento del numero delle ragazze e giovani donne che li contattano. In Colombia le chiamate per denunciare violenza familiare sono aumentate del 91% dall’applicazione a livello nazionale della quarantena nell’ultima settimana di marzo.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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