Un modello di leadership per le ragazze in Ecuador

Un modello di leadership per le ragazze in Ecuador

“Voglio dimostrare che i sogni possono cambiare, che le ragazze delle zone rurali possono affrontare la loro vita in modo diverso. Quando sono arrivata qui ho scoperto che la più grande aspirazione delle ragazze era quella di essere madri, di avere figli. Ho pensato che dovevo aprire i loro occhi sul fatto che i sogni delle donne possono andare oltre la loro capacità riproduttiva”, dice Nataly, 20 anni, che vive nella città di Pichincha in Ecuador.

Grazie a un programma gestito da Plan International in collaborazione con il Consiglio nazionale per l’infanzia, Nataly ha preso parte a un progetto  che consiste nel visitare le comunità rurali nella zona di Cayambe, nella provincia di Pichincha, per parlare di diritti dei bambini, dell’uguaglianza di genere e dell’importanza di rimanere a scuola.

“Ci hanno insegnato ad andare nelle comunità, a parlare dei nostri diritti. Ho avuto modo di incontrare persone provenienti da diversi luoghi della mia provincia e di acoltare diverse opinioni”. Nataly dice che queste visite hanno cambiato la sua percezione della regione in cui vive e l’hanno aiutata a conoscere meglio le comunità rurali. “Ho deciso di studiare sociologia per poter fare qualcosa per le ragazze delle zone rurali affinché possano continuare la loro vita, i loro studi ed esercitare liberamente i loro diritti”.

“Essere testimone di tante disuguaglianze e ingiustizie ha scatenato in me il desiderio di voler migliorare le cose. Mi è sempre piaciuto avere un ruolo in spazi di leadership. Sono stata presidente della mia scuola e sognavo di dedicare il mio tempo a una attività che avesse un impatto…per esempio una scuola per insegnare alle ragazze la politica o come parlare in pubblico. Quello che voglio è cambiare le cose che ci riguardano come società”.

Ispirata dalle sue visite a Cayambi, Nataly ora sta cercando di aumentare la consapevolezza delle disuguaglianze di genere e degli stereotipi che sono prevalenti nella sua comunità e a casa. “Quando sento i miei amici dire cose come “giochi come una ragazza” o “piangi come una ragazza”, voglio che capiscano che queste cose non si dicono. E quando affermano che le ragazze sono inferiori faccio loro molte domande. Con questo approccio, alcune persone riflettono e ammettono di aver sbagliato”. Tuttavia, alcuni amici di Nataly la prendono in giro per le sue opinioni.

La formazione fornita da Plan International l’ha aiutata a migliorare le sue capacità di comunicazione e di advocacy. “Ho capito che per essere in grado di influenzare le persone, ho bisogno di esprimermi meglio. Grazie a Plan International, sono riuscita a migliorare questo aspetto”.

“Prima del lockdown, Plan International mi scelse per partecipare ad un workshop nazionale sulla comunicazione a Guayaquil. Ci hanno dato gli strumenti necessari per creare contenuti digitali ed ho anche partecipato a un seminario di scrittura, dove ho imparato su diversi argomenti come la violenza di genere, gli stereotipi e i ruoli di genere”.

Nataly attualmente gestisce le pagine Facebook e Instagram per il Movimiento Por Ser Niña, un gruppo giovanile creato da Plan International per ragazze, ragazzi e giovani in Ecuador per diffondere messaggi sulla parità di genere. “Abbiamo formato un comitato di comunicazione composto da circa otto ragazze. È uno spazio per proporre nuove idee e scambiare punti di vista”.

“Ancora non ci sono molti commenti sulle pagine, ma i like sono in aumento e in tanti condividono i nostri post. I pochi commenti negativi che riceviamo tendono ad essere sul concetto di femminismo e vengono espressi da persone contrarie alle manifestazioni”.

Nataly crede che i social network possono contribuire a cambiare le opinioni e che possono essere una forza per fare del bene. “Li usiamo per combattere la violenza di genere e sfidare l’idea che le ragazze sono deboli, che non possono fare certe attività e che devono stare zitte o a casa…”

Avendo sviluppato una forte capacità di leadership, Nataly ha le idee chiare su cosa dovrebbe essere un leader. “Un leader deve essere consapevole, responsabile, creativo e con la capacità di cambiare il mondo…non imponendo il suo punto di vista ma ascoltando gli altri e preoccupandosi del resto”.

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