“Pensavo che saremmo morti tutti”, dice Samjhana, 19 anni, del distretto di Bardiya, nella regione occidentale del Nepal. “Durante la prima ondata di COVID-19, ero molto preoccupata e soffrivo d’ansia. Non potevamo uscire da casa a causa delle severe misure del governo”.
Per Samjhana, che proviene da una famiglia di agricoltori, affrontare il lockdown è stato molto difficile. “Continuare gli studi è stata una vera sfida perché non ero abituata a studiare online. Inoltre, nel mio villaggio, l’accesso a internet è molto limitato quindi i miei studi dipendevano dalla disponibilità dei dati. Spesso perdevo le lezioni perché a casa andava via la luce”.
Viste le difficoltà di connessione, iniziai ad allontanarmi dagli studi e a passare più tempo ad aiutare i miei genitori nelle faccende domestiche e facevo uno sforzo per leggere ogni giorno.
“Ogni volta che avevo accesso a internet, mi distraevo sui social media perché i miei coetanei non facevano altro che parlarne”. “Dato che avevo cercato molte notizie sul coronavirus, i miei feed erano pieni di informazioni sul virus. Fu così che venni a conoscenza del vaccino e speravo tanto che arrivasse il prima possibile anche nel mio villaggio”.
Insieme alle informazioni utili sul COVID-19, Samjhana è stata anche bombardata da centinaia di notizie false soprattutto sul vaccino. Quando la campagna di vaccinazione è iniziata, gli anziani sono stati chiamati per primi ma, a causa delle fake news, poche persone hanno accettato.
“Non sapevo di chi fidarmi e anche io, in un momento dato, ho dubitato se farmi vaccinare o no”.

Nel frattempo, la madre di Samjhana, che lavora come operatore sanitario nella sua comunità, venne vaccinata. “Mia madre è stata la prima persona della mia famiglia a ricevere il vaccino. Ha avuto qualche effetto collaterale ed un pò di febbre ma i fastidi non sono durati a lungo”, spiega Samjhana.
Quando le restrizioni cominciarono a diminuire, Samjhana venne a sapere dell’opportunità di lavorare come volontaria in un progetto di risposta al COVID-19 gestito Plan International nel suo villaggio.
Dato che aveva già partecipato in altro progetto non se lo fece dire due volte e così iniziò a diffondere informazioni su come proteggersi dal virus e a incoraggiare i membri della comunità a vaccinarsi. Nel suo ruolo di giovane volontaria, Samjhana visita le famiglie porta a porta per fornire informazioni sul COVID-19 e sulla vaccinazione. Distribuisce volantini, spiega i benefici della vaccinazione e condivide informazioni sul centro di vaccinazione più vicino.
Inoltre, lavora al centro di vaccinazione aiutando lo staff sanitario per orientare le persone sul mantenimento dei protocolli di sicurezza del COVID-19, distribuendo mascherine e gel disinfettante per le mani e registrando i nomi dei pazienti.
“Finalmente, io e mio fratello siamo stati vaccinati e, per fortuna, non abbiamo avuto alcun disagio come la maggior parte dei miei amici. Sono davvero molto contenta di aver imparato così tante cose sul vaccino e di aver aiutato gli operatori sanitari. È anche grazie a questo che potrò tornare a lezione e rivedere i miei amici”.
