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Molestie in strada: un modo per divertirsi, dimostrare potere e rafforzare i legami di gruppo

Molestie in strada: un modo per divertirsi, dimostrare potere e rafforzare i legami di gruppo

  • Il rapporto “Insicure per strada”, di Plan International, rivela che le molestie di gruppo per strada sono un modo per divertirsi, rafforzare la mascolinità e dimostrare i legami del gruppo. 
  • Nel caso delle molestie di gruppo, la responsabilità viene diluita fra i membri e l’empatia nei confronti della vittima scompare.
  • Questi comportamenti, che vanno dai complimenti indesiderati, ai fischi all’inseguimento della vittima, sono spesso socialmente tollerati e considerati innocui, ma le ragazze li vivono con paura, si sentono minacciate e vedono limitata la loro libertà di movimento.

Madrid/Milano, 10 Aprile 2019– Le molestie di gruppo per strada sotto forma di complimenti indesiderati, fischi, sguardi insistenti o inseguimenti, sono spesso considerate dai ragazzi come un modo per affermare il legame di gruppo, una dimostrazione di forza e mascolinità ed anche una forma di divertimento, secondo il nuovo rapporto “Insicure per strada: esperienze di molestie di gruppo per strada in ragazze e giovani donne”,preparato da Plan International.

Lo studio, basato su testimonianze di ragazze e giovani donne a Delhi, Kampala, Lima, Sydney e Madrid, dimostra che gli uomini e i ragazzi che commettono molestie antepongono il loro bisogno di accettazione sociale nel gruppo alla necessità delle ragazze e delle donne di sentirsi al sicuro per strada.Si rileva inoltre che i gruppi di uomini e ragazzi che molestano, la considerano una forma di intrattenimento e divertimento, perdono ogni forma d’empatia per le vittime e si concentrano sul rafforzamento del legame con il gruppo.

“Questo studio dimostra che, nelle città di tutto il mondo, alle ragazze e alle donne viene negato il diritto di muoversi liberamente negli spazi pubblici a causa degli atteggiamenti violenti e sessisti degli uomini che le minacciano. Molte volte i ragazzi non sono consapevoli della paura che generano, perché sono più interessati a riaffermare la propria mascolinità in presenza dei propri amici piuttosto che a sviluppare empatia con la ragazza che stanno molestando “, ha detto Emilia Sánchez Pantoja, direttore di Comunicazione e Advocacy di Plan International in Spagna.

“Insicure per strada” evidenzia che le molestie di gruppo sfruttano gli squilibri di potere e puntano sulle ragazze più vulnerabili:si verificano più spesso quando i ragazzi vanno in gruppi più numerosi e le ragazze sono più giovani e sole. Inoltre, quando le ragazze si ribellano alle minacce, la risposta tende a generare ulteriori commenti offensivi, risate e possibili atti di violenza. Secondo i risultati dello studio, queste dimostrazioni di potere servono a rinforzare l’appartenenza al gruppo dei ragazzi ma umiliano e terrorizzano le ragazze

Esperienze raccolte attraverso “Free to Be”

Il rapporto è stato compilato grazie ai risultati ottenuti attraverso uno strumento di indagine “Free to Be” (Liberi di essere) che basa su una mappa interattiva, progettata da ragazze e giovani donne in collaborazione con Plan International, il Laboratorio XYX della Monash University (Australia) e CrowdSpot.

Molte delle ragazze partecipanti, provenienti da cinque città in tutto il mondo, hanno condiviso esperienze sulle molestie che subiscono nelle strade. Secondo loro, il bullismo di gruppo è, per gli uomini, un modo per rafforzare i loro legami e riaffermare lo status e il potere. Inoltre, sembra esserci una diminuzione della responsabilità individuale per preservare l’identità collettiva.

Una donna di 22 anni di Sydney, ha detto che ” durante la pausa pranzo gli uomini sono in agguato, in attesa di guardare le donne che si recano con abbigliamento sportivo alla palestra del quartiere” ed aggiunge: “si danno gomitate, ci indicano, fanno commenti inopportuni, ridono e fanno foto delle nostre calzamaglie”.

“Un gruppo di uomini ha iniziato a molestarmi verbalmente e poi, uno di loro, ha anche osato toccarmi mentre gli altri ridevano”, ha dichiarato una ragazza di 19 anni di Lima. “Qualche giorno fa alcuni ragazzi mi hanno molestata. Di solito stanno in quella zona, me le hanno dette di tutti i colori ed ho avuto paura. Non passerò mai più da lì…”, racconta una ragazza di 25 anni di Madrid.

“Insicure per strada” offre un ulteriore analisi dei dati di “Insicure in città”, il rapporto pubblicato da Plan International ad ottobre del 2018 il quale sottolineò che le molestie per strada sono un fenomeno diffuso che si tende a normalizzare, così come dimostrano le testimonianze di ragazze e donne raccolte a Delhi, Kampala, Lima, Sydney e Madrid.

Molestie verbali per dimostrare la mascolinità

Questo nuovo rapporto, che si concentra in particolare sulla prevalenza di molestie e violenza esercitata dai gruppi di uomini e ragazzi, rivela che a volte i passanti si uniscono alle molestie a danno delle ragazze e poi ridono delle vittime. Inoltre, in quasi i tre quarti dei casi, i passanti non intervengono e, se lo fanno, di solito sono donne.

Le molestie verbali, e in particolare i fischi, sono la forma più comune di molestie di strada nelle città oggetto dello studio. In una proporzione schiacciante, le molestie di strada sono di natura sessuale. In più di un terzo dei casi, sono incidenti ripetuti nella stessa zona o nello stesso momento della giornata, fattori che contribuiscono ad aumentare la paura delle ragazze. Inoltre, secondo i risultati, le molestie si verificano in gran parte vicino alle scuole ed ai centri educativi, cosa che, in alcuni casi, possono indurre le ragazze ad abbandonare la loro istruzione, specialmente a Delhi.

Lo studio dimostra come, secondo le testimonianze di ragazze e donne, molti uomini smettono di molestare le ragazze quando si rendono conto che sono accompagnate da altri uomini. In questo senso, il rapporto parla anche di come molestare sia una forma per dimostrare la mascolinità; alcuni ragazzi e uomini sono sottoposti alla pressione dei coetanei, incitati a molestare e si incoraggiano a vicenda: non aderire all’azione collettiva delle molestie comporta il rischio di diventare un bersaglio per il resto del gruppo.

Cosa fare per cambiare questa situazione

Secondo Nicole Kalms, direttore del XYX Lab della Monash University, chiederci come e dove si verificano le molestie per strada è il primo passo verso la creazione di città più sicure per ragazze e donne. “Ci sono prove che gli uomini non fanno altro che molestare quando sono con altri uomini, per riaffermare un’identità di gruppo e la loro mascolinità come” sesso dominante”, dice. “Questo studio rivela come il sostegno dei coetanei e l’appartenenza al gruppo possano servire a perdonare, scusare e normalizzare diverse forme di violenza di genere”.

“Dal momento che alcuni di loro sono quelli che portano avanti le molestie, i ragazzi e gli uomini possono essere catalizzatori del cambiamento di comportamento nelle strade. Le ragazze e le donne non dovrebbero essere quelle che cambiano il loro comportamento e le loro abitudini per proteggersi e sentirsi al sicuro. Uomini e bambini dovrebbero riconoscere che questi atteggiamenti sessisti sono intollerabili e imparare a rispettare le ragazze e le donne da pari a pari. Se non fai parte della soluzione, sei parte del problema”, ha detto Sánchez-Pantoja.

Plan International difende la necessità di lanciare campagne pubbliche che incoraggino gli uomini ad empatizzare con le ragazze e le donne per porre fine a comportamenti violenti e dannosi. L’organizzazione lavora sul cambiamento dell’atteggiamento di ragazzi e uomini attraverso il programma “Città più sicure”.

Eric, 24 anni, è uno dei partecipanti di questo progetto a Kampala, in Uganda, ed afferma di aver già cambiato alcuni atteggiamenti: “Abbiamo imparato ad essere empatici, a metterci al loro posto. Questo non è successo da un giorno all’altro, ma abbiamo iniziato a vedere ragazze e giovani in un modo diverso e la nostra mentalità è cambiata”.

Riguardo lo studio: 

  • “Insicure per strada” si basa su 750 testimonianze di ragazze e giovani donne a Delhi, Kampala, Lima, Madrid e Sydney.
  • Le ragazze e i giovani hanno utilizzato mappe interattive “Free To Be” (Liberi di essere) per collocare spille colorate in base alle loro esperienze “buone” o “cattive” in diversi luoghi della loro città. Dopo aver collocato le spille, potevano aggiungere una descrizione dell’esperienza spiegando perché si sentivano sicuri o insicuri in quel luogo. Tutte le risposte erano anonime.
  • L’iniziativa “Free to Be” fa parte del programma “Safer Cities” (Città piú sicure) che Plan International sta attualmente implementando a Delhi (India), Hanoi (Vietnam), Il Cairo (Egitto), Kampala (Uganda), Nairobi (Kenya), Lima (Perù), San Francisco (Paraguay) e Honiara (Isole Salomone), in collaborazione con UN Habitat e Women in Cities International.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente Senior di Comunicazione, E-mail: comunicazione.A@plan-international.org, Telefono: (+34) 672 659 963 

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