11 Marzo 2026
- Lo studio ha seguito per 18 anni la vita di 142 ragazze in nove paesi, offrendo una visione unica su come le norme di genere, la povertà o il cambiamento climatico influenzano le loro opportunità.
- 2 su 3 completano la scuola secondaria, ben al di sopra del livello di istruzione delle loro madri.
- Plan International chiede di rafforzare le politiche che proteggono i diritti delle bambine, di fronte all’aumento dei conflitti, alla crisi climatica e ai movimenti anti-uguaglianza.
Negli ultimi due decenni, in tutto il mondo si sono registrati importanti progressi per quanto riguarda i diritti e le opportunità delle ragazze, soprattutto in settori come l’istruzione e la riduzione dei matrimoni infantili. Tuttavia, questi progressi non sono stati distribuiti in modo equo e ora si trovano di fronte a nuovi rischi che potrebbero frenarli o invertirli, come dimostra l’ultimo studio “Real Choices, Real Lives” di Plan International.
“I progressi fatti negli ultimi decenni dimostrano che il cambiamento è possibile, ma anche che non sta ancora raggiungendo tutte le ragazze allo stesso modo. Ascoltare le loro voci e metterle al centro delle decisioni che riguardano la loro vita è fondamentale per proteggere i diritti raggiunti e fare progressi verso l’uguaglianza”, ha dichiarato Virginia Saiz Gómez, direttore generale di Plan International in Spagna, dalla 70a Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (CSW70), che si tiene questa settimana a New York.
La CSW è il più grande incontro annuale delle Nazioni Unite dedicato alla parità di genere e ai diritti delle donne. In questo contesto, Plan International ha presentato i risultati finali dello studio “Real Choices, Real Lives”, una ricerca pionieristica che per 18 anni ha seguito la vita di 142 ragazze in Benin, Brasile, Cambogia, Repubblica Dominicana, El Salvador, Filippine, Togo, Uganda e Vietnam accompagnandole dalla nascita nel 2006 fino al compimento dei 18 anni nel 2024.
Principali progressi e problematiche
I risultati mostrano significativi progressi intergenerazionali. Nel 2024, quasi due terzi delle partecipanti avevano completato o stavano per completare l’istruzione secondaria e il 9% aveva raggiunto l’università, superando ampiamente il livello di istruzione della madre. la maggior parte delle quali avevano solo completato l’istruzione primaria o non avevano avuto accesso alla scuola.
Anche i matrimoni infantili sono diminuiti rispetto alla generazione precedente: poco più di una ragazza su dieci era sposata o in unione prima dei 18 anni, rispetto a quasi la metà delle madri.
“Le mie speranze per il futuro sono di continuare gli studi, ottenere diplomi, avere un lavoro e un futuro migliore”, ha affermato Catherine, partecipante dello studio in Benin, che aveva 16 anni al momento dell’intervista.
Nonostante questi progressi, il rapporto avverte che le barriere strutturali continuano a condizionare la vita delle ragazze. Secondo i dati dello studio, il 91% ha subito qualche tipo di violenza prima degli 11 anni, una realtà che influisce sul loro benessere, limita la loro partecipazione e riduce le loro opportunità.
Le norme di genere continuano a influenzare in modo decisivo la loro vita. In media, le ragazze dello studio dedicano cinque ore al giorno a lavori di cura non retribuiti, come cucinare, pulire o prendersi cura dei fratelli e delle sorelle, compiti che spesso iniziano ad essere svolti fin dalla tenera età e che non sono richiesti ai bambini delle loro famiglie.
Questa carenza di tempo a disposizione delle donne riduce le loro opportunità di studiare, riposare o partecipare alla vita sociale. Inoltre, molte continuano ad avere un accesso limitato ai servizi sanitari, in parte a causa di pregiudizi di genere che danno priorità alle esigenze dei bambini.
A queste sfide si aggiungono fattori che minacciano di rallentare i progressi fatti negli ultimi anni. La crisi climatica, i conflitti, la pressione economica sulle famiglie e il proliferare di movimenti anti-diritti stanno creando un ambiente sempre più difficile per le ragazze che vogliono esercitare pienamente i loro diritti.
“L’adolescenza è un momento chiave nella vita delle ragazze, quando le norme di genere diventano più severe, le libertà si riducono e le disuguaglianze si intensificano”, ha spiegato Keya Khandaker, responsabile della ricerca di Plan International.
Durante questo periodo, molte ragazze sono costrette a limitare i propri spostamenti, ad assumersi maggiori responsabilità domestiche o addirittura ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della famiglia, mentre affrontano rischi più elevati di violenza, gravidanze precoci o matrimoni precoci.
Nonostante queste barriere, le partecipanti allo studio hanno anche espresso chiare aspirazioni per il loro futuro. Molte hanno affermato di voler vivere una vita diversa da quella delle loro madri, con carriere in medicina, legge, ingegneria, istruzione, affari o servizio pubblico e con la determinazione di non sposarsi né avere figli in giovane età.
Il rapporto conclude che garantire alle ragazze l’accesso all’istruzione, alla protezione e alle opportunità durante la loro adolescenza è fondamentale per consolidare i progressi compiuti e progredire verso la parità di genere. Le stesse partecipanti hanno sottolineato l’importanza di spazi in cui possano far sentire la propria voce, partecipare al processo decisionale e accedere a programmi e risorse che rafforzino la loro autonomia e resilienza.
