- L’escalation del conflitto militare in Iran e in Medio Oriente mette a serio rischio i bambini.
- Plan International ha distribuito aiuti umanitari: come prodotti per l’igiene mestruale o cibo a circa 25.000 sfollati in Libano
Plan International continua a essere profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto militare in Iran e nel Medio Oriente, che continua a mettere bambini e bambine in grave pericolo. Diverse scuole nelle province iraniane di Hormozgan e Teheran sono state colpite dagli attacchi aerei in corso, secondo varie informazioni. Se le armi esplosive continueranno ad essere usate in aree popolate, la vita di innocenti continuerà a essere messa in pericolo.
I bambini e le bambine non dovrebbero mai essere obiettivi o vittime di guerra.
Man mano che le ostilità si diffondono nella regione, i nostri team e partner umanitari in Libano, Siria e Gaza stanno assistendo alle loro conseguenze.
Il Libano è attualmente uno dei paesi più colpiti dalla crisi, dopo aver subito attacchi aerei mortali dal 2 marzo. Il paese era già alle prese con una grave crisi economica, e l’escalation delle ostilità ha provocato un aumento degli sfollamenti e dei bisogni umanitari.
Più di 80.000 persone sono sfollate e si trovano in circa 400 rifugi collettivi in tutto il paese, 277 dei quali sono scuole, secondo il Gruppo di coordinamento nazionale del Libano.
Ordini di evacuazione in Libano
Circa il 20% del territorio libanese è attualmente sotto ordine di evacuazione, con circa 900.000 persone colpite, e si prevede che la cifra aumenterà nei prossimi giorni.
“Questa emergenza è traumatica per le persone che si trovano nella zona, soprattutto per i bambini e le bambine, le adolescenti e le giovani donne, che affrontano una maggiore vulnerabilità nei rifugi e durante lo sfollamento.
Stiamo anche assistendo a gravi interruzioni dell’istruzione a causa della chiusura delle scuole”, ha dichiarato Alam Janbein, direttore dei programmi di Plan International per il Libano e la Siria.
Plan International ha già distribuito più di 600 kit di aiuti umanitari in quattro rifugi collettivi a Beirut, tra cui forniture come sapone e prodotti per l’igiene mestruale. Nuove distribuzioni sono in corso presso altri dieci rifugi collettivi, con 2.000 kit alimentari, 2.000 kit per l’igiene e la salute mestruale e 1.500 kit di emergenza – tra cui materassi, coperte e cuscini- per sostenere più di 25.000 sfollati interni.
Un gran numero di libanesi è fuggito nella vicina Siria, dove si stima che circa il 70% della popolazione abbia bisogno di assistenza umanitaria già prima del conflitto. Plan International sta lavorando per soddisfare le esigenze di almeno 1.500 famiglie, compresi i servizi nutrizionali essenziali per le persone più vulnerabili, in particolare bambini e donne.
La situazione a Gaza peggiora
Nel frattempo, la già grave situazione a Gaza continua a deteriorarsi. Anni di conflitto hanno lasciato una generazione di bambini sfollati, affamati, senza scuola e profondamente traumatizzati. Plan International collabora con i partner umanitari locali per estendere il sostegno alle cucine comunitarie, agli spazi sicuri che offrono servizi di protezione dei bambini e supporto emotivo, nonché attività educative e ricreative. In mezzo all’incertezza generata dagli attacchi contro l’Iran, è fondamentale garantire l’accesso umanitario alla Striscia di Gaza.
Anche se è improbabile che l’escalation della crisi provochi grandi movimenti diretti di rifugiati verso il nord e l’est dell’Africa, si prevedono pressioni indirette significative sulle popolazioni vulnerabili in Sudan, Sud Sudan, Etiopia e Somalia. Principalmente attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia, del cibo e dei trasporti.
L’aumento dei costi del carburante e dei trasporti aumenterà i costi operativi per la fornitura di aiuti umanitari, accelerando l’insicurezza alimentare, le strategie di sopravvivenza negative e le pressioni di sfollamento, che potrebbe innescare importanti impatti economici e umanitari.
“Il conflitto in corso in Medio Oriente è estremamente complesso, con molteplici attori, interessi e rimostranze in gioco. Ma c’è qualcosa in comune: la popolazione civile e i bambini continuano a pagare un prezzo alto”, ha detto Hajir Maalim, direttore regionale di Plan International.
“C’è un chiaro bisogno di rafforzare la risposta umanitaria per garantire che i bisogni primari siano soddisfatti e proteggere la dignità e il futuro delle popolazioni più vulnerabili. Chiediamo a tutte le parti in conflitto di agire con la massima moderazione e rispettare il diritto internazionale umanitario”.
