Barbara*, 15 anni, guarda fuori dalla finestra del luogo di accoglienza dove vive attualmente ad Haiti insieme alla madre, alla sorella minore e a un cugino. La sua famiglia è stata costretta a fuggire dalla violenza armata dopo aver perso quattro familiari. Oggi affronta gravi difficoltà nell’accesso all’acqua, al cibo e all’istruzione.
Plan International esprime profonda preoccupazione per le conclusioni del Rapporto annuale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, pubblicato negli scorsi giorni.
Le gravi violazioni contro bambini e bambine (che comprendono uccisioni e mutilazioni, reclutamento o utilizzo di minori, violenza sessuale, rapimenti, attacchi contro scuole e ospedali e il diniego dell’accesso umanitario) sono aumentate del 6,45% nel 2025 rispetto all’anno precedente, che aveva già registrato livelli record.
Lindsey Hutchison, Responsabile globale per le politiche umanitarie, l’advocacy e la diplomazia di Plan International, ha avvertito:
i bambini e le bambine stanno affrontando livelli di violenza senza precedenti.
Ha inoltre sottolineato che molte di queste violazioni non vengono mai denunciate e che la reale portata della violenza contro l’infanzia nei conflitti armati è probabilmente molto più ampia.
L’aumento delle violazioni verificate, nonostante le limitazioni all’accesso umanitario e i significativi tagli al sistema incaricato di documentarle, dimostra chiaramente la gravità della situazione vissuta da bambini e bambine nei contesti di conflitto
ha dichiarato.
Nel 2025 le Nazioni Unite hanno verificato 38.558 gravi violazioni, che hanno colpito 24.174 bambini e bambine. Si tratta del numero più alto di minori coinvolti in questo tipo di violazioni da quando è stato avviato il meccanismo di monitoraggio, oltre vent’anni fa.
Hutchison ha ricordato che
anche una sola grave violazione contro un bambino o una bambina è già una di troppo
e ha espresso preoccupazione per il fatto che i crimini contro l’infanzia siano diventati una realtà sempre più frequente nei conflitti in tutto il mondo.
Ha inoltre avvertito che questa tendenza non mostra segnali di rallentamento e che anche nel 2026 bambini e bambine continuano a essere bersaglio di attacchi su larga scala.
Tutti i bambini e tutte le bambine, indipendentemente da dove vivano o da chi siano, dovrebbero vedere garantito il proprio diritto alla sicurezza, all’istruzione e alla sopravvivenza
ha affermato.
Ha inoltre sottolineato che il mondo non può continuare a voltarsi dall’altra parte mentre un’intera generazione cresce circondata da violenza e paura.
Il lavoro di Plan International con i bambini e le bambine colpiti dai conflitti combina generalmente l’accesso all’istruzione con il supporto psicosociale e i servizi di protezione dell’infanzia.
In alcuni contesti, inoltre, l’organizzazione sviluppa programmi e attività di advocacy finalizzati a prevenire il reclutamento e l’utilizzo dei minori da parte di forze e gruppi armati, sostenendo al tempo stesso il loro reinserimento nella società.
Di fronte all’aumento della vulnerabilità dell’infanzia nei contesti di conflitto, Hutchison ha chiesto una risposta collettiva più ambiziosa e ha invitato donatori e governi ad aumentare i finanziamenti destinati alla protezione dell’infanzia, all’istruzione e ai servizi di recupero e supporto.
Infine, ha ricordato che i team di Plan International impegnati nei diversi contesti di crisi hanno ripetutamente chiesto agli attori armati di rispettare i diritti di bambini e bambine.
In un momento in cui l’ordine internazionale basato sulle regole è sottoposto a crescenti pressioni, il mondo deve fare molto di più per proteggere l’infanzia e difendere il Diritto Internazionale Umanitario
ha dichiarato.
E ha concluso:
Ci rifiutiamo di accettare di vivere in un mondo in cui uccidere bambini e bambine possa essere considerato accettabile.
*Nome modificato per proteggere l'identità della persona.
