Gli attacchi aerei di ieri in Libano rappresentano un’altra terrificante escalation per i civili e soprattutto per i bambini
In risposta agli attacchi aerei di ieri in Libano, il direttore dei programmi di Plan International Libano, Alam Janbein, ha dichiarato:
«Quello a cui abbiamo assistito durante la notte è l’ennesima terrificante escalation per i civili in Libano e soprattutto per i bambini, che ancora una volta pagano il prezzo di un conflitto in cui non hanno alcuna responsabilità.
“Mentre in altre parti della regione è stato annunciato un cessate il fuoco, molti in Libano avevano sperato che ciò segnasse un percorso verso la pace e la stabilità. Tuttavia, quella speranza si è rapidamente affievolita a causa di un’intensa escalation, con oltre 100 attacchi aerei segnalati nel giro di pochi minuti. Le conseguenze sono state devastanti: secondo il Ministero della Salute, durante la notte sono state uccise almeno 182 persone, mentre 890 sono rimaste ferite. Sono ormai più di 1.700 le persone uccise, tra cui oltre 120 bambini.
“I civili vengono uccisi e feriti in attacchi su larga scala contro aree popolate, spesso senza preavviso e nel bel mezzo della vita quotidiana. Interi villaggi vengono rasi al suolo e le infrastrutture vitali vengono distrutte.
“Le famiglie sono costrette a fuggire ripetutamente, mentre l’accesso ai servizi essenziali sta crollando proprio nel momento in cui è più necessario. Ospedali e cliniche stanno chiudendo o operano a capacità ridotta, e le scuole vengono utilizzate come rifugi, interrompendo l’istruzione di centinaia di migliaia di bambini.
“Più di 1,1 milioni di persone sono state sfollate, tra cui oltre 370.000 bambini. Lo sfollamento aumenta i rischi per i bambini, in particolare per le bambine, in rifugi sovraffollati e sconosciuti, privandoli al contempo dell’istruzione, della protezione e dei sistemi di sostegno.
“I nostri team stanno lavorando senza sosta per fornire assistenza vitale alle famiglie sfollate – tra cui cibo, acqua, denaro contante e beni di prima necessità – ma non possiamo operare sotto il fuoco costante dei bombardamenti.
“Abbiamo bisogno di una protezione immediata dei civili, di un accesso umanitario sicuro e continuativo e di finanziamenti urgenti per potenziare la nostra risposta. Senza tutto questo, la portata e la gravità dei danni continueranno ad aumentare.”
