Dalla carenza dei prodotti all’aumento dei prezzi – il coronavirus sta peggiorando le condizioni di donne e ragazze durante il ciclo

Dalla carenza dei prodotti all’aumento dei prezzi – il coronavirus sta peggiorando le condizioni di donne e ragazze durante il ciclo

Marcata carenza di prodotti, forte aumento dei prezzi di tamponi ed assorbenti, negato accesso ai servizi e alle informazioni di base sull’igiene mestruale stanno mettendo a dura prova donne e ragazze di tutto il mondo nella gestione del ciclo mestruale durante le restrizioni correlate al COVID-19.  

Le allarmanti scoperte sono emerse da un sondaggio condotto in 30 Paesi da Plan International, organizzazione umanitaria e dei diritti dei bambini.

Sono stati intervistati un totale di 61 professionisti di Plan International che lavorano nell’ambito della gestione dell’igiene mestruale, acqua, servizi igienico-sanitari, salute e diritti sessuali e riproduttivi. La ricerca è stata pubblicata oggi nel nuovo report sul Ciclo mestruale in una pandemia, in occasione della giornata mondiale dell’igiene mestruale.

“Dal Kenya al Nepal, Australia, Irlanda e Cambogia, le restrizioni per il COVID-19 stanno causando grossi problemi a chi ha il ciclo. Le mestruazioni non si fermano durante una pandemia, ma gestirle in sicurezza e dignità è diventato molto più difficile,” ha dichiarato Dr Rosamund Ebdon, Head of Policy di Plan International.

“Gli esperti di Plan International che lavorano in prima linea nella gestione dell’igiene mestruale hanno segnalato problemi molto gravi e diffusi.”

“Le ragazze hanno difficoltà a reperire i prodotti, hanno segnalato un aumento intenzionale dei prezzi e seri problemi nell’accedere ad informazioni attendibili. In molte nazioni i prodotti per il ciclo scarseggiano, così ragazze e giovani donne vulnerabili stanno facendo a meno di usarli.”

“In alcuni casi, stigma e vergogna associati alla mestruazione stanno aumentando, visto che le ragazze non possono far altro che usare alternative non sicure e restare chiuse a casa, rinunciando alla propria privacy.”

“Quando i prodotti sanitari sono difficili da trovare, le persone potrebbero ricorrere ad alternative non igieniche che possono aumentare il rischio di infezioni del tratto urinario e riproduttivo.”

“Questi problemi esistevano già prima della pandemia, ma sappiamo che questo virus sta peggiorando la situazione.”

I dati più rilevanti del reportCiclo mestruale in una pandemia mettono in evidenza quanto segue:

  • Il 73% delle persone intervistate dichiara d’aver notato un accesso ridotto ai prodotti sanitari per scarsità o problemi di fornitura;
  • Il 68% è d’accordo con che l’accesso a strutture per cambiarsi, lavarsi e smaltire gli assorbenti si è visto ulteriormente limitato con la pandemia;
  • Il 58% considera che si è registrato un aumento del prezzo degli assorbenti e di altri materiali igienici di prima necessità;
  • Il 54% dice di avere difficoltà ad accedere a informazioni utili e servizi sanitari;
  • Il 51% conferma che è diminuito l’accesso all’acqua pulita;
  • Il 47% dichiara che gli ambienti per lo smaltimento dei prodotti sono meno igienici;
  • Il 24% afferma che è aumentato lo stigma, la vergogna o le pratiche culturali dannose associate al ciclo mestruale.

Il primo dei problemi segnalati è stato la scarsità dei prodotti, poiché le filiere a livello globale sono interrotte, le più piccole imprese del settore privato smettono di commercializzare e la consegna della merce è rallentata, soprattutto nelle aree più remote.

Molti degli intervistati hanno anche riportato un significativo aumento dei prezzi dei prodotti, poiché le catene di approvvigionamento sono alterate e gli acquisti sotto l’effetto del panico hanno svuotato gli scaffali.

“Questo mancato accesso ai prodotti sanitari durante il COVID-19 pone una seria minaccia alla salute e sicurezza di chi ha il ciclo mestruale.”

“È vero che i prodotti sono diventati più costosi durante la pandemia. In alcuni casi, i prezzi sono stati opportunisticamente gonfiati per l’eccessiva domanda.”

“Non solo i prezzi sono aumentati, ma con la pandemia che sta impattando significativamente sui mezzi di sussistenza e sulle entrate delle famiglie, le persone hanno meno soldi per comprare i prodotti sanitari rispetto a prima che iniziasse la pandemia COVID-19, anche quando i prodotti sono disponibili,” ha dichiarato Dr Ebdon.

Due terzi (68%) degli intervistati ha riportato che l’accesso alle strutture per aiutare le ragazze con il ciclo è stato compromesso. 

“Mancanza di acqua pulita per lavarsi, bagni senza porte per garantire la privacy e difficoltà di smaltimento dei prodotti usati sono alcuni esempi dei problemi che le ragazze affrontano nel gestire la propria igiene mestruale in modo privato, sicuro e dignitoso.”

Plan International sta chiedendo l’intervento dei governi e delle agenzie della salute per assistere urgentemente donne e ragazze nella gestione del ciclo mestruale in sicurezza e dignità.

“L’igiene e la salute mestruale devono essere inseriti nella risposta sanitaria al COVID-19 e mentre le restrizioni continuano, dovrebbero essere integrati nei protocolli di apprendimento da remoto,” ha affermato Dr Ebdon.

“Sappiamo che le persone con disabilità e che vivono in comunità emarginate, come ad esempio i rifugiati, sono maggiormente impattati da questi problemi, quindi la loro salute sessuale ed igiene deve essere una priorità nella risposta alla pandemia.”

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Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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