Tra i tanti effetti secondari causati della pandemia, c’è quello di aver sottratto ai giovani una parte significativa della loro socialità sostituita dall’uso – a volte compulsivo – del web e dei social che, non sempre, sono luoghi sicuri.
Il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha creato una piattaforma digitale, ELISA, con due compiti specifici: monitorare i fenomeni di bullismo online e fisico e formare i docenti italiani su questi temi attraverso l’e-learning.
Gli ultimi dati diffusi dal Ministero riguardano l’anno scolastico 2020-2021, in un monitoraggio che coinvolto oltre 300.000 studenti e quasi 50.000 docenti.
Dal report emerge che bullismo e cyberbullismo sono molto diffusi tra i giovani italiani. Nello specifico, il 22,3% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è stato vittima di bullismo da parte dei propri pari (19,4% in modo occasionale e 2,9% in modo sistematico), mentre il 18,2% ha preso parte attivamente a episodi di bullismo verso un compagno o una compagna.
Per quanto riguarda il cyberbullismo, l’8,4% degli studenti ha ammesso di aver subito episodi di questo tipo, di cui 7,4% in modo occasionale e 1% in modo sistematico, mentre il 7% ha preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo: 6,1% in modo occasionale e 0,9% in modo sistematico. Il 7% di studenti, inoltre, risulta aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico, il 6,4% prepotenze di tipo omofobico e il 5,4% prepotenze per una propria disabilità.
A livello mondiale i dati disponibili sono ancora più sconcertanti. Le statistiche più recenti delle Nazioni Unite riportano che nel mondo 1 studente su 3, tra i 13 e i 15 anni, ha vissuto esperienze di bullismo. Nel mondo 246 milioni di bambini e adolescenti subiscono ogni anno qualche forma di violenza a scuola o episodi di bullismo. Anche il cyberbullismo è in sensibile aumento: la maggior parte dei dati disponibili riguarda indagini condotte nei Paesi industrializzati con percentuali di minorenni che lo hanno sperimentato che variano tra il 5% e il 20% della popolazione minorile, con conseguenze psicofisiche che vanno dal mal di testa ai dolori allo stomaco e/o che si manifestano con mancanza di appetito o disturbi del sonno.
Le ragazze sono maggiormente a rischio: secondo gli studi più recenti il 7,1% delle ragazze in Italia sono vittime di cyberbullismo rispetto al 4,6% dei ragazzi.
Plan International ha raccolto la testimonianza di 14000 ragazze di tutto il mondo per cercare di capire le origini del problema del cyberbullismo nel report ‘FREE TO BE ONLINE’.
L’accesso a internet e ai social media dovrebbe essere sinonimo di libertà, ma il report di Plan International rivela il contrario. Piuttosto che libere e autorizzate a esprimersi online, le ragazze sono troppo spesso molestate, maltrattate e cacciate dagli spazi online.
Le ragazze vengono prese di mira online solo perché sono giovani e femmine, e se sono politicamente schiette, disabili, nere o si identificano come LGBTIQ+, le cose peggiorano. Come le molestie in strada, sono incessanti, spesso psicologicamente dannose e possono portare anche alla violenza fisica.
