Ciclone Idai un anno dopo: la crisi alimentare che colpisce l’Africa meridionale minaccia la ripresa dei paesi

Ciclone Idai un anno dopo: la crisi alimentare che colpisce l’Africa meridionale minaccia la ripresa dei paesi

Plan International, organizzazione umanitaria sostenitrice dei diritti dei bambini, avverte che la crisi alimentare che interessa l’Africa Meridionale minaccia gravemente la ripresa dei paesi devastati dal ciclone Idai.


Un anno dopo che il ciclone ha colpito parti del Mozambico, dello Zimbabwe e del Malawi, oltre 2 milioni di persone sono ancora sottomesse a una situazione di vulnerabilità estrema. Il ciclone, che per la prima volta toccò terra il 14 marzo 2019, ha causato inondazioni e frane che hanno distrutto intere famiglie, strade, terreni agricoli e colture. Ancora oggi, più di 100.000 persone vivono in rifugi temporanei.

Le comunità dei paesi colpiti, che già facevano fatica a recuperarsi da questa catastrofe naturale, adesso devono affrontare l’ulteriore sfida di far fronte all’incombente crisi alimentare. Nell’attualità, oltre 15 milioni di persone in 11 nazioni della regione sono colpite da una grave insicurezza alimentare. 


Charles Businge, direttore di Plan International in Africa Meridionale, ha dichiarato: “Un anno dopo la catastrofe, la maggior parte delle famiglie sfollate per il ciclone Idai vivono in rifugi temporanei e non sono ancora potute tornate alla normalità. Gli aiuti e gli sforzi iniziali si sono concentrati sulla creazione di case e rifugi ma adesso la priorità è fornire cibo alle comunità interessate. L’impatto del ciclone, aggravato dalla crisi alimentare, implica seri rischi per la salute delle famiglie, in particolar modo delle ragazze”.

Negli ultimi 12 mesi Plan International ha supportato le comunità colpite dal ciclone aiutandole in diversi modi a rimettersi in piedi. L’organizzazione, in stretto coordinamento con i governi nazionali, i partner locali ed altre organizzazioni umanitarie, ha accelerato il ritmo di ricostruzione delle infrastrutture danneggiate affinché fossero pronte prima dell’inizio della stagione delle piogge.

La crisi alimentare minaccia oltre misura la ripresa dei paesi e le ragazze e le giovani donne sono estremamente vulnerabili dato che si trovano ad affrontare un aumentato rischio di violenza a causa della loro età e genere. In tutta la regione le famiglie che lottano per la sopravvivenza ricorrono sempre più spesso a matrimoni precoci e forzati o al lavoro minorile delle ragazze adolescenti con un impatto negativo sulla loro vita ed il loro futuro.   


Stuart Katwikirize, Responsabile Regionale di Plan International per la Gestione di Catastrofi Naturali, ha dichiarato: “Le ragazze sono colpite in modo sproporzionato dalle catastrofi ed emergenze ed affrontano sfide uniche in quanto esposte a rischi specifici dovuti alla loro età e al loro genere. Le disparità di genere e altri fattori di esclusione indicano che è più probabile che le ragazze abbandonino la scuola, siano vittime di violenza o che vengano obbligate a lavorare pur essendo ancora minorenni…tutte condizioni che incidono sia sul loro benessere che sulle loro prospettive future.”

Plan International chiede alla comunità internazionale di fornire ulteriori finanziamenti per consentire alle agenzie umanitarie di dar risposta urgente alle necessità dei paesi e delle comunità più colpite dal ciclone Idai e dalla crisi alimentare. 

“Oltre all’azione umanitaria salvavita è fondamentale che si incrementino gli investimenti per la creazione di mezzi di sussistenza alternativi con l’obiettivo di far fronte alle cause più  profonde dei crescenti bisogni nell’Africa Meridionale. Tutti gli sforzi per affrontare l’impatto del ciclone Idai e della crisi alimentare devono anche prendere in considerazione le esigenze specifiche delle ragazze adolescenti e delle giovani donne. La sicurezza e il benessere delle ragazze, la gestione dell’igiene mestruale e l’accesso a un’educazione di qualità devono essere considerate prioritarie”, ha dichiarato Businge.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

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