Plan International avverte che le reti criminali stanno approfittando del caos seguito ai terremoti che hanno colpito il nord del Venezuela il 24 giugno, per reclutare bambini, bambine e adolescenti rimasti soli o separati dalle proprie famiglie.
L’organizzazione chiede che la protezione dell’infanzia sia posta al centro della risposta umanitaria fin dai primi momenti dell’emergenza.
Plan International lancia l’allarme sui rischi che i terremoti del 24 giugno hanno generato per l’infanzia nel nord del Venezuela. Mentre migliaia di famiglie cercano ancora di riprendersi dalla devastazione causata dal sisma, bambini e bambine risultano oggi più esposti alla tratta, allo sfruttamento sessuale, alla violenza e ad altre forme di abuso.
Plan sottolinea come le reti criminali tendano a sfruttare il vuoto di protezione che segue ogni emergenza per colpire le persone più vulnerabili.
Le reti di tratta cercano di trarre vantaggio dal caos che segue i disastri e prendono di mira soprattutto i bambini e le bambine che hanno perso il contatto con la propria famiglia, che non hanno più accanto chi si prendeva cura di loro o che hanno familiari dispersi
spiega Yesica Serrano, consulente regionale per la Protezione dell’Infanzia nell’Azione Umanitaria di Plan International.
Durante le emergenze, l’ambiente che normalmente protegge l’infanzia si indebolisce. Le persone che si prendono cura dei bambini vivono situazioni di forte stress e, mentre cercano di affrontare le difficoltà quotidiane, possono abbassare la guardia. È proprio in questi momenti che le reti di tratta e chi commette abusi approfittano della vulnerabilità dei minori per avvicinarli e reclutarli
aggiunge Serrano.
A rendere la situazione ancora più preoccupante contribuisce un altro fattore: in America Latina il reclutamento di minori attraverso i social media è una pratica diffusa. Durante le emergenze, quando le famiglie sono concentrate sulla ricostruzione della propria vita, diminuisce il controllo sui contenuti a cui accedono i più giovani, aumentando così il rischio di esposizione a materiale dannoso e a possibili tentativi di adescamento.
La separazione familiare rappresenta uno dei rischi più gravi per l’infanzia dopo una catastrofe. Quando le persone che si prendono cura dei bambini muoiono, vengono ricoverate in ospedale o perdono il contatto con loro durante le evacuazioni, bambini e bambine restano privi della protezione di cui hanno bisogno. Chi si trova solo o ha perso la propria rete di sostegno corre un rischio molto più elevato di essere vittima di tratta o sfruttamento sessuale.
Le bambine e le adolescenti sono le più esposte
Le emergenze non colpiscono tutti i bambini e le bambine allo stesso modo. Le ragazze e le adolescenti affrontano rischi maggiori di sfruttamento sessuale, violenza e lavoro minorile, soprattutto in ambito domestico, mentre gli adolescenti sono generalmente più esposti al reclutamento da parte di gruppi criminali
afferma Carmen Elena Alemán, Direttrice regionale di Plan International per l’America Latina e i Caraibi.
Per rispondere a questi rischi, Plan International lavora insieme alle organizzazioni partner per rafforzare gli ambienti familiari protettivi.
L’intervento comprende attività di supporto psicosociale di gruppo rivolte alle persone che si prendono cura dei minori, con l’obiettivo di prevenire la violenza e un accompagnamento diretto a bambini e bambine per ridurre il rischio di abuso, sfruttamento e trascuratezza, favorendo al tempo stesso il loro recupero emotivo.
Plan sta inoltre distribuendo kit igienici e beni essenziali per la casa, allestendo spazi sicuri e realizzando attività di educazione in emergenza e assistenza sanitaria primaria in due degli stati colpiti dal terremoto, con particolare attenzione alle bambine e alle adolescenti.
Plan International chiede a tutte le parti coinvolte di garantire che la risposta umanitaria in Venezuela integri la protezione dell’infanzia fin dall’inizio, attraverso procedure di ricerca e ricongiungimento familiare coordinate con le autorità, una maggiore vigilanza nei rifugi e negli alloggi collettivi e meccanismi di segnalazione accessibili e adeguati alle esigenze di bambini e bambine.
L’organizzazione lancia inoltre un appello alla solidarietà affinché sia possibile sostenere la risposta umanitaria nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Chi desidera contribuire può farlo attraverso il sito web di Plan International.
