L’emergenza umanitaria rappresenta una sfida sempre più pressante nell’ambito della cooperazione internazionale. In questo contesto, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha finanziato un importante progetto nella regione di Gambella, in Etiopia, che si concentra sull’intervento integrato di salute, nutrizione e protezione a sostegno della popolazione rifugiata e delle comunità ospitanti. Questo progetto, che durerà 15 mesi a partire da aprile 2023, mira a migliorare le condizioni di vita delle comunità coinvolte, facilitando l’accesso a servizi essenziali e fornendo sostegno nelle aree della salute, della nutrizione e della protezione.
Obiettivi Principali
Il progetto finanziato dall’AICS si pone tre obiettivi principali. In primo luogo, mira a garantire la disponibilità di servizi sanitari di base e il supporto ai servizi nutrizionali per le donne e i bambini delle comunità rifugiate nel campo di Nguenyyiel. In secondo luogo, lavorerà per migliorare l’accesso al trattamento della malnutrizione acuta e ai servizi sanitari di base per le comunità ospitanti nel distretto di Itang. Infine, si prenderanno provvedimenti per migliorare lo sviluppo psicosociale dei bambini rifugiati e delle comunità ospitanti, nonché per rafforzare i meccanismi di protezione per i gruppi più vulnerabili, inclusi quelli soggetti ad abusi, sfruttamento, violenza e discriminazione.
Il progetto coinvolgerà direttamente 44.256 beneficiari, tra cui 22.843 femmine e 21.413 maschi. Tuttavia, l’impatto si estenderà ben oltre i beneficiari diretti, raggiungendo la popolazione del distretto di Itang e del campo di Nguenyyiel, coinvolgendo complessivamente circa 172.243 persone. Si tratta di un’imponente iniziativa per migliorare la resilienza delle comunità coinvolte, fornendo loro un sostegno vitale e garantendo l’accesso a servizi essenziali per migliorare la loro qualità di vita.
Perché in Etiopia?
La situazione in Etiopia è estremamente difficile dal punto di vista dello sviluppo umano. Il paese si posiziona al 175° posto su 191 Paesi nell’Indice di sviluppo umano, il che indica quanto sia critica la situazione sociale ed economica. L’Etiopia ospita quasi 880 mila rifugiati e richiedenti asilo, provenienti per la maggior parte da Sud Sudan, Somalia, Eritrea e Sudan. La Regione di Gambella, situata nella parte sud-occidentale del paese, accoglie il 42.7% della popolazione rifugiata del paese, con oltre 380 mila rifugiati ospitati in 7 campi.
La situazione nella regione di Gambella è complicata dalla diversità etnica e dalle sfide multiple che minacciano la resilienza delle comunità sia dei rifugiati che degli abitanti locali. I fattori politici, come l’afflusso massiccio di rifugiati e il conflitto in Tigray, si sommano ai fattori socio-economici, compromettendo la stabilità della regione. Inoltre, la regione è soggetta a fenomeni climatici ricorrenti, come alluvioni e inondazioni, che hanno provocato lo sfollamento di oltre 185 mila persone. Questi eventi hanno danneggiato le strutture sanitarie e colpito gravemente l’agricoltura, mettendo a rischio lo stato di salute e nutrizionale delle comunità.
Secondo un rapporto del novembre 2022 del Gambella Medical Team Connection (GmTc), la regione di Gambella si classifica tra le ultime in Etiopia per accesso e qualità dei servizi sanitari di base. Questa mancanza di servizi sanitari adeguati ha portato a un’ampia diffusione di malattie infettive e carenze nutrizionali nella regione.

Il campo profughi di Nguenyyiel è il più grande e recente della regione di Gambella. Con una popolazione di oltre 111 mila rifugiati, di cui il 67% è composto da minori di 18 anni, il campo si trova in condizioni di carenza di servizi sanitari e di aree di accoglienza adeguate.
Le comunità locali, in particolare quelle nelle zone vicine al campo di Nguenyyiel, come lo special woreda di Itang, sono fortemente influenzate dalla presenza dei rifugiati e dalla condivisione delle risorse limitate. Il distretto di Itang ha una popolazione totale di 61.073 abitanti e ha un tasso molto basso di copertura dei servizi sanitari primari.
Inoltre, la malnutrizione è ancora una sfida significativa nella regione di Gambella. Il tasso di bambini sotto i 5 anni che appaiono sottopeso è del 18%, mentre il 13% dei bambini, soprattutto quelli di età inferiore a 1 anno, sono a rischio di gravi carenze a causa di emergenze ricorrenti, pratiche alimentari e igieniche inadeguate e malattie come la malaria e la diarrea.
Infine, lo special woreda di Itang è particolarmente vulnerabile alle inondazioni a causa dell’esondazione del fiume Baro e della sua conformazione geografica. È quindi fondamentale che il settore sanitario sia preparato a gestire l’aumento delle emergenze sanitarie causate da disastri naturali e umani. La diffusa scarsità di cibo, associata a questi eventi catastrofici, ha aggravato i tassi di malnutrizione e sott’alimentazione nell’area, aumentando a sua volta il rischio di malattie epidemiche come infezioni respiratorie acute, malaria, morbillo e infezioni gastro-intestinali.
Complessivamente, la situazione nella regione di Gambella è estremamente critica e richiede urgentemente interventi nel settore della salute, in particolare per migliorare l’accesso ai servizi sanitari di base, affrontare la malnutrizione e fornire assistenza riproduttiva e materno-infantile.
Quale è il ruolo di Plan?
Il progetto di cooperazione “Miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari primari e della qualità delle cure in favore della popolazione di Itang e dei rifugiati di Ngueyyiel” sarà implementato da Plan International Italia in coordinamento con Plan International Mali e Medici con l’Africa CUAMM. Plan International svolgerà un ruolo principale nei settori di Protezione e Nutrizione e implementerà direttamente le attività del progetto nel paese, con particolare attenzione verso donne, bambini e individui vulnerabili. Il progetto è finanziato dalla sede di Addis Abeba di AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e rappresenta un’importante iniziativa per migliorare l’accesso ai servizi sanitari di base e la qualità della cura nella regione di Gambella.
