Plan International ha appreso con sgomento la notizia del terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito il Marocco venerdì 8 settembre. Mentre continuano ad emergere ulteriori dettagli sui danni, l’organizzazione è preoccupata per i bambini colpiti e le loro famiglie.
Con quasi 3.000 morti e un numero maggiore di feriti, è fondamentale che i sopravvissuti vengano soccorsi con urgenza e che vengano loro forniti immediatamente cibo, acqua e riparo.
Il potente terremoto ha colpito le montagne dell’Atlante nella notte, con una scossa di assestamento nei 19 minuti dopo la scossa principale. La devastazione diffusa, soprattutto nelle aree rurali, sta rendendo estremamente difficili le operazioni di soccorso, con strade e case ridotte in macerie e servizi vitali distrutti.
“In base alla nostra esperienza, sappiamo che in questi primi terribili giorni i bisogni primari devono essere soddisfatti con urgenza. Dopo un terremoto, molte persone dormono all’aperto per paura delle scosse di assestamento. In momenti come questi, oltre ai beni di prima necessità, è fondamentale rispondere ai bisogni emotivi dei bambini. Nelle prime ore, gli sforzi di ricerca e salvataggio devono avere la massima priorità, così come l’assistenza medica salvavita, il cibo, l’acqua potabile e i servizi igienici”
afferma Unni Krishnan, direttore umanitario globale di Plan International.
“Come organizzazione con una vasta esperienza nella risposta alle emergenze, siamo solidali con la popolazione del Marocco e con tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di salvataggio e soccorso. I bambini sono ora i più vulnerabili, soprattutto quelli che hanno perso i genitori e le bambine che sono state separate dalle loro famiglie e dai loro amici e sfollate dalle loro case. I soccorsi devono mettere al primo posto i bambini, i più vulnerabili”
afferma Concha Lopez, direttore di Plan International Spagna.