Le scuole dello Zimbabwe sono state chiuse il 30 marzo, ed un’intera generazione di studenti corre il rischio di rimanere indietro a causa del COVID-19. In un paese in cui l’accesso a Internet è limitato, per molti bambini la transizione all’apprendimento online non è stata facile.
Prima della pandemia, Yollanda, 12 anni, che vive nella periferia di Harare, la capitale, si considerava fortunata perché era stata appena accettata in un programma di apprendimento intensivo gestito da Plan International.
Il programma, chiamato SAGE (Supporting Adolescent Girls ‘Education/Sostenendo l’Educazione delle Ragazze Adolescenti) fa parte della Girls’ Education Challenge finanziata dal Regno Unito ed offre a più di 21.000 ragazze di età compresa tra i 10 e i 19 anni la possibilità di fare corsi di recupero in uno dei 132 centri di apprendimento comunitario che verranno stabiliti in Zimbabwe nei prossimi cinque anni.
Yollanda non aveva mai frequentato la scuola perché i suoi genitori non erano in grado di pagare le tasse scolastiche, ed il programma SAGE era l’ideale per lei. Per bambine come Yollanda, imparare è una grande opportunità e lei lo trovava divertente ma quando il coronavirus ha iniziato a diffondersi in tutto il paese, il suo centro di apprendimento è stato chiuso.
“Andavo al centro ogni lunedì e martedì, imparavo in gruppo ed avevo la possibilità di stare con i miei amici. Il confinamento ha cambiato tutto perché non potrò più andare a scuola dove stavo imparando a leggere e scrivere”, spiega Yollanda.
Per evitare che i bambini rimanessero troppo indietro con i programmi, Plan International ha dovuto trovare velocemente il modo d’adattare il programma SAGE.
“L’arrivo del COVID-19 implicava che dovevamo cambiare il modo in cui sostenevamo le ragazze. Abbiamo dovuto modificare i nostri interventi e siamo passati dalla formazione presenziale a quella in remoto usando come supporto il telefono cellulare. Siamo felici che, grazie ai volontari della nostra comunità, le ragazze stiano ora continuando il loro percorso formativo”, spiega Obert Chigodora, Project Manager di SAGE.
Bertina è una dei 164 educatori comunitari che hanno ricevuto una formazione per aiutare gli studenti con le loro lezioni in remoto. “Plan International si occupa di garantire la connessione che ci consente di comunicare con le ragazze per assisterle nei loro studi tramite telefonate, messaggi di testo e WhatsApp.”
“Ci sono anche stati dati gli strumenti per sostenere emotivamente i bambini durante questo periodo difficile, ed abbiamo ricevuto formazione su come gestire i casi in cui i bambini rivelano abusi”, aggiunge Bertina.
Durante il lockdown, i casi di violenza di genere sono aumentati esponenzialmente soprattutto nel caso delle ragazze adolescenti…i loro aggressori spesso sono membri della famiglia che vivono sotto lo stesso tetto. Data la situazione, la protezione delle ragazze dalla violenza adesso è diventato un aspetto critico del programma SAGE.
“A causa dell’elevato rischio di violenza, Plan International consiglia ai volontari di parlare con gli operatori sanitari per far conoscere il progetto, spiegare i suoi scopi ed obiettivi. La prevenzione della violenza è diventata una priorità per tutti coloro che sono coinvolti nel processo di formazione in remoto”, afferma Phillip Nenhowe, educatore comunitario del distretto di Chimanimani.
Yollanda è grata per il supporto che sta ricevendo dagli educatori ed anche per le informazioni su come prevenire il coronavirus. Lei trasmette tutto quello che sa alla sua famiglia e ai suoi amici per aiutarli a evitare che contraggano il virus.
“Il mio insegnante mi ha detto cosa fare per prevenire il COVID-19. Mi ha spiegato l’importanza di stare a casa durante la quarantena, di lavarmi regolarmente le mani con acqua e sapone, d’indossare la mascherina e di osservare una distanza fisica di almeno un metro dal resto di persone quando mi trovo in un luogo pubblico”.
Con i recenti progressi nell’accesso alle piattaforme di apprendimento online in Zimbabwe, come il nuovo learning passport di Microsoft lanciato questa settimana e che fornisce una grande varietà di risorse educative gratuite, i nostri educatori comunitari sono in grado di orientare gli studenti verso nuove opportunità di apprendimento online e di aiutarli a continuare i loro studi mentre sono costretti a stare a casa.
“Spero che il 100% delle ragazze più emarginate, attraverso questo programma, siano in grado di acquisire competenze basiche di matematica, lettura e scrittura”, dice Siphiwe Mguni, educatrice comunitaria di Pumula. “Inoltre, sarebbe fantastico se alcune delle ragazze che si stanno formando con noi, potessero integrarsi al sistema educativo formale e, che, prima di lasciare i centri di formazione del SAGE acquisissero le conoscenze necessarie per avviare la propria attività lavorativa”.
