“L’uguaglianza non può crescere nell’ombra”

“L’uguaglianza non può crescere nell’ombra”

un nuovo report globale rivela come le ragazze resistono alle aspettative di genere

In tutto il mondo, le ragazze stanno sfidando gli stereotipi di genere in modi creativi, coraggiosi e spesso invisibili.
Ma i rischi rimangono altissimi.
Un nuovo studio globale di Plan International e della Cardiff University, dal titolo Girls’ Everyday Resistance, rivela che il 63% delle ragazze si oppone alle norme di genere in segreto, guadagnando denaro senza che i caregiver lo sappiano, costruendo amicizie o relazioni nascoste, perché esporsi pubblicamente può mettere seriamente a rischio la loro sicurezza.
Nonostante questi pericoli, quasi la metà (47%) delle ragazze dichiara di disobbedire apertamente alle regole di genere in almeno un ambito della propria vita.
Basato su 18 anni di dati qualitativi raccolti nell’ambito dello studio Real Choices, Real Lives di Plan International, che ha seguito 142 ragazze in nove Paesi (Benin, Togo, Uganda, Brasile, Repubblica Dominicana, El Salvador, Cambogia, Filippine e Vietnam) dalla nascita fino ai 18 anni, il report mostra come le ragazze siano politicamente attive nella vita quotidiana, anche senza definirsi esplicitamente “attiviste”.

Una resistenza quotidiana, silenziosa ma trasformativa

La ricerca evidenzia una pluralità di forme di resistenza: praticare sport considerati “da maschi”, contestare il fatto di dover fare più faccende domestiche, chiedere una migliore educazione sessuale o difendere il diritto di prendere decisioni sulla propria vita.
Sono gesti quotidiani, spesso inosservati, ma rappresentano vere e proprie azioni politiche.

L’uguaglianza di genere non può essere raggiunta nell’ombra

afferma Dr. Keya Khandaker, Research Manager di Plan International.
 

Questi risultati sono un campanello d’allarme. Le ragazze stanno già guidando il cambiamento e ci dicono chiaramente che ciò di cui hanno bisogno sono adulti che le sostengano, ambienti sicuri e la libertà di esprimersi senza paura.

 

Le ragazze stanno chiedendo agli adulti di condividere la responsabilità nel raggiungere l’uguaglianza di genere. Non vogliono essere eroine: vogliono essere ascoltate.

Mentre l’opinione pubblica tende a concentrarsi su attiviste molto visibili come Greta Thunberg, il report rivela che la maggior parte delle ragazze agisce in modi più silenziosi ma altrettanto trasformativi e ha bisogno di maggiore supporto per farlo in sicurezza.

Le ragazze in tutto il mondo trovano modi creativi e spesso sottili per contrastare le disuguaglianze di genere nelle loro comunità.

spiega Dr. Rosie Walters, Senior Lecturer in International Relations alla Cardiff University.

Ma per molte, parlare apertamente o disobbedire alle regole può essere pericoloso. Il messaggio è chiaro: per sostenere davvero l’attivismo delle ragazze, dobbiamo renderlo sicuro.

Punizioni, silenzi e coraggio

Tra le ragazze che hanno resistito, l’83% ha dichiarato di aver subito punizioni fisiche durante l’infanzia a causa delle loro scelte.
Per questo motivo, meno della metà si sente libera di contestare apertamente gli stereotipi di genere, preferendo farlo in modi nascosti per proteggersi.
Il report amplia inoltre la definizione di “attivismo”, mostrando come anche atti considerati piccoli o personali possano generare cambiamenti duraturi.
Come nel caso di Juliana, in Brasile. Amava giocare a calcio nonostante i nonni ritenessero che “non fosse normale per una ragazza”.
Nonostante le prese in giro delle amiche, Juliana rispondeva:

Questo è sessismo. Una ragazza può giocare a calcio proprio come un ragazzo.

La sua determinazione ha finito per cambiare anche la visione della nonna, che ha iniziato a sostenerla:

Non è qualcosa che le toglierò mai.

La storia di Juliana dimostra che, quando gli adulti ascoltano e mettono al centro il benessere delle ragazze, creano lo spazio per farle crescere e per trasformare le loro comunità.

Un appello ai governi, agli educatori e alle comunità

Il report chiede alle istituzioni di:
• Governi – Rafforzare le leggi che promuovono l’uguaglianza e vietare le punizioni corporali; finanziare educazione e iniziative comunitarie che sostengano la leadership delle ragazze.
• ONG e società civile – Lavorare con i caregiver per contrastare gli stereotipi e sostenere le ragazze nello sviluppo di competenze, reti e fiducia in sé stesse.
• Scuole – Creare spazi sicuri per far parlare le ragazze, guidare attività e ricevere un’educazione sessuale completa.
• Famiglie e leader comunitari – Ascoltare le ragazze, farle sentire sicure nel condividere opinioni e dare l’esempio all’interno delle famiglie.
Il messaggio è chiaro: la capacità delle ragazze di resistere dipende dal loro coraggio, ma anche dalla volontà degli adulti di costruire comunità più sicure ed eque.
Quando la resistenza quotidiana delle ragazze viene accolta e sostenuta, diventa il motore di un cambiamento duraturo.

Su Plan International

Plan International è un’organizzazione indipendente di sviluppo e risposta umanitaria che promuove i diritti dell’infanzia e l’uguaglianza per le bambine.
Crediamo nel potenziale di ogni bambino e bambina, ma sappiamo che questo potenziale viene troppo spesso soffocato da povertà, violenza, esclusione e discriminazione e le ragazze ne sono le più colpite.
Lavoriamo con bambini, giovani, sostenitori e partner per costruire un mondo più giusto, affrontando le cause profonde delle disuguaglianze.
Supportiamo i diritti dei bambini dalla nascita all’età adulta e li aiutiamo a prepararsi e rispondere alle crisi.
Grazie alla nostra presenza globale, influenziamo pratiche e politiche a livello locale, nazionale e internazionale.
Da più di 85 anni, uniamo persone determinate a cambiare la vita dei bambini in oltre 80 Paesi.
Non ci fermeremo finché non saremo tutti uguali.
 

Su Cardiff University

Cardiff University è una delle principali università britanniche nel campo della ricerca e della didattica.
La sua School of Law and Politics si impegna a creare e diffondere conoscenza per migliorare la vita delle persone oggi e per le generazioni future.
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