Rapporto IPCC: il futuro delle bambine, dei bambini e degli adolescenti è a rischio

Rapporto IPCC: il futuro delle bambine, dei bambini e degli adolescenti è a rischio

Articolo di George Ouma, Advisor di Plan International per la Politica, la Advocacy e la Ricerca in Medio Oriente, Africa orientale e meridionale.

Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico evidenzia la cruda realtà dell’emergenza climatica, ma non è una sorpresa. Stiamo già assistendo all’impatto di eventi meteorologici estremi, specialmente sulle comunità con meno risorse per farvi fronte.

Solo quest’anno, il cambiamento climatico impedirà ad almeno quattro milioni di ragazze di completare la loro istruzione. Le avversità ambientali come la siccità e le inondazioni stanno anche contribuendo, insieme ai conflitti e al COVID-19, a un forte aumento della fame e dell’insicurezza alimentare, che oggi implica che 41 milioni di persone sono sull’orlo della fame.

L’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) sottolinea che, a meno che non venga intrapresa un’azione urgente e trasformativa, potremmo raggiungere 1,5C di innalzamento delle temperature globali prima del previsto. Questo avrebbe un impatto catastrofico, e come in tante crisi, le ragazze e le giovani donne saranno le più colpite.

Chiediamo pertanto ai leader di essere ancora più ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra, e di agire alla COP26 per mantenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5C. Dobbiamo proteggere il pianeta e mantenere un clima stabile per i bambini e le generazioni future, che hanno contribuito meno alla crisi, ma che ne sperimenteranno le peggiori conseguenze.

Inoltre, i giovani devono anche essere inclusi nelle decisioni politiche per affrontare la crisi climatica. Il loro futuro è profundamente incerto e i loro diritti sono più a rischio che mai, eppure continuano ad essere esclusi dalla partecipazione ai processi decisionali.

Alla COP26, esortiamo i leader a coinvolgere in modo significativo i giovani e le popolazioni indigene in tutte le decisioni, a investire nell’educazione climatica e a sostenere le comunità più povere.

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