Presentazione del nuovo rapporto sugli stereotipi di genere

Presentazione del nuovo rapporto sugli stereotipi di genere

Si è tenuto ieri il webinar di presentazione della ricerca sugli stereotipi di genere nell’infanzia, che ha visto coinvolte famiglie italiane e gruppi di bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 e i 13 anni. La ricerca è stata realizzata da Plan International, Università Bocconi, Equimundo, IPSOS e ARCO Università di Firenze grazie al finanziamento di Fondazione Kering e fa parte della Global Boyhood Initiative, già attiva in 7 paesi, che mira a rovesciare gli stereotipi di genere e promuovere un nuovo concetto di mascolinità nell’educazione dei bambini e dei ragazzi.

Dopo una presentazione dei risultati della ricerca, a cura della professoressa Paola Profeta dell’Università Bocconi, il moderatore dell’incontro, dott. Giulio Litta Modignani (Plan International), ha aperto la tavola rotonda introducendo Angela Nava (Genitori Democratici) la quale ha  commentato la differenza tra i risultati  ottenuti dalla ricerca e quanto invece si apprende dalla letteratura secondaria in merito al ruolo dei genitori nell’insegnamento sulla parità di genere e ha delineando alcune raccomandazioni tra le quali il rafforzamento del sostegno alle famiglie affinché la possano promuovere.

Secondo la maggior parte degli studi, infatti, i bambini sono fortemente influenzati, sia direttamente sia indirettamente, dalle concezioni che i loro genitori hanno degli stereotipi di genere, attraverso quello che osservano nel loro vissuto quotidiano e attraverso i messaggi che arrivano dai membri della famiglia. Invece, secondo quanto è emerso dall’indagine la metà dei padri e il 53% delle madri intervistate è convinta del contrario.

Il rapporto ha messo in luce anche l’importanza di proteggere i bambini dal cyberbullismo e da altre forme di violenza digitale. La vita sociale e digitale dei bambini è sempre più interconnessa e la dott.ssa Elena Lattuada (Delegata del sindaco Sala per le Pari Opportunità) è intervenuta spiegando come il Comune di Milano stia già contribuendo alla promozione di politiche e iniziative per proteggere i bambini dal cyberbullismo, partendo da una prospettiva che ribaldi gli stereotipi di genere.

Durante la tavola rotonda è stato dato spazio anche al tema della mascolinità positiva per raggiungere la parità di genere. In Italia esistono svariati studi che affrontano questa materia ma molti di questi si concentrano sul mondo degli adulti, e lo stesso dicasi per i programmi educativi, che privilegiano i cicli di studio superiori (secondario, università) rispetto alle scuole primarie.

I risultati della ricerca, focalizzata invece sui bambini, hanno consentito di ottenere delle indicazioni importanti e di apportare un contributo nuovo riguardo questa tematica osservata da una prospettiva, quella dell’infanzia, ancora poco esplorata in Italia.

Il prof. Stefano Ciccone (dell’associazione Maschile Plurale) ha coinvolto l’audience su interessanti riflessioni in merito a come il settore scientifico accademico e la società civile possano, da un lato, aiutare a comprendere il concetto di mascolinità dal punto di vista dell’infanzia e dall’altro a fornire elementi per la costruzione di programmi educativi in grado di superare le tradizionali dinamiche di genere.

Al webinar hanno partecipato non solo rappresentanti della società civile, delle istituzioni, e del mondo accademico, ma anche del mondo dello sport, con l’intervento della docente e educatrice Geraldine Monzani (Viola Swim Team) che ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione anche in ambiti sportivi. Ha annotato che i ragazzi e le ragazze vengono istruiti fin da piccoli a rispondere alle aspettative sociali basate sul loro genere, mentre invece lo sport, e il nuoto in particolare, rappresenta un ambiente abilitante e “democratico” per superare gli stereotipi e promuovere la parità di genere.

Da questo link è possibile scaricare il rapporto integrale in lingua inglese: The State of Italian Boys – Understanding and Transforming Gender Norms in the Lives of Italian Boys.

Interessante? Condividi: