Plan International accoglie la risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite sul COVID-19

Plan International accoglie la risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite sul COVID-19

Plan International accoglie il Piano di risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite per il COVID-19, per il suo chiaro impegno nell’aiutare le comunità più vulnerabili al mondo durante la pandemia attuale.

Tuttavia, per essere efficace, il piano di risposta da 2 miliardi di dollari deve essere adeguatamente finanziato da donatori e arrivare in maniera effettiva a bambine, ragazze, rifugiati e sfollati così come a tutte le persone che saranno maggiormente colpite dalla pandemia in Sud America, Africa, Medio-Oriente e Asia.

Le iniziative di questo piano comprendono la distribuzione di test diagnostici, attrezzature mediche e la realizzazione di campagne di informazione pubblica.

Plan International accoglie positivamente la decisione di mantenere l’accesso all’istruzione laddove possibile. La chiusura delle scuole, la quarantena e il blocco delle città interrompono il normale percorso scolastico, aumentano i rischi per la salute fisica e mentale dei più piccoli e riducono l’accesso ai servizi sanitari.

“Quando le scuole sono chiuse, ragazze e giovani donne sono rinchiuse a casa e affrontano maggiori rischi di sfruttamento e violenza di genere” ha affermato Anne-Birgitte Albrectsen, CEO di Plan International.

“Anche le epidemie e le misure intraprese per controllarle aumentano il rischio di violenza, abuso o abbandono poiché i sistemi di protezione non funzionano, i genitori si ammalano e le conseguenze economiche di questa situazione inducono ad adottare comportamenti negativi e rischiosi, come la prostituzione e il matrimonio infantile” ha dichiarato Albrectsen.

Plan International condivide anche il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite delle difficoltà a mantenere una corretta igiene da parte di rifugiati e sfollati, nonché il suo impegno nell’istallazione di impianti per garantite l’igiene delle mani negli accampamenti e negli insediamenti.

Il piano delle Nazioni Unite evidenzia l’importanza di non dirottare i fondi già esistenti per precedenti interventi umanitari per affrontare la pandemia del COVID-19. Durante l’epidemia di ebola, risorse sanitarie vennero sottratte dalle cure abituali, riducendo ulteriormente l’accesso già limitato delle ragazze e giovani donne ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, ai servizi materno-infantili ed alle prestazioni assistenziali specifiche per i bambini.

Colin Rogers, Responsabile della Risposta Umanitaria di Plan International, ha dichiarato: “La nostra organizzazione sta adattando i suoi programmi per far fronte alla crisi e lavora per aiutare coloro che sono maggiormente a rischio, come i bambini ed i rifugiati. Manteniamo fermamente il nostro impegno nella lotta alla diffusione del COVID-19 e nella riduzione delle conseguenze che ne derivano sui membri più vulnerabili della società.”

Plan International esorta i governi ed altre associazioni umanitarie ad assicurarsi che le informazioni sulla salute pubblica raggiungano le comunità più vulnerabili, ed in particolar modo le bambine, le adolescenti e le giovani donne. Le ragazze, soprattutto quelle con qualche forma di disabilità o provenienti da comunità emarginate, potrebbero risentire in modo sproporzionato degli impatti economici dell’epidemia.

Plan International invita inoltre tutti i governi a collaborare da vicino con le Nazioni Unite, con ONG internazionali e locali per far sì che l’accesso agli aiuti umanitari sia garantito a coloro che ne hanno più bisogno.

Per ulteriori informazioni:

Francesca Mondello, Consulente di Comunicazione, E-mail: comunicazione@plan-international.org,  Telefono:  +39 039 6848701

Miranda Atty,Addetto Stampa Globale, E-mail: miranda.atty@plan-international.org,

Cellulare: +44 (0) 798 906 57 38

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