22 ONG internazionali esprimono preoccupazione per l’aggravarsi della fame in Sudan

22 ONG internazionali esprimono preoccupazione per l’aggravarsi della fame in Sudan

L’IPC ha lanciato l’allarme per una malnutrizione acuta di livello carestia in altre due zone del Darfur settentrionale.

Il Partenariato per la classificazione integrata della sicurezza alimentare (IPC) ha segnalato oggi una malnutrizione acuta di livello carestia in altre due località del Darfur settentrionale, Um Baru e Kernoi. Solo tre mesi fa, l’IPC aveva avvertito che negli Stati del Darfur e del Kordofan era in corso una carestia, con un alto rischio che queste condizioni si diffondessero ulteriormente.

I livelli di malnutrizione acuta recentemente identificati rappresentano una privazione estrema e potenzialmente letale, e l’IPC potrebbe presto confermare la carestia in queste ulteriori aree. Per i bambini piccoli il pericolo è particolarmente grave: la malnutrizione indebolisce gravemente il loro sistema immunitario, rendendoli molto più vulnerabili alle malattie in un momento in cui l’assistenza sanitaria e altri servizi sono stati gravemente compromessi, se non completamente collassati.

L’esperienza globale ci insegna che spesso le conferme di carestia arrivano troppo tardi. Migliaia di persone potrebbero essere già morte e molti bambini sopravvissuti rischiano di subire danni permanenti.

Questo nuovo allarme conferma ciò che le comunità e gli operatori umanitari temono da mesi. La fame sta aumentando e si sta radicando in aree in cui gli operatori umanitari non possono accedere. Anche nei luoghi in cui possiamo operare, le risorse sono drasticamente insufficienti per soddisfare i bisogni enormi e fermare la diffusione della fame.

Plan International, insieme ad altre 21 organizzazioni umanitarie internazionali, avverte che altre aree potrebbero trovarsi ad affrontare condizioni catastrofiche simili. Tuttavia, l’escalation del conflitto e le severe restrizioni di accesso impediscono valutazioni complete e risposte tempestive. Da quasi tre anni, gli attori armati in Sudan conducono attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili essenziali per la sopravvivenza. Il Sudan è anche teatro di una guerra senza tregua contro le donne e le ragazze, che continuano a subire violenze sessuali sistematiche legate al conflitto.

Questa violenza ha costretto milioni di persone ad abbandonare le loro case e i loro mezzi di sussistenza, ha devastato la capacità delle persone di produrre e distribuire cibo e ha regolarmente bloccato il loro accesso all’acqua, all’assistenza sanitaria e ai servizi di protezione.

L’accesso umanitario limitato, le continue carenze di finanziamenti e l’insufficiente volontà politica stanno convergendo in una catastrofe che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Senza un accesso immediato e senza ostacoli alle operazioni umanitarie, insieme a un rapido aumento delle risorse, anche per gli attori locali, la diffusione della fame non cesserà.

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