Le giovani donne di Plan International alla COP27 chiedono uguaglianza nell’azione contro il cambio climatico

Le giovani donne di Plan International alla COP27 chiedono uguaglianza nell’azione contro il cambio climatico

Plan International partecipa alla COP27, che si terrà fino al 18 novembre nella città di Sharm el-Sheik, in Egitto, per rendere visibili gli impatti della crisi climatica sui bambini, in particolare sulle bambine e ragazze e sollecitare tutti gli Stati a includere i loro diritti nelle politiche nazionali con un focus sull’uguaglianza e l’equità. 
 
La crisi climatica sta causando gravi danni e perdite irreversibili alle persone e al pianeta. Gli eventi meteorologici estremi, come inondazioni, tempeste, siccità, ondate di calore e incendi, stanno diventando sempre più frequenti e gravi. La posta in gioco è alta per i giovani di oggi – la più grande generazione di giovani nella storia – e per coloro che sopporteranno il maggior peso di perdite e danni da questa crisi. 
 
Plan International avverte che, negli ultimi 20 anni, più di 4.000 milioni di persone hanno subito l’impatto di questi fenomeni e un miliardo di bambine e bambini è ad altissimo rischio di subire le conseguenze di una crisi che rallenta decenni di progressi in materia di uguaglianza e giustizia. Se continua così, entro il 2025 il cambiamento climatico sarà un fattore che impedirà ad almeno 12,5 milioni di bambine all’anno di completare la propria istruzione. 
 
“Le perdite e i danni causati dai cambiamenti climatici intrappolano le persone in cicli intergenerazionali di povertà che colpiscono soprattutto le bambine e le ragazze che vivono nei paesi a basso reddito. Dobbiamo includerle per realizzare una transizione ecologica con un approccio di uguaglianza, equità e giustizia”, spiega Concha López, direttore generale di Plan International. 
 
Plan International promuove l’agenzia e la leadership di bambine e ragazze nell’azione contro il cambio climatico, sottolineando la necessità di includerle nei processi decisionali e di fornire loro un’educazione trasformativa che promuova l’uguaglianza e lo sviluppo delle competenze per intraprendere e partecipare all’azione per il clima. 

Africa ed infanzia sotto i riflettori

Il rapporto di Plan International su perdite e danni, “From the Frontlines”, stima che il cambiamento climatico spingerà altri 135 milioni di persone nella povertà entro il 2030. In Africa, che ha contribuito a malapena alle emissioni di gas serra, solo 0,7°C di aumento del riscaldamento globale porterebbe ad un aumento fino al 95% del numero di persone denutrite entro il 2050. 

“La giustizia climatica sarà raggiunta solo se affrontiamo in modo critico e sistematico perdite e danni. Altrimenti, perderemo il nostro pianeta e le nostre comunità. Agiamo ora insieme in solidarietà per i bambini e i giovani di oggi e per le generazioni future”. , dice Ineza Umuhoza, dal Ruanda, che ha guidato il rapporto. 

La crisi climatica porta spesso ad abusi dei diritti delle bambine e delle ragazze. Costituiscono il 43% della forza lavoro agricola nei paesi a basso reddito, dove le temperature aumentano più velocemente, aumentando il rischio. Ogni anno, eventi meteorologici estremi causano lo sfollamento di oltre 20 milioni di persone, l’80% delle quali sono donne e bambine. 

Lo studio “From the Frontlines” mostra anche che i paesi che danno la priorità all’istruzione delle bambine hanno subito molte meno perdite a causa di siccità e inondazioni. In media, ogni anno di scolarizzazione che una bambina riceve può migliorare la resilienza del suo paese ai disastri climatici di 3,2 punti sull’indice ND-GAIN, che misura il rischio e la resilienza dei paesi ai cambiamenti climatici. 




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