In Mali, l’acqua può aprire la strada a un futuro più sicuro

In Mali, l’acqua può aprire la strada a un futuro più sicuro

Avere acqua pulita vicino casa significa poter bere senza rischi, proteggere la propria salute e non dover percorrere ogni giorno lunghe distanze per raggiungere una fonte sicura. In molte comunità del Mali, però, tutto questo non può ancora essere dato per scontato.

Da anni il Paese attraversa una crisi umanitaria complessa, segnata da conflitti, instabilità politica, cambiamenti climatici e servizi essenziali insufficienti. Oltre 6,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e circa 380.000 sono sfollate all’interno del Paese. A pagarne le conseguenze più pesanti sono spesso bambini, bambine e adolescenti, soprattutto quando alla mancanza di risorse si aggiungono povertà, insicurezza e migrazioni forzate. 

È in questo contesto che si inserisce la seconda fase di Avenir Brillant, il progetto sostenuto da Plan International Italia per creare nuove opportunità socioeconomiche e rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia in Mali.

Due nuovi pozzi per le comunità di Kayes e Kita

Una delle componenti centrali del progetto riguarda l’accesso all’acqua potabile. Nelle regioni di Kayes e Kita è prevista la realizzazione di due pozzi dotati di pompe alimentate a energia solare, che potranno offrire alle comunità una fonte d’acqua più sicura, sostenibile e disponibile durante tutto l’anno.

Prima dell’avvio delle perforazioni saranno condotti studi geofisici, analisi della qualità dell’acqua e test di pompaggio. Sono passaggi fondamentali per individuare le aree più adatte e assicurare che le nuove infrastrutture siano sicure, efficienti e capaci di durare nel tempo.

L’utilizzo dell’energia solare permetterà di alimentare le pompe attraverso una risorsa pulita e rinnovabile, rendendo i pozzi più autonomi anche nei territori in cui l’accesso all’elettricità è limitato. La loro realizzazione potrà contribuire a ridurre le vulnerabilità legate alla siccità e all’instabilità climatica, migliorando la salute e la quotidianità delle famiglie. 

Ma portare acqua pulita significa anche restituire tempo. Il tempo che donne, bambini e bambine impiegano ogni giorno per raggiungere fonti lontane può diventare tempo per andare a scuola, lavorare, prendersi cura di sé e partecipare alla vita della comunità.

Protezione e nuove opportunità per bambini e adolescenti

L’accesso all’acqua è parte di un intervento più ampio, che unisce protezione dell’infanzia, formazione professionale e sostegno all’autonomia economica.

Nel corso della prima annualità del progetto, i due centri di accoglienza gestiti dall’organizzazione partner ENDA a Bamako e Kayes hanno accolto 72 minori vulnerabili, di età compresa tra i 4 e i 18 anni. Si tratta di bambini, bambine e adolescenti separati dalle proprie famiglie, migranti o vittime di violenza, provenienti dal Mali e da altri Paesi dell’Africa occidentale.

All’interno dei centri hanno ricevuto accoglienza, pasti, indumenti e prodotti per l’igiene personale. A tutti è stato garantito sostegno psicologico, mentre chi ne aveva bisogno ha potuto accedere anche ad assistenza medica, legale e a servizi specializzati.

Per 61 minori sono state avviate le ricerche delle famiglie di origine e, fino a oggi, 40 bambini e bambine hanno potuto ricongiungersi con i propri familiari. Un percorso delicato, costruito attraverso la collaborazione tra operatori, autorità locali, servizi pubblici e organizzazioni presenti sul territorio.

Competenze per costruire la propria autonomia

Per molti adolescenti in condizioni di vulnerabilità, ricevere protezione rappresenta il primo passo. Il successivo è poter immaginare un futuro diverso e avere gli strumenti necessari per costruirlo.

Per questo, durante il primo anno del progetto, 17 ragazze ospitate nei centri ENDA hanno partecipato a percorsi di formazione professionale in ambiti scelti tenendo conto delle loro preferenze e delle opportunità offerte dal contesto locale: sartoria, produzione di sapone, pasticceria e ristorazione, parrucchiera ed estetica e lavorazione di perline.

Le attività, condotte da artigiani locali, hanno unito teoria e pratica. Alla fine del percorso, ogni partecipante ha ricevuto un kit con gli strumenti necessari per mettere in pratica quanto appreso e iniziare a costruire una propria opportunità professionale.

In un contesto in cui povertà e mancanza di prospettive possono spingere le persone giovani a intraprendere percorsi migratori rischiosi, offrire competenze, protezione e possibilità concrete significa permettere loro di scegliere con maggiore libertà il proprio futuro.

Un progetto che parte dai bisogni e costruisce possibilità

Avenir Brillant nasce dalla consapevolezza che le diverse fragilità vissute dalle comunità sono profondamente collegate. La mancanza d’acqua, la povertà, l’assenza di opportunità professionali, le migrazioni rischiose e la vulnerabilità dei minori non possono essere affrontate separatamente.

Per questo il progetto interviene contemporaneamente sulle necessità più urgenti e sulle condizioni che possono generare un cambiamento duraturo: acqua pulita, accoglienza, sostegno psicologico, ricongiungimento familiare, formazione e opportunità economiche.

La costruzione dei due pozzi nelle regioni di Kayes e Kita rappresenta il prossimo passo di questo percorso. Con il sostegno di chi sceglierà di partecipare, l’acqua potrà diventare non soltanto una risorsa essenziale, ma il punto di partenza per comunità più sane, autonome e resilienti.

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