COP26: l’80% dei giovani vuole essere coinvolto nell’azione per il clima ma meno del 10% ha potuto farlo

COP26: l’80% dei giovani vuole essere coinvolto nell’azione per il clima ma meno del 10% ha potuto farlo

La pandemia ha messo in evidenza le grandi disuguaglianze del nostro tempo ed ha reso ancora più evidente la vulnerabilità del pianeta come l’equilibrio tra il nostro modo di vivere e l’ambiente. La crisi climatica continuerà ad approfondire queste disuguaglianze a meno che non agiamo con urgenza. Per assicurare un futuro sostenibile, è essenziale assumere un impegno riguardo l’educazione sul cambiamento climatico che assicuri che i bambini possano partecipare e guidare l’azione per il clima.

La crisi climatica e i disastri naturali possono mettere le ragazze e le adolescenti a rischio di veder violati i loro diritti. Quando le famiglie e le comunità sono in situazioni critiche, le ragazze sono più propense ad abbandonare la scuola, rimanere incinta o sposarsi prematuramente. A tal proposito, il diritto delle ragazze all’istruzione è in grave pericolo. Si stima che quest’anno circa 4 milioni di ragazze nei paesi a reddito basso e medio non finiranno la scuola a causa di eventi legati al clima. Inoltre, a partire dal 2025, 12,5 milioni di ragazze all’anno potrebbero non completare la loro formazione scolastica a causa del cambiamento climatico.

A livello globale, 8 giovani su 10 vogliono partecipare ai processi di politica climatica, come la COP, ma meno di 1 su 10 (6%) ha potuto farlo. Questo è uno dei risultati principali del rapporto “Reimagining Climate Action”, che esamina l’educazione e la partecipazione dei giovani di fronte a questa sfida globale. Plan International ha realizzato un sondaggio online in cui ha raccolto testimonianze e opinioni di più di 1.800 giovani tra i 15 e i 24 anni di 37 paesi ed ha organizzato due workshop in cui, i partecipanti, hanno condiviso le loro idee per elaborare proposte di raccomandazioni per i governi.

Educazione e leadership giovanile

L’istruzione è fondamentale affinché i bambini e i giovani comprendano le dimensioni della crisi climatica e siano in grado di contribuire alle soluzioni ma, 1 intervistato su 5 valuta la propria educazione climatica come insufficiente. Inoltre, l’81% dei partecipanti al sondaggio non sapeva dove trovare informazioni sull’Accordo di Parigi, il primo accordo universale e legalmente vincolante sul cambiamento climatico, adottato alla Conferenza sul clima nel 2015 (COP 21).

Il 91% dei giovani ha detto di trovare difficile partecipare ai processi decisionali sulle politiche legate al cambiamento climatico. I principali ostacoli che hanno riportato sono stati “non aver ricevuto un invito” a partecipare o “non sapere dove trovare informazioni su come farlo”. Allo stesso modo, uno dei giovani che ha partecipato ai workshop dello studio sopra citato ha riconosciuto che “molti dei miei amici sanno dei processi e vogliono essere coinvolti, ma non possono permettersi di partecipare a queste conferenze”.

Queste barriere sono particolarmente acute per le ragazze e le giovani donne, a causa di norme sociali e di genere discriminatorie. L’ingiustizia climatica è ancora più evidente quando genere, età e povertà si intersecano: le ragazze nei paesi a basso reddito subiranno i peggiori impatti del cambiamento climatico. Coloro che hanno contribuito meno alla crisi climatica hanno anche meno risorse per affrontarla.

Le raccomandazioni di Plan International

Per affrontare le sfide messe in evidenza da questo rapporto, Plan International esorta i governi e le delegazioni negoziali alla COP26 a far pressione per un’azione che promuova un’istruzione che elimini le disuguaglianze di genere e favoriscano la giustizia climatica. A tal proposito, i governi devono assegnare risorse e finanziare l’attuazione della “Dichiarazione sull’educazione delle ragazze” adottata al vertice del G7 nonché chiedere il miglioramento del Programma di lavoro di Doha per l’empowerment climatico, sostenendo una prospettiva di genere.

Questo nuovo rapporto contiene anche una serie di raccomandazioni globali volte a promuovere l’educazione riguardo il cambiamento climatico e la partecipazione dei giovani nei processi di elaborazione delle politiche climatiche. Le raccomandazioni includono misure per migliorare il curriculum scolastico, la formazione degli insegnanti, l’accesso alle informazioni sulla politica climatica e la partecipazione alla politica climatica, tra altre cose.

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