La crisi nata per la pandemia del coronavirus (COVID-19) ha messo in evidenza l’importanza di adottare misure di igiene adeguate a prevenire alcune patologie di facile trasmissione in tali contesti.
Il lavaggio delle mani con sapone o con un disinfettante a base di alcol è fondamentale per proteggersi dal COVID-19 e altri virus respiratori, che solitamente si contagiano quando entrano nel corpo attraverso gli occhi, il naso o la gola, così come ricordano le autorità sanitarie. Di frequente il contagio del virus da una persona all’altra avviene attraverso le mani.
Una corretta igiene delle mani non solo è la chiave per proteggerci individualmente, ma anche per proteggere il personale sanitario dalle infezioni e prevenire la diffusione del coronavirus e delle altre infezioni all’interno dei centri di salute. L’ONU segnala che, man mano che i servizi sanitari dei paesi colpiti devono rispondere efficacemente al coronavirus, lavarsi le mani adeguatamente è ancora più importante per prevenire patologie respiratorie e diarroiche comuni.
Non lasciamo a nessuno indietro
Una igiene corretta ed adeguata è la soluzione più semplice per creare una barriera d’ingresso agli agenti infettivi. Tuttavia, nei paesi meno sviluppati, ancora non esiste un accesso generalizzato all’acqua potabile e agli altri servizi igienico-sanitari di base che servirebbero per prevenire e controllare la diffusione di patologie respiratorie come il COVID-19.
Il 40% della popolazione mondiale, circa tre miliardi di persone, non ha impianti igienici per il lavaggio delle mani nelle proprie case, mentre nel 47% delle scuole manca l’infrastruttura necessaria per lavarsi le mani con acqua e sapone, cosa che riguarda 900 milioni di bambini e bambine in età scolare.
Come Plan International, organizzazione umanitaria che lavora per i diritti dell’infanzia in 75 paesi, chiediamo ai governi che le soluzioni per contenere la diffusione del COVID-19 tengano conto della popolazione più vulnerabile ed esclusa affinché nessuno venga lasciato indietro.
Sensibilizzare come atto di prevenzione
La nostra organizzazione lavora in tutto il mondo con programmi di sensibilizzazione affinché i bambini e le bambine imparino nozioni igieniche di base, attraverso attività che promuovono l’adozione di pratiche corrette a scuola, in famiglia e nella loro comunità: l’uso adeguato dell’acqua, il lavaggio delle mani con il sapone e l’uso dei servizi igienici.
Inoltre, collaboriamo con i governi e le istituzioni per migliorare le politiche di prevenzione e la loro applicazione, al fine di garantire che si disponga di servizi per lavare le mani nelle scuole e nei contesti istituzionali, e che i percorsi scolastici includano informazioni riguardanti l’igiene delle mani.
Laos

“Quando andavamo al bagno o quando avremmo voluto lavarci, io e i miei amici dovevamo andare a cercare l’acqua in un piccolo fiume. Mi faceva paura percorrere i cammini montuosi per trovare l’acqua, ma non avevo altra soluzione. Eravamo soliti andare al bagno all’aria aperta in quanto ne avevamo solo due per più di 300 studenti” spiega Pa, una giovane di 15 anni che vive nella provincia di Oudomxay, in Laos.
Il punto con l’acqua più vicino si trovava a cinque chilometri da scuola. Però, dal 2018, Plan International guida un progetto per costruire un sistema di rifornimento dell’acqua, così come un sistema fognario, grazie al quale sono stati costruiti quattro bagni separati, due per i maschi e due per le femmine, ed anche un serbatoio di acqua connesso al nuovo sistema di rifornimento dell’acqua ed ai servizi per il lavaggio delle mani. “Ora ci aiutiamo reciprocamente per pulire i bagni che sono per tutti e tutte.”
Haitì
A Sandelyne, 12 anni, non piace arrivare in ritardo a scuola, ma è una cosa che solitamente prima le accadeva abbastanza spesso. “Prima di andare a scuola dovevamo raccogliere l’acqua per portarla a casa” spiega. “La fonte d’acqua più vicina era troppo lontana da casa mia e a volte dovevamo andarci più volte al giorno per poter avere abbastanza acqua.”
A dicembre 2018, la vita a Sandelyne cambiò completamente quando si mise in moto un nuovo sistema di somministrazione dell’acqua potabile nella sua comunità. In molti paesi in via di sviluppo, il compito di raccogliere l’acqua spetta alle bambine e alle giovani, il che impedisce loro di realizzare molte altre attività. Quando, al contrario, non si devono percorrere lunghe distanze per raccogliere l’acqua, le bambine non solo risparmiano tempo ma smettono di essere così esposte a subire infortuni derivati da lunghe camminate attraverso terreni irregolari, attacchi o aggressioni.
Etiopia

Quando Enana, una giovane dell’Etiopia di 18 anni scappata da un matrimonio forzato ritornò al suo paese natale nella regione di Amhara (Etiopia), rimase grandemente sorpresa. Plan International aveva costruito un nuovo sistema di rifornimento dell’acqua che funziona attraverso l’energia solare, il che migliorava notevolmente la qualità della vita di tutta la comunità, specialmente delle bambine e delle giovani, le incaricate di raccogliere l’acqua.
Il progetto, che ha come obiettivo avvicinare i punti di raccolta dell’acqua a meno di mezzo chilometro dalle case, va a beneficio di 190 famiglie e 357.950 persone delle comunità della regione di Amhara.
“Ora potremo lavarci tutti i giorni e lavare la nostra biancheria ogni tre o quattro giorni”, racconta Enana. “Inoltre, visto che l’acqua è così pulita, la comunità ora non presenta infezioni cutanee.”
Facilitare l’accesso all’acqua per salvare vite
Grazie alla nostra grande esperienza internazionale, sappiamo che l’accesso all’acqua potabile in una comunità migliora in modo decisivo aspetti come l’educazione e l’uguaglianza di genere. Si può dire che una fonte di acqua vicina a casa migliora gli indici di scolarizzazione, il che contribuisce inoltre al raggiungimento di un altro Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, permettere che tutte le bambine e i bambini terminino l’istruzione primaria e secondaria.
In questo senso, la nostra risposta al coronavirus si focalizzerà sulla collaborazione con le comunità, i governi e le organizzazioni alleate per far fronte alla propagazione del COVID-19 attraverso la diffusione di informazioni riguardo la salute pubblica e la promozione delle migliori pratiche igieniche, specialmente nei contesti più complessi, come le comunità lontane e isolate o i campi profughi e sfollati interni in cui siamo presenti, dove si rafforzano le misure di prevenzione.
