La Bolivia vieta il matrimonio infantile: una vittoria storica per le ragazze

La Bolivia vieta il matrimonio infantile: una vittoria storica per le ragazze

In un passo significativo per i diritti delle bambine, la nuova Legge n. 1639, promulgata dalla Presidenza della Repubblica di Bolivia, proibisce il matrimonio infantile e le unioni precoci senza eccezioni. La norma è entrata in vigore nella notte scorsa.

La nuova legge modifica la precedente Legge n. 603, eliminando le eccezioni legali che fino ad ora permettevano il matrimonio o le unioni precoci a partire dai 16 anni.

“Questo cambiamento rappresenta un enorme progresso per le bambine e le adolescenti in Bolivia. Eliminando le lacune legali, si afferma chiaramente che nessuna ragazza deve sposarsi o essere costretta a convivere con un partner prima dei 18 anni. Si tratta di proteggere la loro salute e il loro benessere, e di aprire più opportunità perché possano imparare, crescere e costruire il futuro che desiderano”, ha dichiarato Carmen Elena Alemán, direttrice regionale di Plan International per l’America Latina e i Caraibi.

Secondo uno studio realizzato da Plan International e UNFPA nel 2020, il 22% delle adolescenti boliviane tra i 15 e i 19 anni era stata sposata o aveva vissuto in un’unione almeno una volta, spesso in contesti di violenza sessuale e gravidanze forzate.

Inoltre, la Difensora del Pueblo ha registrato oltre 4.800 matrimoni e unioni precoci di adolescenti di 16 e 17 anni tra il 2014 e il 2024, mettendo in evidenza la gravità del problema.

Il rapporto annuale di Plan International, “Lo Stato delle Ragazze nel Mondo 2025”, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, sottolinea l’urgenza di questa riforma, mostrando come il matrimonio infantile continui a mettere a rischio milioni di ragazze in tutto il mondo, privandole dell’istruzione e di altre opportunità.

Fino a oggi, la legge permetteva eccezioni tramite autorizzazione dei genitori o del tribunale, esponendo migliaia di ragazze a matrimoni o unioni spesso conseguenti a gravidanze adolescenziali, con abbandono scolastico, violenza e sfruttamento. Il Comitato ONU sui Diritti del Bambino aveva ripetutamente raccomandato allo Stato boliviano di eliminare tali eccezioni legali.

L’approvazione di questa riforma è il risultato degli sforzi storici delle organizzazioni della società civile, tra cui Plan International, e di parlamentari impegnati nella protezione dell’infanzia, che hanno fornito dati e raccomandazioni nella tavola tecnica per chiudere definitivamente queste lacune legali.

La nuova legge rappresenta un primo passo fondamentale verso la costruzione di un ambiente più sicuro per bambine e adolescenti. Plan International sottolinea che, sebbene si tratti di un progresso decisivo, resta ancora molto da fare per prevenire le unioni precoci informali e trasformare i modelli socioculturali che le generano e le normalizzano.

“L’approvazione di questa legge è un grande passo per proteggere le bambine e le adolescenti in Bolivia, ma le leggi da sole non metteranno fine al matrimonio infantile né alle unioni precoci. La Bolivia ha bisogno di programmi che trasformino le norme sociali e di genere dannose, di investire nell’istruzione e di garantire che le ragazze abbiano accesso alla salute, alla giustizia e a opportunità reali per il loro futuro. E non possiamo dimenticare le ragazze che sono già sposate o convivono con un partner: hanno bisogno di sostegno per rivendicare i loro diritti, accedere ai servizi che meritano e andare avanti libere dalla violenza e dalle difficoltà”, ha aggiunto Carmen Elena Alemán.

Con questa riforma, l’America Latina e i Caraibi aggiungono un nuovo Paese alla lista di quelli che fissano a 18 anni l’età minima legale per il matrimonio, insieme a Cile, Costa Rica, Panamá, El Salvador, Guatemala, Honduras, Colombia, Ecuador, Perù e Repubblica Dominicana, con il sostegno di Plan International negli ultimi sette.

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