Oltre ad essere la prima persona della sua famiglia a frequentare l’università, Saida, 19 anni, è la prima donna della sua comunità etnica Maya Achi in Guatemala a studiare per diventare avvocato. Studia al primo anno di giurisprudenza e fa anche parte del progetto di leadership di Plan International per ragazze e giovani donne indigene.
“Non è facile studiare e arrivare così lontano”, dice sua madre. Ecco perché è un risultato straordinario che Saida si sia iscritta all’università. Suo padre ha finito a malapena le elementari e sua madre ha terminato la terza. La ragazza ha tutto il sostegno dei suoi genitori che coltivano arachidi, mais, fagioli e limoni che poi vendono al mercato.
“Nella mia famiglia il più colpito durante la prima ondata di COVID-19 è stato mio fratello Kevin, che lavora come cuoco nella capitale e si è contagiato”, spiega. “Molte persone sono rimaste disoccupate e questo ha contribuito a un aumento della povertà”.
A causa della pandemia Saida ha potuto frequentare solo due mesi di lezioni all’università e non ha potuto partecipare agli incontri presenziali di Plan International, che sono stati sostituiti da incontri virtuali su piattaforme digitali.
“La parte più complicata della migrazione alle piattaforme digitali è la poca copertura internet della mia comunità. Tutto ciò rallenta il ritmo delle mie lezioni e anche quello delle attività di leadership”, racconta. “Ma cerco di non perdermi niente e sono anche riuscita a partecipare al Regional Youth Meeting su Zoom prima di Natale”.
Saida attribuisce alla formazione alla leadership di Plan International il merito di averla aiutata a rinforzare la sua autostima e a superare la timidezza che le impediva di partecipare attivamente negli spazi familiari, universitari e comunitari. L’aspirante avvocato è ora in grado di parlare con sicurezza di argomenti che vanno dalle mestruazioni, ai diritti alla salute sessuale e riproduttiva, agli stereotipi di genere, alle diverse forme di violenza perpetrate in casa e nella società.
“Grazie al progetto di leadership ho cambiato il modo di vedere il mondo e tutto quello che mi circonda”, dice.
Saida ha un fidanzato ma si considera troppo giovane per il matrimonio: “Prima l’università e il lavoro, poi altre cose”, dice. Non vuole seguire le orme della sorella maggiore che è andata a vivere con il suo ragazzo prima di compiere 18 anni.
“Il mio obiettivo nella vita è servire gli altri e, raccontare la mia storia, credo possa ispirare anche altre ragazze come me.” E poi aggiunge: “Quando avrò finito l’università, voglio aprire un ufficio nella mia comunità e aiutare le persone con le loro pratiche, senza spese esagerate, come succede con alcuni avvocati nelle città”.
