SUD SUDAN: 10 ANNI DI INDIPENDENZA E NESSUN MOTIVO PER FESTEGGIARE

SUD SUDAN: 10 ANNI DI INDIPENDENZA E NESSUN MOTIVO PER FESTEGGIARE

Di George Otim – Direttore di Plan International in Sud Sudan

Di recente ho incontrato un gruppo di ragazze durante una visita alla contea di Pibor, nel Sud Sudan, un’area dove la grave insicurezza alimentare e i conflitti continuano a colpire intere famiglie e le adolescenti in particolare. Le famiglie ci hanno detto che, quella di quest’anno, è stata la peggior carestia mai registrata, la più grave da quando il Sud Sudan è diventato uno stato indipendente, esattamente dieci anni fa.

Nel Paese, una persona su tre soffre di insicurezza alimentare e 1, 8 milioni di donne e bambini sono gravemente malnutriti. La mancanza di fondi e di aiuti da parte della comunità internazionale minacciano di portare all’orlo della catastrofe un’intera generazione di bambini sud sudanesi, pertanto, è molto probabile che la situazione continui a peggiorare.

Le ragazze con cui abbiamo parlato non perdono la speranza in un futuro migliore, dicono di voler continuare a studiare ma anche di essere costrette a passare giornate intere senza nulla da mangiare. Molte di loro non hanno nemmeno accesso all’acqua pulita o ai servizi igienici. A causa della povertà estrema hanno maggiori probabilità dei loro coetanei di abbandonare la scuola, corrono un rischio maggiore di contrarre matrimoni precoci e forzati, di essere vittime di abusi, sfruttamento sessuale e violenza di genere.

Saraha, 10 anni, è nata proprio mentre il suo Paese stava celebrando la sua indipendenza. Vuole diventare medico ma ci dice che, a causa dell’attuale conflitto nella sua comunità, andare a scuola non è sicuro. Rebecca, anche lei 10 anni, dice che la fame è il motivo principale per il quale, ragazze come lei, abbandonano la scuola.

In un paese in cui il 50% delle ragazze si sposa prima del 18° compleanno, le ragazze ci hanno detto che è molto più probabile abbandonare la scuola quando la famiglia inizia ad avere problemi economici. “La povertà costringe le ragazze a sposarsi pur essendo ancora molto giovani affinché la famiglia possa ottenere un po’ di soldi a cambio e provare a sopravvivere”, afferma Rebecca.

Il COVID-19 ha solo peggiorato la situazione che era, già di per sé, disastrosa. Si stima che circa 2,8 milioni di bambini in Sud Sudan che non vanno a scuola a causa della pandemia e che, la prolungata crisi alimentare, obbligherà molti di loro ad abbandonare definitivamente gli studi.

In collaborazione con i nostri partner, Plan International sta espandendo le operazioni a Pibor e nelle aree circostanti. Lavoriamo con le comunità locali per distribuire cibo e cure per la malnutrizione, fornire servizi di protezione dell’infanzia e garantire programmi educativi per gli sfollati cosí come per le comunità ospitanti.

Tuttavia, se non si intraprende un’azione urgente, esiste il rischio reale che la malnutrizione e la fame raggiungano livelli devastanti e che pertanto, si perdano i limitati progressi compiuti nel Paese nella lotta per l’uguaglianza e la violenza di genere, il matrimonio infantile, lo sfruttamento sessuale e le gravidanze indesiderate.

Mentre il governo e gli organismi internazionali espandono con urgenza le operazioni per distribuire gli aiuti umanitari e moltiplicano gli interventi di risposta all’emergenza per sostenere le comunità in tutto il Sud Sudan, devono anche cercare modi per proteggere le ragazze e garantire il loro futuro. Bisogna dar priorità ai diritti e alle necessità delle bambine e delle ragazze.

Anche i finanziamenti umanitari devono essere proattivi, investire prima che si verifichi la crisi ed aumentare la resilienza delle comunità per ridurre l’impatto devastante delle emergenze. Stare ad aspettare l’arrivo della successiva carestia fa sì che, per i più bisognosi, svanisca ogni speranza di sopravvivenza.

Nelle crisi, il tempo è davvero essenziale.

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