Per Yulieth, un’aula è diventata casa

Per Yulieth, un’aula è diventata casa

Il 10 agosto 2026 era iniziato come un giorno qualunque a Chocó, in Colombia. Ma alle 7:30 tutto è cambiato. Un potente terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la regione, con scosse avvertite in diversi dipartimenti del Paese.

Yulieth, 18 anni, stava riposando nella sua camera quando ha avvertito una prima, lieve scossa. Pochi secondi dopo, il terremoto è diventato molto più forte. Su invito della sorella minore, le due ragazze sono corse verso l’ingresso della casa. Abbracciate l’una all’altra, hanno visto la loro abitazione iniziare a crollare intorno a loro.

Il terremoto è stato forte, troppo forte. Ci sono stati moltissimi danni e anche a livello psicologico ne sono rimasta profondamente colpita. Abbiamo bisogno di molto sostegno: è stato davvero troppo forte.

Sebbene una parte dell’edificio sia ancora in piedi, i gravi danni interni rendono impossibile entrarvi in sicurezza. Oggi, una grande “X” dipinta sulla facciata indica che la casa è inagibile.

Senza un altro posto dove andare, Yulieth e la sua famiglia trascorrono ora le notti in una scuola costruita da Plan International nel 2004.

La scuola è stata trasformata in un rifugio temporaneo per le persone colpite dal terremoto. Quattro famiglie, dieci persone in totale, condividono gli stessi spazi, sistemando ogni sera i propri effetti personali prima di prepararsi a dormire. Durante il giorno cercano di rimanere nelle zone che considerano più sicure, in attesa di sapere quando potranno tornare nelle loro case.

La nostra casa è crollata. Da fuori non si vede così tanto, perché i danni maggiori sono all’interno. Non possiamo più viverci: ci hanno detto che dovevamo uscire immediatamente, perché basta toccare una parete e viene giù.

Vivere con la paura di una nuova scossa

La vita nel rifugio è tutt’altro che semplice. I servizi igienico-sanitari sono limitati e le famiglie non sanno per quanto tempo dovranno rimanere lì.

Alle difficoltà quotidiane si aggiungono le conseguenze emotive del terremoto. Bambini, adolescenti e adulti convivono con la paura di nuove scosse, con notti insonni e con la perdita di quei luoghi che, fino a poco tempo prima, rappresentavano sicurezza e normalità.

Non riesci nemmeno a trovare le parole per descrivere quello che provi, perché hai sempre paura che possa arrivare un’altra scossa.

Il terremoto ha interrotto anche il percorso di studi di Yulieth. La ragazza frequenta un corso universitario di amministrazione aziendale a Chocó, ma diverse strutture dell’università sono state danneggiate e le lezioni in presenza sono state sospese e trasferite online.

A causa del terremoto non possiamo più andare all’università: lì è crollato tutto. Il mio edificio è rimasto in rovina e le scale sono state danneggiate. Per il momento le lezioni si svolgono online, ma non sono davvero preparata ad affrontarle così, sia per i problemi di connessione a Internet sia per tutto quello che è successo.

Plan International al fianco delle famiglie colpite

Plan International, presente nell’area interessata dal terremoto, sta rispondendo all’emergenza con particolare attenzione ai bambini, alle bambine e alle loro famiglie.

Sono già stati distribuiti kit di assistenza alimentare e le attività proseguono per raggiungere un numero sempre maggiore di famiglie colpite dal disastro.

Per Yulieth, però, questa non è la prima volta che Plan International fa parte della sua vita. La ragazza partecipa ai progetti comunitari dell’organizzazione da quando aveva 12 anni. Oggi, mentre cerca di affrontare le conseguenze del terremoto e ricostruire una quotidianità, quel sostegno continua.

Nonostante la sua casa sia stata gravemente danneggiata e il suo percorso di studi interrotto, Yulieth continua a guardare al futuro. Il suo desiderio è superare questo momento difficile e poter continuare a impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi.

Interessante? Condividi: