Plan International lancia l’allarme per i massacri di civili e gli attacchi contro il personale umanitario a El Fasher

Plan International lancia l’allarme per i massacri di civili e gli attacchi contro il personale umanitario a El Fasher

Di fronte ai preoccupanti rapporti sulla morte di centinaia di civili e sull’attacco deliberato al personale umanitario a El Fasher, capitale del Darfur settentrionale, Plan International, organizzazione umanitaria presente in Sudan dal 1977 e attiva attualmente in otto regioni del Paese, lancia un allarme urgente sul gravissimo deterioramento della situazione nella città.

La direttrice esecutiva globale di Plan International, Reena Ghelani, ha dichiarato:

“Siamo inorriditi dalle numerose segnalazioni sull’attacco sistematico e sull’uccisione di centinaia di civili e operatori umanitari a El Fasher. La brutalità dell’assedio — che ha provocato fame estrema, il blocco dell’accesso agli aiuti umanitari e attacchi deliberati contro la popolazione civile e i team umanitari — è insopportabile. Tutte le parti in conflitto devono impegnarsi immediatamente in un cessate il fuoco come unica via per salvare vite umane.”

Si stima che circa 260.000 persone siano ancora intrappolate a El Fasher, e i rapporti dal terreno indicano che la maggior parte dei civili sceglie di restare in città per paura di morire tentando la fuga dalla violenza.

“La situazione sulle strade è terribile, con corpi senza vita ovunque. Altre persone sono ferite — la maggior parte da colpi di arma da fuoco — e non riescono a ricevere l’aiuto necessario. Molte famiglie con cui abbiamo parlato non hanno accesso al cibo da oltre un anno e, dopo aver percorso lunghe distanze a piedi, arrivano in condizioni estremamente precarie”, spiega il personale di Plan International in Sudan.

Plan International, presente nel Paese dal 1977, sta ampliando la propria risposta a Tawila per fornire alimenti di emergenza, kit per la dignità destinati alle ragazze e servizi di protezione per i minori non accompagnati, oltre a sostegno alle sopravvissute di violenza di genere.
L’organizzazione sta inoltre creando spazi a misura di bambino per accogliere il crescente numero di minori, soprattutto quelli separati dalle proprie famiglie.

Tuttavia, con l’arrivo previsto di migliaia di persone nei prossimi giorni, le necessità umanitarie superano di gran lunga la capacità attuale di risposta.

Nei giorni scorsi, la fuga massiccia di civili da El Fasher verso Tawila a causa dell’intensificarsi dei combattimenti ha sopraffatto la capacità dei team umanitari di rispondere ai bisogni in aumento. Testimonianze da Tawila riferiscono dell’arrivo di migliaia di persone a piedi, stremate da un lungo viaggio, con evidenti segni di malnutrizione e ferite, molte delle quali irriconoscibili ai propri familiari. Numerosi bambini e bambine arrivano in stato di angoscia, separati dalle loro famiglie e con un bisogno urgente di protezione e supporto psicosociale.

Plan International chiede a tutte le parti armate di rispettare i propri obblighi ai sensi del Diritto Internazionale Umanitario, garantendo il passaggio sicuro dei civili che cercano di mettersi in salvo dai combattimenti a El Fasher e proteggendo sia la popolazione civile sia gli operatori umanitari.

L’organizzazione sottolinea inoltre la necessità di assicurare la responsabilità per il blocco dell’accesso agli aiuti umanitari e per l’uso della violenza sessuale come arma di guerra.

“Abbiamo bisogno con urgenza di ulteriori finanziamenti per continuare ad aiutare le persone colpite”, ha ribadito Reena Ghelani.

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