Plan International è profondamente sconvolta e rattristata dalle notizie di un attacco con droni perpetrato dalle forze russe contro una scuola dell’infanzia a Kharkiv, in Ucraina, che ha causato la morte di un adulto e il ferimento di diverse persone.
Sebbene i 48 bambini e bambine che si erano rifugiati nel seminterrato siano sopravvissuti senza lesioni fisiche, hanno vissuto momenti di terrore mentre le esplosioni distruggevano la loro scuola sopra di loro.
«Un luogo destinato all’apprendimento, al gioco e al sorriso è stato ridotto in cenere», ha dichiarato Sven Coppens, direttore della risposta di Plan International alla crisi dei rifugiati in Ucraina.
«Nessun bambino o bambina dovrebbe temere per la propria vita in un’aula. Attaccare una scuola o un asilo nido è una grave violazione dei diritti dell’infanzia che può costituire un crimine di guerra».
«I team locali hanno descritto scene di bambini e bambine in stato di shock, aggrappati ai loro insegnanti, in lacrime. Immaginiamo di avere cinque anni e vedere la nostra classe andare a fuoco. Immaginiamo il panico dei genitori che corrono verso la scuola e la trovano avvolta dalle fiamme.
Siamo profondamente sollevati che i bambini e le bambine siano sopravvissuti, ma questo non è un lieto fine. Uno degli adulti che si prendevano cura di loro è morto e diversi altri sono rimasti feriti. Ciò che i bambini hanno vissuto oggi li segnerà a lungo».
L’infanzia continua a pagare il prezzo più alto
«A più di tre anni e mezzo dall’inizio di questa devastante guerra, i bambini e le bambine in Ucraina continuano a pagare il prezzo più alto. Ogni nuovo attacco aggrava il loro trauma e mette in pericolo la loro sicurezza, la loro istruzione e le loro speranze per il futuro», ha aggiunto Coppens.
Le scuole e i centri educativi sono beni civili protetti dai Convenzioni di Ginevra e non devono mai essere attaccati.
Plan International esprime solidarietà a tutti i bambini, genitori e insegnanti colpiti da questa tragedia.
L’organizzazione umanitaria per la protezione dell’infanzia chiede il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario, la protezione della popolazione civile e la salvaguardia delle scuole e degli asili come spazi sicuri per l’infanzia.
