GIRLS IN CRISIS

La pandemia del COVID-19 sta mettendo a rischio in innumerevoli modi i progressi compiuti negli ultimi decenni nella difesa dei diritti dell’infanzia. Insieme dobbiamo proteggerli concentrandoci soprattutto sul sostegno delle bambine e adolescenti più vulnerabili, per non gettare al vento i risultati ottenuti nel campo dell’istruzione, della protezione dalla violenza, della salute, dell’accesso all’acqua potabile e dell’indipendenza economica con l’obiettivo di garantire loro l’uguaglianza e le opportunità future che si meritano.

Non possiamo permetterci di retrocedere, né di fare un passo indietro nel campo dei diritti dei bambini perché sono il frutto di anni di grande impegno e duro lavoro.  

Plan International è presente in 52 paesi e supporta direttamente 20 milioni di persone – in particolare bambine, ragazze e giovani donne, per impedire che i loro diritti vengano violati.

Girls In Crisis (Bambine e ragazze in crisi) è una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che ha tre obiettivi:

  1. Rendere visibile la particolare vulnerabilità di bambine e adolescenti in contesti fragili e di crisi;
  2. Difendere i progressi fatti negli ultimi decenni nel campo dell’uguaglianza e delle pari opportunità ed evitare che la pandemia costituisca una grave battuta d’arresto; 
  3. Garantire i loro diritti e sostenere le bambine ed adolescenti in crisi, creando le condizioni affinché possano sviluppare il loro pieno potenziale e godere di una buona qualità di vita.  

LE CONSEGUENZE DEL COVID-19 NELLA VITA DELLE BAMBINE E DELLE ADOLESCENTI

  • A causa della chiusura delle scuole, delle restrizioni sulla libertà ed in funzione del loro grado di emarginazione sociale, economica e/o geografica, molte bambine e ragazze sono state costrette ad interrompere i loro studi.
  • Le tensioni all’interno del nucleo familiare dovute al lock-down così come la mancanza di accesso ai meccanismi di protezione abituali espongono le bambine e le ragazze a un maggior rischio di violenza.
  • Le autorità stanno concentrando le loro risorse nella lotta contro la pandemia il che riduce ulteriormente la disponibilità e l’accesso a servizi sanitari specifici di cui le bambine e le adolescenti hanno bisogno, compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva o quelli di salute materno-infantile.
  • La pandemia riduce l’accesso all’acqua potabile e sicura e ai servizi igienico-sanitari di base.
  • La quarantena riduce significativamente le opportunità formative presenti e future delle ragazze così come il loro accesso al mercato del lavoro formale; viola il loro diritto ad essere economicamente indipendenti e le espone a una situazione di vulnerabilità ancora più estrema.

L’IMPORTANZA DELL’ISTRUZIONE 

In molti paesi del mondo, andare a scuola essendo bambina o ragazza era una grande sfida ancor prima della pandemia. Per milioni di bambine e adolescenti, l’impatto della chiusura delle scuole andrà ben oltre il ritardo nello svolgimento del curriculum scolastico ed avrà conseguenze di lungo termine sulla loro istruzione e pertanto sulla loro qualità di vita.


Statistiche nazionali ed internazionali dimostrano inoltre che, quando le scuole sono chiuse, bambine e ragazze sono molto più esposte al rischio di essere vittime di violenza, maltrattamenti o abusi. La scuola costituisce un ambiente sicuro e, in contesti fragili ed instabili, le protegge da gravidanze indesiderate, dalla tratta di persone, dallo sfruttamento e dal reclutamento in gruppi armati.


Purtroppo, l’interruzione delle lezioni a causa della pandemia significherà per migliaia di ragazze e adolescenti nel mondo non tornare mai più a scuola ed avrà conseguenze durature sul loro futuro.

OPPORTUNITÀ FUTURE PER BAMBINE E ADOLESCENTI VULNERABILI

L’istruzione è la strategia più efficace per spezzare il circolo della povertà. 

Plan International sostiene l’educazione a distanza di bambine e adolescenti in oltre 50 paesi offrendo lezioni virtuali e distribuendo materiali didattici. Come parte del nostro lavoro, collaboriamo anche con insegnanti, genitori ed altre organizzazioni comunitarie affinché le bambine e le ragazze che vivono in contesti fragili e che si trovano in situazioni di grande vulnerabilità possano ricevere un supporto educativo durante questa crisi sanitaria senza precedenti. 

QUAL È  L’impatto DELLA MANCANZA DI meccanismi di PROTEZIONE dalla violenza PER LE BAMBINE ED ADOLESCENTI PIÙ VULNERABILI?

Le tensioni sociali, la limitazione dei movimenti e l’isolamento causati dai lock-downs prolungati hanno generato una situazione di crisi senza precedenti per le bambine ed adolescenti più vulnerabili, le quali si trovano maggiormente esposte al rischio di subire diverse forme di violenza come per esempio il matrimonio precoce (molte volte visto come l’unica soluzione possibile ai problemi economici), le gravidanze indesiderate (che troppo spesso sono il frutto di atti di violenza sessuale) o la mutilazione genitale femminile.


Promuoviamo progetti per proteggere le bambine ed adolescenti dalla violenza con l’obiettivo di garantire l’accesso a meccanismi di denuncia e servizi di assistenza adeguati. A tal fine formiamo il personale della comunità locali affinché possano mettere in atto misure concrete per prevenire, rilevare e proteggere le bambine e le ragazze da eventuali casi di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica.

Proiezioni riguardo l’impatto del covid-19

  • Il numero di bambini e bambine che vivono in famiglie povere aumenterà del 15%, raggiungendo i 672 milioni in tutto il mondo.
  • 152 milioni di bambini in tutto il mondo sono costretti a lavorare e la crisi economica causata dal coronavirus potrebbe comportare un aumento dello sfruttamento minorile.
  • Più di 310 milioni di giovani (16% dei giovani di tutto il mondo) non hanno potuto lavorare dall’inizio della pandemia del COVID-19. La maggior parte di essi erano ragazze. 
  • In Mozambico e Zimbabwe le donne costituiscono la maggioranza della forza lavoro nelle campagne. A causa del lock-down imposto dal governo molte di loro ha perso il lavoro e, con esso, la loro unica fonte di reddito con conseguenze negative sulla sicurezza alimentare dato che non avevano mezzi per comprare cibo per sé stesse e le loro famiglie.