"Counting the Invisible" primo di una serie di report che tracceranno i progressi fatti nei confronti delle bambine e delle donne verso l’uguaglianza di genere. Il report è stato pubblicato da Plan International.
"Counting the Invisible" primo di una serie di report che tracceranno i progressi fatti nei confronti delle bambine e delle donne verso l’uguaglianza di genere. Il report è stato pubblicato da Plan International. © Plan International/Flemming Gernyx
12/10/2016

Se sei invisibile non hai diritti - Report “Counting the Invisible”

Attualmente non esistono dati statistici nel mondo che mostrino le reali sfide che le bambine affrontano quotidianamente, non si sa quante di loro abbandonino la scuola a causa di matrimoni, gravidanze o violenze fisiche o quante diventino madri prima dei 15 anni.

“La mancanza di dati esprime quanto i governi siano indifferenti di fronte ai diritti di base che vengono negati alle bambine, come quello all’istruzione o al controllo del proprio corpo” – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan International Italia – “sebbene da informazioni raccolte sappiamo che le bambine subiscono quotidianamente abusi, sfruttamento, la reale scala di questa ingiustizia può essere ampiamente peggiore”.

Con il report “Counting the Invisible” – che l’organizzazione umanitaria pubblica per introdurre la Giornata Internazionale della Bambina (11 ottobre) – si mostra che le bambine sono in realtà invisibili ai governi e ai leader proprio perché mancano o sono incompleti dati significativi sulla loro vita.

Milioni sono le Jenny o le Glorie o le Wendy che dall’Africa all’America Latina, passando per l’Asia, hanno un destino che le accumula fatto di violenze, gravidanze adolescenziali e matrimoni prematuri. E la base di tutto è la povertà che va ad agire sulla salute, sul benessere e sulle scelte di vita.

Il report induce i governi a riempire il divario nei dati in merito alla frequenza di gravidanze nelle adolescenti sotto i 15 anni o nel numero di violenze sessuali. Un altro urgente tema è dare un quadro più completo della realtà considerando dati in base al genere, all’età, all’etnia, al benessere, alla disabilità e al paese di appartenenza.

Inoltre nel report vi è anche un’indagine condotta su 240 ragazze tra i 15 e i 19 anni che vivono in Zimbabwe e in Nicaragua con l’obiettivo di mostrare come le ragazze ogni giorno si scontrano contro diguaglianze profondamente radicate nelle comunità e violazioni dei loro diritti. A supporto sono disponibili storie di diverse adolescenti sopra citate.

Raggiungere l’uguaglianza di genere è uno dei Obiettivi che ci si era posti per il 2015 e che poi è stato fissato al 2030, ma senza un urgente cambio di rotta da parte dei governi, secondo Plan International, non potrà essere raggiunto neppure in quella data.

“Counting the Invisible” è il primo di una serie di report che tracceranno i progressi fatti nei confronti delle bambine e delle donne verso l’uguaglianza di genere, un percorso che durerà 15 anni, sottolineando la visione di una coalizione di organizzazioni che lavorano per far sì che i governi rispettino gli impegni presi, misurando i progressi fatti verso l’uguaglianza di genere. I partner della coalizione sono: Plan International, Data 2X, KPMG, the International Women’s Health Coalition, One Campaign e Women Deliver. L’obiettivo della coalizione è quello di dare uno strumento indipendente di monitoraggio che gli attivisti, la società civile possano utilizzare per indurre i governi a progredire nei confronti dell’uguaglianza di genere.

Il report è il contributo di Plan International alla coalizione e fa parte dell’iniziativa Because I am a Girl, il movimento globale per garantire alle bambine di ogni luogo che possano imparare, essere leader, decidere e prosperare. 


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