Nella foto alcune giovani delegate di Plan International all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nella foto alcune giovani delegate di Plan International all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. © Plan International
21/09/2017

Liberare il potenziale delle bambine in una generazione

Con il sostegno del governo canadese e francese, Plan International ha tenuto il 19 settembre un’alta discussione sul nuovo modello di sviluppo per l’affermazione dei diritti delle bambine e per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile durante la 72sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) che è focalizzata su sei priorità: le popolazioni, la pace sostenibile, le migrazioni, gli SDG, il clima e i diritti umani. 

L’evento –  intitolato “Liberare il potere in una generazione: i diritti e il potenziale delle ragazze” – è stato concepito per dare voce alle giovani delegate presenti portate da Plan International; è stato suddiviso in due parti: nella prima sono intervenuti i delegati dei governi di Francia, Canada e Benin che hanno discusso sul nuovo modello di Sviluppo Sostenibile con le adolescenti presenti, nella seconda parte il panel è stato strutturato attorno alle ragazze delegate sull’importanza di affrontare le cause fondamentali della disuguaglianza, sfidando e cambiando quelle dannose norme di genere che perpetuano la discriminazione in tutte le sue forme.  

Le ragazze – in particolare coloro che vivono in aree del mondo povere e instabili –  sono le più escluse e invisibili, i loro diritti umani fondamentali sono costantemente sotto minaccia. Basti pensare che nel mondo vi sono 1,4 miliardi di persone che vivono in estrema povertà e la maggior parte di queste è costituita da donne e bambine (dati: WorldBank), 62 milioni di bambine non vanno a scuola e di queste quasi una su 5 è adolescente (UNESCO); su 1,1 miliardo di bambine 22 milioni sono sposate e centinaia di milioni sono a rischio matrimonio prematuro, ogni anno 15 milioni di bambine si sposano prima di compiere i 18 anni (UNICEF).

Si andrà indietro e si salterà un’altra generazione se si continuerà a negare i diritti umani che riguardano le bambine, come l’istruzione, la protezione, l’accedere a un lavoro dignitoso e alla salute sessuale e riproduttiva. Poiché il potenziale delle bambine, una volta espresso, contribuisce a uscire dalla povertà: il potere delle ragazze è trasformativo.

E i cambiamenti devono avvenire con un approccio olistico affrontando le molteplici barriere interconnesse che le bambine incontrano nella loro vita, ciò significa che i ministri dell’istruzione, della salute, del lavoro, delle pari opportunità, delle finanze dovranno lavorare insieme per raggiungere la parità di genere e promuovere i diritti delle bambine e delle donne.

E per raggiungere la parità di genere occorre non solo migliorare la condizione della donna, ma anche il suo ruolo nella società, ciò significa scavare in profondità nel tessuto sociale, sradicando le disuguaglianze sistematiche che impediscono alla parità di genere di svilupparsi. Inoltre in un contesto di parità anche il genere maschile ha benefici, infatti in uno studio di Plan International Canada “Men Matter: Engaging Men for Maternal Newborn and Child Health Outcomes” si dimostra che il coinvolgimento maschile migliora la salute delle donne, dei neonati e dei bambini: educare e coinvolgere gli uomini porta a una migliore salute per le donne e per i figli in quanto spesso l’uomo decide sull’uso dei servizi materni come le cure prenatali, il parto in strutture sanitarie, l’allattamento, le vaccinazioni; il coinvolgimento maschile, infine, aiuta a superare le disparità di genere all’interno delle comunità, deterninando benefici per le prossime generazioni.


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