Ben con la maglietta si ripara dalle zanzare
Ben ha 11 anni e vive per la strada a Torit, in Sud Sudan; con la sua maglietta crea un "bozzolo" anti zanzare. © Plan International/Charles Lomodong
31/07/2017

Essere vecchio a 17 anni: crisi alimentare in Sud Sudan

Ben, Naigg e una trentina di bambini che vivono per le strade di Torit, (Sud Sudan) hanno fatto la loro “base” nel mercato dismesso della città, hanno dai 10 ai 17 anni, sono affamati e hanno un destino comune: i loro padri sono stati uccisi durante il conflitto e le madri o sono morte o disperse oppure sono quotidianamente alla disperata ricerca di qualcosa da mangiare.

“Dormo a casa con i miei sei fratelli” – racconta Naigg, 11 anni – “ma non c’è nulla da mangiare”.

Per molti la strada è la casa: Ben, 11 anni, ha perso il padre nel 2013, la madre non è mai a casa e il bambino vive in strada; per ripararsi dalle zanzare, si è inventato un bozzolo con la sua t-shirt in cui si avvolge al calar del sole: “in un attimo sono pronto per domire”, dice Ben mostrandoci come fa per proteggersi dalle zanzare (foto in alto).

Il loro leader è Gido che nella lingua locale significa “nonno, vecchio”, perché ha 17 anni e da quando è iniziato il conflitto (2013) vive per strada, cavandosela sempre e aiutando gli altri bambini. Infatti è lui che procura il cibo agli altri e si occupa di loro quando si ammalano.

“Gido è il nostro fratello maggiore” – spiega Naigg – “tempo fa ho avuto il tifo e lui ha raccolto i soldi necessari per portarmi in ospedale e farmi curare”.

“Non è facile procurarsi denaro” – spiega Gido – “raccogliamo bottiglie usate, le laviamo e le vendiamo ai negozianti perché le riciclino come contenitori per il petrolio. E quando non ci sono più bottiglie ci offriamo a trasportare qualunque cosa. Ma a volte non c’è altro da fare che elemosinare o rubare pur di procurarsi un po’ di cibo”.

Gido ha fatto solo la prima elementare e, come gli altri ragazzi, vorrebbe imparare a leggere e a scrivere perché senza istruzione non c’è futuro per loro.

Nel Sud Sudan circa 7,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e protezione; sebbene a giugno l’ONU abbia dichiarato che il Sud Sudan non è più in stato di carestia, tuttavia le condizioni di vita sono catastrofiche e la sicurezza alimentare nel Paese rimane molto precaria a causa della stagione di magra, della crisi economica e degli alti prezzi per le derrate alimentari: secondo il World Food Program il prezzo del sorgo è aumentato di oltre l’800% a Kapoeta da maggio a luglio. Inoltre la situazione andrà peggiorando non appena arriveranno le piogge che impediranno l’accesso alle aree di stoccaggio del cibo per quelle popolazioni che vivono in zone difficili da raggiungere come Jonglei e le zone dello Stato dei Laghi.

Attualmente 6 milioni di persone vivono in condizione di severa insicurezza alimentare – dati di giugno-luglio 2017 – 1 milione e 100 mila bambini sono malnutriti, per questo Plan International Italia rinnova il proprio appello umanitario a sostegno dei bambini del Corno d’Africa, le donazioni vengono inviate subito e senza intermediari agli operatori di Plan International in loco per il loro immediato utilizzo. Le donazioni sono detraibili dalla prossima dichiarazione dei redditi nella misura del 26%.

 Da marzo a oggi sono stati raggiunti 382.983 individui (30% bambini, 25% bambine, 24% donne e 21% uomini), fornendo aiuti alimentari, sementi, protezione all’infanzia e istruzione durante le emergenze.


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