Plan International - con i propri rappresentanti e con un gruppo di giovani delegati - prende parte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile(SDGs).
Plan International - con i propri rappresentanti e con un gruppo di giovani delegati - prende parte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile(SDGs). © Plan International
13/09/2016

13 settembre: Non c’è tempo da perdere per salvare milioni di bambine!

Il 13 Settembe si apre la 71° Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) che si terrà fino al 26 settembre a New York. L’alto incontro verterà sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e servirà a far progredire i 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (SDGs) i quali hanno il potenziale di trasformare la vita di milioni di bambine – che sono le più emarginate nel mondo – e di fare in modo che il loro diritti vengano realizzati.

Inoltre la giornata del 19 Settembre sarà dedicata ai rifugiati e ai migranti.

Plan International con i propri rappresentanti e con un gruppo di giovani delegati, prenderà parte a vari incontri e discussioni, in particolare in uno l’organizzazione internazionale, che porta avanti i diritti dei bambini e l’uguaglianza per le bambine, mostrerà il lavoro fatto in 16 Paesi per fare pressioni sui governi nazionali affinché applichino gli SDGs per le bambine.

“Non c’è tempo da perdere” – sottolinea la CEO di Plan International, Anne-Birgitte Albrectsen – “se andiamo avanti di questo passo ci vorranno altri 100 anni prima che tutte le bambine della zona sub-sahariana possano frequentare la scuola secondaria. E questo è shockante per se stesso, ma anche perché l’accesso universale all’istruzione secondaria è un target degli SDGs da raggiungere per il 2030! L’analisi di 14 dei target chiave da parte dell’Overseas Development Institute mette in luce che, senza un’accelerata globale al cambiamento, nessuno di questi target sarà raggiunto entro il 2030. Per la maggior parte degli Obiettivi non siamo ancora a metà strada e addirittura per 5 Obiettivi gli attuali andamenti si stanno indirizzando verso la direzione opposta”.

Per esempio un’area in cui la situazione non progredisce riguarda la fine dei matrimoni prematuri: al ritmo attuale non saranno eliminati fino a 2080. “Se si vuole raggiungere il target dell’istruzione entro il 2030 – continua Anne-Birgitte Albrectsen –  dobbiamo accelerare i progressi di otto volte. Se falliremo, non solo abbandoneremo milioni di ragazze al loro attuale destino, ma tradiremo anche i milioni di coloro che saranno ragazzine domani. E se i matrimoni prematuri non vengono estirpati non si potrà raggiungere l’obiettivo sulla partecipazione scolastica e nemmeno si potrà ridurre le disuguaglianze di reddito nei Paesi più poveri”. Infatti per ogni anno di istruzione che una bambina completa, il suo futuro reddito aumenta di oltre il 10% e una donna investe le sue entrate nella famiglia e nelle benessere delle generazioni future.

Ma non tutto è perduto, secondo Plan International i governi devono ora stabilire piani chiari per superare le specifiche barriere che impediscono il raggiungimento degli Obiettivi, devono fornire programmi realistici e risorse adeguate. Da parte sua l’Organizzazione umanitaria con il movimento Because I am a Girl sta creando un mondo che dà valore alle bambine, promuove i loro diritti e pone fine all’ingiustizia. Plan International –in partnership con aziende e con altre organizzazioni umanitarie – sta lanciando un nuovo strumento di analisi di dati (data tracker) e di sensibilizzazione per monitorare i progressi sugli obiettivi di genere degli SDGs; il fine di tale iniziativa è quello di fornire prove, idee e raccomandazioni, accertandosi che i decision-maker mantengano gli impegni presi nei confronti delle donne e delle bambine.


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