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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

Alcuni bambini si dirigono verso un centro temporaneo per l'apprendimento costruito da Plan International in un villaggio remoto del distretto di Dolakha.
Alcuni bambini si dirigono verso un centro temporaneo per l'apprendimento costruito da Plan International in un villaggio remoto del distretto di Dolakha. © Gurufoto / Plan International
26/04/2016

Terremoto del Nepal: ricostruire un Paese partendo dalle scuole

Il 25 aprile è stato un anno dal devastante terremoto che ha colpito il Nepal, a causa del quale 8.964 persone sono decedute, 21.952 sono rimaste ferite, 605.000 case sono state distrutte e centinaia di migliaia sono state gravemente danneggiate.

Plan International si è attivata fin dal primo giorno - e la nostra sede italiana ha supportato l'intervento con i fondi devoluti dai nostri donatori - tuttora vi sta dedicando le sue energie e si è impegnata a sostenere le popolazioni colpite a lungo termine, in modo che possano risollevarsi e diventare autonome.

Per la nostra organizzazione umanitaria si costruisce un Paese se si parte dalle scuole, costruendone di nuove e riparando quelle danneggiate secondo criteri antisismici. Perché le scuole, oltre a permettere ai bambini di continuare la loro istruzione, sono anche un "rifugio" dallo sfruttamento, dalla tratta e dai matrimoni prematuri. E sono tanti i bambini nepalesi senza una scuola: oltre un milione!

In un anno di attività Plan International ha costruito 310 scuole temporanee di cui hanno beneficiato 21.021 bambini; sono in progetto la costruzione di 20 nuove scuole e la ristrutturazione di 1.600 classi.

In complesso Plan International Nepal ha aiutato direttamente 287.847 persone in un anno dal terremoto, tra cui 117.230 bambini e ha sostenuto bambini e famiglie tramite la fornitura di ripari di emergenza, di cibo e acqua, la costruzione di classi temporanee e la fornitura di servizi per la protezione infantile.

Per leggere in dettaglio l'intervento di Plan International in Nepal a un anno dal terremoto clicca qui.


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