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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

Nella foto Ben presso il mercato dismesso di Torit in Sud Sudan.
Nella foto Ben presso il mercato dismesso di Torit in Sud Sudan. © Plan International/Charles Lomodong
03/08/2017

Storie di bambini che vivono in Sud Sudan

Naigg ha 11 anni e vive per le strade di Torit, città del Sud Sudan devastata dalla guerra civile: “dormo a casa con i miei 6 fratelli, ma non c’è nulla da mangiare per cui ogni giorno vado in giro in cerca di cibo per me e per loro”. Naigg è amico di Ben, 11 anni, che ha fatto della strada la sua casa, perché da quando il padre è morto nel 2013 per il conflitto la madre non è mai a casa.

Ben, per ripararsi dalle zanzare, si è inventato un bozzolo con la sua logora t-shirt: “ecco in un attimo la mia maglietta si trasforma in una zanzariera e sono pronto per dormire” (vedi foto a lato),

Ben e Naigg insieme ad altri trenta bambini hanno la loro “base” nel mercato dismesso della città, hanno dai 10 ai 17 anni, sono affamati e abbandonati al loro destino: i loro padri sono stati uccisi durante il conflitto e le madri o sono morte o disperse oppure sono quotidianamente alla disperata ricerca di qualcosa da mangiare.

Non vanno scuola, i più grandi hanno frequentato a malapena la prima elementare, ma nessuno sa leggere o scrivere e sono consapevoli che senza un’istruzione non hanno un futuro.

Il loro leader è Gido che nella lingua locale significa “nonno, vecchio”, perché ha 17 anni e vive per strada da quando sono iniziati gli scontri, cavandosela sempre e aiutando gli altri bambini.

E’ lui che trova il denaro per il cibo e si occupa di loro quando si ammalano. “Gido è il nostro fratello maggiore” – spiega Naigg – “tempo fa ho avuto il tifo e lui ha raccolto i soldi necessari per portarmi in ospedale e farmi curare”.

“Non è facile procurarsi il denaro” – spiega Gido – “raccogliamo bottiglie usate, le laviamo e le vendiamo ai negozianti perché le riciclino come contenitori per il petrolio. E quando non ci sono più bottiglie ci offriamo a trasportare qualunque cosa. Ma a volte non c’è altro da fare che elemosinare o rubare pur di procurarsi un po’ di cibo”.

Naigg, Ben, Gido sono delle vittime della guerra civile che ha messo in ginocchio il Sud Sudan, portandolo a una profonda crisi alimentare: 1 milione e cento bambini sono malnutriti e 7,5 milioni di persone hanno bisogno di di assistenza umanitaria e protezione.

Per aiutare i bambini del Sud Sudan sostieni il nostro appello umanitario per il Corno d’Africa.


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