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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

Marely e Marlin vengono dal Nicaragua, fanno parte del gruppo delle nostre giovani delegate e hanno partecipato all'alto convegno organizzato durante l'Assemblea Generale dell'ONU.
Marely e Marlin vengono dal Nicaragua, fanno parte del gruppo delle nostre giovani delegate e hanno partecipato all'alto convegno organizzato durante l'Assemblea Generale dell'ONU. © Plan International
22/09/2017

Plan International all’Assemblea Generale ONU per i diritti delle bambine

In generale si sta assistendo a un andare indietro per quanto riguarda i diritti delle bambine e delle donne; è uno scenario globale che tocca sia i Paesi cosidetti sviluppati sia quelli in via di sviluppo: negli Stati Uniti un mese fa una donna ha fatto causa a un uomo per violenza sessuale e le è stato riconosciuto per i danni subìti 1 dollaro: al di là del valore economico occorre riflettere sul significato simbolico per un tema così grave come lo stupro.

In Russia - dove ogni 40 minuti una donna muore a causa della violenza domestica - è da poco passata una legge che depenalizza la violenza domestica qualora la vittima non subisca gravi lesioni.

In Bangladesh è stata approvata una nuova legge sui matrimoni prematuri che permette che le ragazzine sotto i 18 anni si sposino sotto “speciali circostanze”, per esempio quando la giovane è incinta; va notato che il Bangladesh è il Paese asiatico con la più alta percentuale di matrimoni prematuri: il 52% delle bambine si sposa prima dei 18 anni e il 18% prima dei 15.

Nelle Filippine la guerra contro la droga intrapresa dal governo ha portato a esecuzioni sommarie a cui sono stati sottoposti anche attivisti per i diritti umani che si opponevano a tali metodi.

Proprio per fermare questa generale caduta verso il basso sui temi umanitari e per proteggere e portare avanti i diritti delle bambine e delle giovani donne, Plan International ha tenuto un alto convegno il 19 settembre 2017 durante la 72sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA).

All’evento, intitolato “Liberare il potere in una generazione: i diritti e il potenziale delle ragazze”, la nostra organizzazione ha fatto partecipare giovani delegate, che si sono rivolte ai rappresentanti dei governi di Francia, Canada e Benin; le ragazze hanno sostenuto l’importanza di affrontare le cause fondamentali della disuguaglianza, sfidando e cambiando quelle dannose norme di genere che perpetuano la discriminazione in tutte le sue forme. 

Se si continuerà a negare i diritti delle bambine come l’istruzione, la protezione, l’accesso a un lavoro dignitoso e alla salute sessuale e riproduttiva si salterà un’altra generazione e le bambine non potranno sviluppare il proprio potenziale trasformativo realizzandosi e facendo così uscire dalla povertà la loro famiglia, la comunità e il Paese.

E per permettere alle bambine di realizzarsi occorre adottare soluzioni olistiche, perché le barriere che le bambine incontrano sono molteplici e interconnesse, ciò significa che i ministri dell’istruzione, della salute, del lavoro, delle pari opportunità, delle finanze dovranno lavorare insieme per raggiungere la parità di genere e promuovere i diritti delle bambine e delle donne.

La parità di genere è la chiave per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e per parità si intende non solo migliorare le condizioni di vita della donna, ma anche il suo ruolo all’interno della società, sradicando le profonde disuguaglianze. 


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