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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

Bambini sfollati dai loro villaggi per gli eccidi delle milizie di Boko Haram
Bambini sfollati dai loro villaggi per gli eccidi delle milizie di Boko Haram © Plan International
16/12/2016

I profughi dimenticati di Boko Haram

In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti, che cade il 18 dicembre, vogliamo ricordare i 2 milioni e seicentomila persone che sono state costrette a lasciare il loro villaggio a causa delle persecuzioni delle milizie di Boko Haram. Sono esuli dimenticati dalle cronache che affollano la regione del bacino del lago Ciad dove si affacciano il Camerun, la Nigeria, il Niger e il Ciad.

Dal 2009 non c’è pace in questa regione, in particolare nel nord-est della Nigeria dove vi sono oltre 1,9 milioni di migranti di cui la metà è costituita da bambini, senza dimenticare che molti di loro sono stati sfollati più volte creando delle dinamiche di migrazione molto complesse. 

Che fine fanno i bambini?

Le truppe di Boko Haram al loro passaggio lasciano indelebili segni sui bambini e sulle bambine:

  • distruggono le scuole e gli insegnanti scappano, così i bambini non possono più istruirsi;
  • le bambine vengono rapite, sottoposte a orribili violenze psicologiche e fisiche, costrette a sposarsi o a diventare schiave sessuali dei militanti;
  • i bambini vengono arruolati come soldati e affidati loro le missioni più pericolose.

Le bambine, purtroppo, pagano due volte lo scotto in quanto se tornano vive al villaggio sono stigmatizzate dalla comunità perché abusate, specie se rimangono incinte e la famiglia spesso le ripudia. 

Il nostro lavoro con i profughi

Per rispondere a questa crisi umanitaria stiamo lavorando nel nord-est della Nigeria con spazi “child friendly” – anche sotto forma di unità mobili – in cui i bambini possono giocare e studiare in tranquillità e diamo assistenza medica e psicologica alle bambine, alle ragazzine e alla giovani donne, vittime di violenze sessuali e/o abusi, aiutandole a ricostruire la loro vita per impedire che siano stigmatizzate a vita.


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