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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

I bambini di Juana: Lydia, Blessing, Pauline e Paul.
I bambini di Juana: Lydia, Blessing, Pauline e Paul.
24/09/2014

Ebola: i bambini vengono lasciati senza cure e cibo

Lydia, 16 anni, Blessing, 11, Pauline, 9 e Paul, 5 anni, hanno perso la loro mamma Juana per colpa dell'Ebola. Vivono nella cittadina di Voijama, nel nord della Liberia con la nonna, Sonnie che non è in grado di badare a loro perché troppo anziana.

Nei loro occhi si legge ancora lo shock quando degli uomini con divise bianche e maschere portarono via la loro madre in un sacco di plastica, come succede a tutte le vittime dell'Ebola.

I bambini orfani per causa del virus stanno aumentando: in Liberia se ne contano 300, in Sierra Leone 309, si registrano attualmente 5.357 casi colpiti dall'epidemia e 2.630 morti (dati WHO del 14 Settembre 2014).

I bambini sono coloro che soffrono due volte di più, in quanto non solo sono a rischio di contrarre il virus e ammalarsi, ma quando rimangono orfani più nessuno vuole prendersene cura.

"Sempre più bambine e bambini vengono separati dai loro genitori" - spiega il Direttore Nazionale di Plan Liberia, Koala Oumarou - "o perché questi muoiono o perché vengono mandati da parenti in aree non colpite per paura che i piccoli si ammalino. Una preoccupazione pressante è che nelle comunità prese di mira dall’Ebola la cultura di prendersi cura dei bambini degli altri sta scomparendo: le famiglie “allargate” non vogliono più occuparsi degli orfani di genitori morti per il virus, in quanto temono di essere contaminati o di essere stigmatizzati dalla comunità e isolati. I bambini sono così abbandonati a loro stessi senza cibo né cure.”

"I bambini non vengono coinvolti in attività ricreative che possano aiutarli a buttar fuori le loro paure e trovare conforto” – aggiunge la specialista di Plan International nella Protezione dei Bambini, Anita Queirazza – “nei centri medici non hanno alcun appoggio psicologico e vengono lasciati soli proprio quando hanno ancor più bisogno di sostegno”.

Per tutte queste ragioni Plan sta dando priorità ai bambini nei Paesi colpiti dall’Ebola (in Sierra Leone siamo presenti dal 1976, in Liberia dal 1982, in Guinea dal 1989) in materia di prevenzione infantile, gestione dei casi, primo soccorso psicologio e misure salvavita. Plan ha stretto una collaborazione con International Medical Corps, leader nella risposta nelle emergenze e nella salute mondiale: l’intervento prevede che International Medical Corps si concentri sulla gestione dei casi di Ebola e il loro trattamento, mentre Plan si focalizzi sul mobilitare le comunità e renderle consapevoli della salute pubblica.


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