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Brunella Pacia, Responsabile Comunicazione, Ufficio stampa e PR

Convegno sulle MGF con intervento assessore Majorino
Al convegno è intervenuto l'Assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino. © Plan International
12/06/2017

Convegno 6 giugno: facciamo il punto sulle Mutilazioni Genitali Femminili

Il 6 giugno Emanuela Zuccalà ha moderato il convegno sulle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e sui diritti delle bambine organizzato da noi e da Aidos; l’evento è stato inaugurato dalla Vicensidaca della Città metropolitana di Milano, Arianna Censi, che ci ha ospitato nella loro prestigiosa sede di Palazzo Isimbardi a Milano; l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha portato i saluti del Comune di Milano – di cui il convegno ha avuto il patrocino – e si è soffermato sull’impegno dell’amministrazione comunale nell’affermare i diritti delle donne e dei bambine/i migranti in Italia.

Durante il convegno, che si colloca nella cornice del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si è parlato di mutilazioni genitali femminili come forma di discriminazione – oltreché di violenza sul corpo femminile – che rientra nell’obiettivo 5 relativo alla parità di genere da raggiungere entro il 2030; in totale sono 17 gli obiettivi che i Capi di di Stato e di Governo delle Nazioni Unite si sono posti nell’Agenda 2030 per un mondo veramente Sostenibile.

Tra i relatori segnaliamo, la nostra Presidente Isabella Bossi Fedrigotti, il nostro Vicepresidente Maurizio Melani, Clara Caldera Program Officer AIDOS e Vice presidente della Rete europea End FGM, Fatoumata Ibrahima Samake di Plan International Mali, Patrizia Farina, docente del Dipartimento Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Valentina Fanelli Program Officer di AIDOS. 

La pratica delle mutilazioni genitali femminili – come sottolineato durante il convegno – avviene in molti Paesi, non ha alcuna  connotazione religiosa, ma è legata a tradizioni fortemente radicate per sancire la sottomissione sessuale della donna nella società, giustificandola come uno “strumento” per preservarne la purezza e la verginità.

Tuttavia le mutilazioni genitali femminili non sono relegate ai Paesi a basso reddito, ma sono un fenomeno che si assiste, tramite le migrazioni, anche in Italia, dove oltre il 60% di donne con MGF proviene dalla Somalia, dalla Nigeria e dall’Egitto. Patrizia Farina ha mostrato i dati di un suo recentissimo studio sulla popolazione migrante residente nel nostro Paese e ha sottolineato che le donne interpellate sono ben consapevoli della posizione giuridica del proprio Paese nei confronti delle MGF, meno conscia di quella italiana, situazione opposta si ha per la seconda generazione e cioè per quelle ragazze e giovani donne che sono cresciute nel nostro Paese. 

La maggioranza delle intervistate è favorevole a un intervento da parte della legge contro le MGF sia in Italia sia nel Paese d’origine, tuttavia il 25% di esse sostiene che la pratica dovrebbe continuare di cui il 9% medicalizzandola. Tra i motivi che le spingono a perpetrare la pratica vi è quello di preservare la propria figlia per un matrimonio migliore, mantenendo un legame con il Paese di origine attraverso le tradizioni.

Coinvolgente è stato l’intervento di Fatoumata Ibrahima Samake che fin da bambina convive con la MGF; ha spiegato come lavora, sostenuta da Plan International Mali, per fermare la pratica nel suo Paese, coinvolgendo ciascun membro del villaggio in quanto le MGF sono un “fatto” della comunità e non riguardano solo la bambina che le subisce e i suoi familiari più stretti, ma tutti i membri: dai parenti, al capo del villaggio. Il Mali non ha ancora una legge contro le MGF per cui occorre anche intervenire dall’alto, ma tenendo sempre presente il significato comunitario che ha questa pratica.

Il convegno ha avuto i patrocini della Regione Lombardia, del Comune di Milano e della Fondazione Cariplo.


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